Archivio mensile:dicembre 2014

Le nostre idee alternative per un Capodanno speciale

Capodanno è una bellissima occasione per salutare l’arrivo dell’anno nuovo facendo festa con i propri amici e familiari, con una bella scorpacciata tradizionale o un bel viaggio. Ai giorni nostri Capodanno è anche diventato un piccolo cruccio: la domanda “cosa fai il 31?” è diventata un tormentone, un tarlo che rimbalza nella testa di chi non riesce a guardare all’ultimo giorno dell’anno con distacco epicureo, ma è sempre in cerca di un’idea originale.

Probabilmente la soluzione migliore – sicuramente la più low cost –  è quella di passare un Capodanno a basso profilo, magari a tavola assieme agli amici (abbuffarsi e bere qualche bicchiere in più è concesso). Se invece siete tra quelli che rincorrono mete esotiche e idee originali, niente paura: le opzioni non mancano.

Abbiamo provato a darvi una mano, mettendo insieme sette destinazioni un po’ diverse dal solito, sette modi alternativi di passare la notte del 31 dicembre. E se per quest’anno è troppo tardi non disperate: potete già iniziare a progettare il Capodanno 2016!

 

1) ISOLA CAROLINA, KIRIBATI

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Non c’è molto da vedere o da fare in questo atollo disabitato nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, a parte la spiaggia e la natura (scusate se è poco, comunque). L’isolotto però è il punto più orientale del mondo; o meglio, è il primo pezzetto di terra che si incontra dopo la Linea del cambio di data, il che fa sì che sia il posto al mondo dove il Capodanno arriva prima. E se da lì riuscite a spostarvi rapidamente – magari nelle relativamente vicine Hawaii – potrete sempre festeggiare il Capodanno una seconda volta.

 

2) TOKYO

 

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La festa dello shogatsu è molto sentita in tutto il Giappone; la sera del 31 si fa un bel banchetto a base di cibi e bevande tipiche, mentre le campane dei templi buddisti suonano ben 108 rintocchi. Per strada, soprattutto in una città come Tokyo, non mancano ovviamente i conti alla rovescia e feste di ogni tipo. L’1 gennaio è il giorno dell’hatsumode, della visita tradizionale ai templi, considerata un appuntamento imperdibile.

 

3) FARO DI PUNTA PALASCIA, OTRANTO

 

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Se invece volete rimanere in Italia, uno dei posti sicuramente più suggestivi è il capo di Punta Palascia, in Puglia, con il suo faro a metà tra Adriatico e Ionio. É il punto più orientale d’Italia, quindi in un certo senso lì potrete vedere per primi l’alba del primo gennaio; il posto, poi, è bