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Enpa: chi abbandona si abbandona

Chi abbandona si abbadona - Enpa

Chi abbandona si abbadona – Enpa

Il 4 e 5 luglio la terza edizione delle giornate Enpa contro l’abbandono degli animali.

“Chi abbandona si abbandona” è il claim della campagna estiva di Enpa contro l’abbandono di animali, che fa da cornice alla terza edizione delle giornate anti-abbandono sabato 4 e domenica 5 luglio. In tale occasione i volontari dell’Ente Nazionale Protezione Animali, oltre a informare e a sensibilizzare sul tema, distribuiranno un “kit per i viaggiatori bestiali”, reso disponibile grazie alla collaudata partnership tra Enpa e Record, un marchio specializzato nella realizzazione di prodotti per piccoli animali.

Un evento, quello delle giornate anti-abbandono, che per l’Ente Nazionale Protezione Animali sta diventando un vero e proprio appuntamento fisso. «Da Nord a Sud, isole comprese – spiega Marco Bravi, responsabile comunicazione e sviluppo iniziative e presidente del Consiglio Nazionale Enpa – sono un centinaio i banchetti che le Sezioni locali allestiranno sabato 4 e domenica 5 luglio per dire no all’abbandono di animali; un fenomeno che, nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, anche grazie alle nostre campagne di sensibilizzazione e alla crescita del numero di strutture “animal friendly”, continua a rappresentare per il nostro Paese una piaga inaccettabile».

Dati ufficiali che descrivano tale fenomeno nella sua complessità e interezza non sono disponibili né potrebbero esserlo considerando che di molti animali, dopo l’abbandono, si perde ogni traccia. Esistono, tuttavia, alcuni indicatori che permettono quanto meno di inquadrarlo a grandi linee, sia pure con una notevole approssimazione per difetto. Ad esempio, il Ministero della Salute nel 2012, con l’allora Sottosegretario Cardinale, aveva stimato la presenza sul nostro territorio di una popolazione di randagi compresa tra 500mila e 700mila esemplari, mentre i dati relativi agli ingressi nei canili sanitari (la prima struttura cui viene affidato un cane abbandonato) “parlano” per il 2012 di oltre 104mila abbandoni (Ministero della Salute). Sempre in tema di indicatori, ci sono anche le rilevazioni che l’Enpa conduce presso le proprie strutture, da cui emerge per l’ultimo triennio una flessione degli ingressi canini nell’ordine del 15%. Ma, purtroppo, sono in sensibile aumento gli abbandoni di altri tipi di animali domestici, in primis i gatti, ma anche conigli, cavie fino addirittura ad animali esotici. E’ dunque importante continuare a mantenere costante il livello di attenzione e di allerta.

«Il fine settimana del 4 e 5 luglio – conclude Bravi – è dunque l’occasione giusta per sottolineare che l’abbandono non soltanto è indicativo della crudeltà umana sugli animali e rappresenta una dimostrazione di inciviltà ma, lo ricordo, un reato punito con l’arresto fino ad un anno e un’ammenda da mille a diecimila euro».

Per il dettaglio delle Sezioni Enpa che aderiscono alla manifestazione è possibile visitare il seguente link http://comunicazionesviluppoenpa.org/component/content/article/550.html al sito www.comunicazionesviluppoenpa.org.

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Contro l'abbandono degli animali

Abbandono degli animali in estate, invertiamo la tendenza

Contro l'abbandono degli animali

In estate non è possibile non parlare del vergognoso fenomeno dell’abbandono degli animali, con cui dobbiamo convivere e che necessita di una vera e propria inversione di tendenza.

Nell’estate 2013 secondo i dati distribuiti dal telefono amico Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) le chiamate per segnalare i cani abbandonati sono aumentate del 40% rispetto al dato relativo allo stesso periodo nel 2012.

Nel 2014 vorremmo assistere ad un calo di questi dati.

Per dare un’idea del fenomeno pensate che nei tre mesi estivi (da giugno ad agosto) si stima che vengano abbandonati circa 650 cani al giorno, che equivale ad un abbandono ogni due minuti.

Si può cambiare la situazione e invertire la tendenza? Sicuramente vale la pena provarci. 

Kijiji sostiene l’ENPA e tutte le associazioni che lottano ogni giorno contro l’abbandono degli animali. Se anche tu vuoi aiutarci, puoi appoggiare il nostro progetto contro l’abbandono degli animali  e condividere sul tuo blog o sito il nostro badge:

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Accogliere un cane in casa, ecco come!

accogliere un cane in casa, consigli

Un nuovo componente sta per aggiungersi in famiglia! L’arrivo di un nuovo cucciolo è sempre un momento di fest, ma anche di apprensione. Saprà adattarsi alla nuova casa? Crescerà sano e felice?

Le domande che si presentano sono molte: vediamo alcuni consigli e info utili per rendere semplice il suo arrivo e gradevole la sua permanenza.

Kijiji contro l'abbandono degli animaliSostieni l’iniziativa di Kijiji contro l’abbandono degli animali e a favore di adozioni consapevoli e responsabili. Incolla il badge sul tuo sito:

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L’arrivo

Se avete già scelto il nome del vostro cucciolo usatelo sin dall’inizio per rivolgervi a lui. Non utilizzate mai il suo nome associato a un rimprovero o una minaccia: così eviterete che, col tempo, il cane scappi anziché accorrere al vostro richiamo.Anche se vi farebbe piacere poter avere il vostro cucciolo sempre al vostro fianco, magari a dormire sul letto o sul divano, dovrete invece destinargli subito una cuccia, uno spazio tutto suo, dove potrà restare tranquillo.

La cuccia

Di solito la prima notte è la più difficile per un cagnolino, ed è anche quella che troppo spesso fa arrendere chi, senza pazienza, decide subito che il cane non è in grado di adattarsi. Bisognerà escogitare alcuni accorgimenti per impedirgli di sentirsi solo e spaventato.

La cuccia non deve mai essere un luogo di punizione, ma un rifugio piacevole dove sentirsi protetto. Non mandatelo mai a cuccia dopo averlo sgridato. Per i primi tempi lasciate nella cuccia un indumento che conservi il vostro odore: il cucciolo si sentirà confortato. Anche il ticchettio di una sveglia, avvolta in un asciugamano, gli farà compagnia nelle ore notturne. Lasciategli un gioco adatto alla sua età, che lo aiuti a sviluppare i denti.

L’alimentazione

A parte l’uso di alimenti corretti e appositi per i cani in crescita, vi sono alcune norme che riguardano il pasto del cucciolo che è importante seguire fin da subito. I cuccioli mangiano 3-4 volte al giorno, ma questo non significa che debbano avere il cibo sempre a disposizione! Date il cibo a orari regolari, lasciate la ciotola per 15 minuti e poi ritiratela, anche se il cane non ha mangiato tutta la razione. Eventualmente, in caso di cani molto piccoli, anticipate l’ora del pasto successivo ma non lasciate il cibo a disposizione per ore. Distanziate di almeno un’ora il pasto del cane dal vostro. Non date bocconcini dalla tavola per nessuna ragione e cercate di non guardare il cane mentre mangia.

Meglio evitare di appoggiare la ciotola mentre il cane vi sta saltando addosso… se si agita troppo aspettate qualche minuto fingendo di nulla. L‘ideale è che il cucciolo impari a sedersi per avere la ciotola del cibo!

Come educare un cucciolo a fare i bisogni

Insegnare al proprio cagnolino a fare i bisogni fuori di casa non è un’impresa da poco. Prima di tutto, c’è da sapere che, così come un neonato, anche il cucciolo non ha la capacità di trattenersi. Spetta dunque al suo padrone insegnargli dove può fare pipì e dove invece proprio non può.

E’ importante portare fuori il cagnolino nei momenti in cui si presume ne abbia più bisogno. Fargli fare una passeggiata al risveglio, dopo i pasti, dopo il gioco o dopo aver bevuto, può facilitare l’apprendimento. Quanto più il cucciolo sporcherà fuori casa, tanto più semplice sarà per lui apprendere la cosa. L’evacuazione è un comportamento indispensabile e naturale, per questo motivo sgridare il cane quando fa i bisogni sul pavimento può generare in lui solo molta confusione. E’ bene tener presente che spingere il muso del cucciolo nelle proprie urine, picchiarlo o spaventarlo non solo non farà ottenere dei risultati, ma porterà solo il cane a diffidare del proprietario.

Invece è importante premiarlo con un biscottino ogni volta che fa i bisognini all’aperto.

Come salvare i mobili!

Il cucciolo ha bisogno di ‘mordicchiare’, è una necessità fisica e comportamentale. Per evitare che prenda di mira i mobili o che si impossessi di oggetti che potrebbero risultare pericolosi occorre proporgli le cose adatte e dissuaderlo dal volgere la sua attenzione ad altro. È un’ottima idea tenere una scatola dei giochi che non sia a disposizione del cucciolo in modo da avere sempre sottomano qualcosa che, dal suo punto di vista, sia prezioso. I cani sono particolarmente interessati a ciò che non possono avere!

Lasciate un paio di oggetti a disposizione del cucciolo, alternandoli tutti i giorni con altri sempre diversi. Se il cucciolo comincia a mordicchiare un mobile dite un “NO!” secco, chiamatelo a voi e poi dategli qualcos’altro da mordere, magari tolto dalla magica scatola dei giochi.

Collare e guinzaglio

Il cucciolo dovrebbe portare un collarino morbido fin dai primi giorni.
Meglio se di nylon, di stoffa o di morbidissima pelle. Il guinzaglio andrebbe stretto in modo da non creare fastidi di alcun genere e non impigliarsi o sfilarsi facilmente (tra collare e collo dovrebbe passare un dito). La prima volta che il cucciolo metterà il collare ne sarà infastidito e quindi procedete gradualmente, lasciandolo per pochi minuti mentre gioca o mangia. In seguito si potrà aumentare il lasso di tempo in cui viene indossato.

La stessa gradualità va usata col guinzaglio. Se il cucciolo si blocca quando il guinzaglio si tende, chiamarlo con dolcezza e premiarlo se si avvicina al nostro fianco. Progressivamente applicare il guinzaglio all’esterno, partendo dai luoghi più familiari (giardino, pianerottolo, strada davanti a casa). Naturalmente occorre portare fuori il cane fin primi giorni, quando arriva nella sua nuova famiglia, e quindi non si può aspettare che impari a seguire. Per questo è consigliabile l’uso dei guinzagli estensibili che consentono libertà di movimento e controllo allo stesso tempo.

Le prime passeggiate

È molto importante che il cucciolo si abitui fin dai primi giorni a vedere persone diverse e a fare varie esperienze. Occorre però rispettare i tempi e le attitudini del cucciolo. In generale è bene che i cani vengano lasciati liberi di interagire e non bisogna spaventarsi se qualche soggetto adulto ringhia a un cucciolo un po’ impertinente. L’educazione impartita ai cagnolini da soggetti adulti della stessa specie contribuisce alla crescita armoniosa e all’adattamento per la vita futura. Le passeggiate devono anche servire ad abituare i cuccioli ai rumori del traffico, ai bambini, a persone vestite in modo diverso e che si muovono in modo diverso.

Consigli per educare il proprio cane

Come si educa un cane? In che modo si stabilisce un rapporto uomo-padrone?
I cani, come i loro antenati lupi, sono animali sociali e gerarchici: questo significa che tendono a vivere in gruppo, e all’interno di questo gruppo stabiliscono una gerarchia.
Nel caso del cane che vive in famiglia, il gruppo è costituito da tutti gli elementi della stessa, per questo nella scala gerarchica tutti i membri dovrebbero essere dominanti nei confronti del cane in modo da ottenere l’obbedienza. Normalmente il cane, trovandosi in posizione di inferiorità rispetto all’uomo, può obbedire spinto da motivazioni differenti:

Per imposizione: quando il cane si sottomette al padrone perché teme la sua ira ed esegue gli ordini malvolentieri come risposta di difesa passiva. E’ la forma peggiore.

Per inibizione: il cane inibito accetta l’autorità indipendentemente dai meriti o dalle qualità del padrone. Esegue gli ordini di tutti gli umani in modo approssimato con la coda fra le gambe e soffre le richieste del padrone al di la delle sue intenzioni e dal tono di voce.

Per convenienza: quando il cane, al fine di raggiungere uno scopo accetta la supremazia del padrone come mezzo per ottenere un profitto. Dimostra partecipazione nei momenti di bisogno, rifiutando l’autorità del padrone quando questi non è necessario al suo benessere.

Per praticità: quando il cane accetta di buon grado l’autorità del padrone in quanto riconosce in lui la figura protettiva del capo branco. In tal caso il cane esegue gli ordini diligentemente perché così facendo risponde degnamente al suo ruolo, contribuendo a mantenere saldo l’equilibrio sociale del gruppo.
Questa è da considerarsi la forma migliore dove padrone e cane si intendono rispettandosi a vicenda.

Un buon padrone è protettivo e attento alle esigenze del proprio cane, ed è in grado di educarlo con opportuna intransigenza e coerenza: se un’azione non è ammessa, bisogna che sia sempre proibita.

Accogliere un cane adulto

Prestate molta attenzione ai suggerimenti che l’organizzazione dalla quale adottate il cane vi da in merito al suo addestramento e alla sua gestione – hanno una grande esperienza se si tratta di assicurare una buona sistemazione e un buon adattamento, con voi e con la casa.

I cani adulti possono necessitare di tempo per abituarsi al nuovo gruppo, prima di mostrarsi come sono veramente. Cambiare casa può essere un’esperienza traumatica: preparate una zona tranquilla in casa, dove il nuovo arrivato può sentirsi sicuro, con una coperta o un cuscino e le ciotole per acqua e cibo. Questo da al cane un posto dove rifugiarsi se si vuole isolare.

Se dovete presentare un cane adottato ad un altro cane adulto, non andranno d’accordo immediatamente. Lasciate che si conoscano piano piano, dando sempre al cane “locale” molte attenzioni, in modo che non veda il nuovo arrivato come una minaccia. Per facilitare lo spostamento in una nuova casa, è meglio mantenere il cibo al quale il cane era abituato prima che voi lo portaste a casa – è una cosa in meno alla quale abituarsi. Se decidete di cambiare marca, cercate di farlo più dolcemente possibile, poiché i cani sono spesso sensibili ai cambiamenti nella dieta. E’ normale che inizialmente il cane mostri qualche problema allo stomaco.

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Adottare un gatto, 6 consigli preziosi

adottare un gattoAnche se può sembrare meno impegnativo di un cane, ci ci sono delle eventualità serie da ponderare quando si decide di adottare un gatto.

Questi sono i nostri consigli per tutti coloro che vorrebbero adottare un gatto, per conoscerlo e imparare a vivere con lui ed avere una convivenza piena di amore e divertimento.

1. E’ il momento giusto per adottare un gatto?

Un matrimonio, l’arrivo di un nuovo bambino in casa, una situazione lavorativa non definita potrebbero procurare al gatto notevoli difficoltà nell’adattamento. L’adozione di un gatto comporta stress per l’animale: deve traslocare in una nuova casa, cambiare orari e stile di vita e conoscere nuove persone che diventeranno poi il suo nuovo punto di riferimento.
Ogni gatto avrà bisogno di un po’ di tempo per capire cosa gli è successo e adattarsi alle nuove condizioni: è utile perciò avere in casa una situazione il più stabile possibile.

2. Gatto adulto o gattino?

Se adotti un gattino:
da un lato ti sarà più semplice educarlo e vederlo crescere, dall’altro però un cucciolo può vivere il momento dell’adozione peggio di un adulto, a causa della separazione dalla madre e dai fratelli.

Se adotti un gatto adulto:
ha una personalità già più definita e questo può aiutare a scegliere l’esemplare più adatto a ciascun proprietario e rispetto ad un cucciolo è molto più calmo e conosce già l’essere umano. Però è anche più rigido ai cambiamenti e a nuovi stili di vita, ad esempio se ci sono altri gatti o animali a cui non era stato abituato.

3. Uno spazio a misura di gatto

Gli animali fortemente territoriali come i gatti hanno bisogno di marcare il territorio (anche graffiando i mobili) per stabilire un legame più intenso con l’ambiente che li circonda. I gatti non hanno bisogno necessariamente di uno spazio molto ampio, se all’interno trovano tutto ciò che serve. Ma è fondamentale che questo sia organizzato in un certo modo e che non subisca cambiamenti repentini.

Costruite uno spazio a misura di gatto… attenzione ai cavi elettrici, lavatrici, finestre e balconi!

Indipendentemente dalla sua dimensione, ogni gatto organizza il suo territorio suddividendolo in aree di isolamento in cui riposare e stare da solo e aree di attività in cui giocare, mangiare e cacciare.
L’ampiezza ideale del territorio di un gatto dipende da due fattori: il contatto con l’uomo e il lavoro necessario a procurarsi il cibo. Quindi, un gatto domestico che non esce mai non ha necessità di perlustrare il territorio per stabilire la sua “riserva di caccia”, mentre un gatto completamente libero, che deve ricorrere alla sua abilità di cacciatore per sopravvivere può arrivare a perlustrare fino a 70 ettari.

4. Quanto tempo hai a disposizione?

Il fatto che non debba essere portato fuori più volte al giorno come il cane non significa che sia un animale meno impegnativo. Anche il gatto ha bisogno di cure quotidiane, come la pulizia della lettiera, i pasti e i momenti di gioco.

5. Metti in conto le spese

Non sono solo le spese per i suoi accessori (lettiera, ciotole, cuccia, tiragraffi), ma anche i costi legati all’alimentazione, alle vaccinazioni e alle visite periodiche dal veterinario ed eventuali farmaci che vanno tenute in conto durante la vita con un gatto.

6. Rispetto

Il gatto è un essere vivente che va rispettato in quanto tale, considerando sia le sue caratteristiche di specie sia quelle legate alla personalità. Ci sono gatti più espansivi, che vanno d’accordo con tutti e altri più timidi e riservati. Molto dipende anche dalla loro storia attuale o dalle condizioni di salute, che li possono rendere diffidenti e insicuri.

Siete pronti ad accettare tutte queste eventualità?
Segui gli altri articoli di Kijiji dedicati agli animali e la nostra campagna per un’adozione consapevole.

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Adottare un cane, le 5 regole per accoglierlo al meglio

adottare un cane, le 5 regole

La decisione di adottare un cane deve essere ben meditata e ponderata, soprattutto per rispetto all’animale, che ha bisogno di amore, cure e attenzioni.

Cosa bisogna tenere in considerazione prima di  adottare un cane?
Ecco le 5 regole da conoscere prima di accogliere un amico a quattro zampe.

  1. Quanto tempo hai a disposizione?
    Se adotti un cane devi sapere che rimarrà con te per un bel po’, anche più di 10 anni, si spera! Sei pronto a dedicargli una buona parte del tuo tempo? Un cane mangia almeno due volte al giorno, necessita di uscire non solo per gli eventuali bisogni, ma anche per conoscere nuove situazioni e gli piace uscire anche quando fa freddo, piove o nevica. Sei pronto?
  2. Ad ogni cane, il suo padrone.
    Hai superato il primo passo, ciò significa che hai già cominciato a ponderare le prime decisioni, e che forse hai voglia di continuare. Bene, ora c’è da pensare a quali sono le tue abitudini e le regole in famiglia. Sei un tipo da divano o ti piace andare al parco nel weekend? Hai un appartamento grande o piccolo? Hai un giardino? Hai una famiglia numerosa? Tutte queste domande sono importanti per stabilire la taglia e il tipo di cane che potresti adottare.
  3. I cani hanno un carattere.
    Un cane può essere: docile, pigro, esuberante, timido, curioso oppure goffo nei movimenti. E’ bene perciò informarsi sulle razze in generale e poi, nel dettaglio, sui genitori del cane che si vuole adottare per sapere quali sono le sue caratteristiche principali e come comportarsi di conseguenza.
  4. L’ambiente in cui è cresciuto un cucciolo è importante.
    In soli 20 giorni un cane impara moltissimo, soprattutto ad essere un cane. Inizia a conoscere il mondo all’età di circa 3 settimane e interagisce molto con l’ambiente in cui vive. E’ importante sapere, ad esempio, che un cane allevato in una recinzione, senza stimoli, avrà molte paure e problemi comportamentali, prima dell’arrivo in casa. Informarsi sulla vita precedente renderà più facile l’accoglienza del nostro amico a 4 zampe.
  5. Il suo modo di comunicare.
    Il cane non è un peluche, ma nemmeno un bambino! Ha bisogno di cure e affetto sì, ma anche di essere un cane. E in quanto cane, ha anche il suo modo di comunicare. Ad esempio con le posture e con atteggiamenti che dovrai imparare a riconoscere per poi capire il suo stato d’animo. Per essere un buon padrone dovrai essere una buona guida, qualcuno di cui fidarsi e la buona guida è quella che detta le regole e le fa rispettare con coerenza.

Ora sei pronto per una delle esperienze più belle del mondo, l’amore di un cane.

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Regalare cuccioli a Natale? Non sempre è una buona idea

regalare cuccioli a Natale

A Natale ti regalo un cucciolo!

Quante volte succede che a Natale, pensando di fare felice un amico o un parente o semplicemente perché la propria gatta ha appena partorito, si regala un animale domestico? E così spesso ci si ritrova inaspettatamente a dover accudire un nuovo amico a quattro zampe.

Di fatto, in realtà, un animale va accolto in casa dopo una scelta ponderata, sul desiderio e sulle possibilità economiche e di tempo per potergli dedicare le doverose cure. E anche quando chi riceve in dono un cucciolo è convinto di volerlo, anche per salvarlo da un gattile o da un canile, non è detto che la convivenza vada per il meglio. Passate le feste infatti, capita che il 40% dei cuccioli si ritrovi senza famiglia.

Kijiji, annunci cani e gatti

 

Per cui prima di regalare un cane o un gatto a Natale occorre pensarci davvero bene ed essere sicuri che chi riceve il regalo lo desideri davvero e sia in grado di prendersene cura.

Aiuta Kijiji nella sua campagna di sensibilizzazione sull’adozione consapevole degli animali, condividendone il badge :

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2013, una fotografia sull’abbandono degli animali in Italia

Kijiji contro l'abbandono degli animaliNel 2012, in Italia, gli incidenti che hanno coinvolto gli animali sono 1.512, il 6% in più rispetto al 2010.

Secondo i dati distribuiti dal telefono amico Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) invece, soltanto a partire dal primo di agosto 2013 le chiamate per segnalare i cani abbandonati sono aumentate del 40% rispetto al dato relativo allo stesso periodo nel 2012.
Questa estate sono state 1.912 le segnalazioni di avvistamenti di cani abbandonati o randagi, con 86 telefonate il giorno di ferragosto. Un fenomeno che cresce vertiginosamente, quello dell’abbandono animali, nonostante le campagne di sensibilizzazione. E i dati ufficiali del 2013 non sono ancora completi.

Quella dell’abbandono è una pratica che non riguarda solo cani e gatti: un altro trend sono le tartarughe, allontanate a causa dell’aumento delle dimensioni, l’attrezzatura necessaria, la pulizia dell’acqua.

Kijiji, annunci cani e gatti

Si può cambiare la situazione? Vale la pena provarci.

 

Kijiji sostiene l’ENPA e tutte le associazioni che lottano ogni giorno contro l’abbandono degli animali e il randagismo. Se anche tu vuoi aiutarci, puoi appoggiare il nostro progetto di sensibilizzazione e condividere sul tuo blog o sito il nostro badge:

 

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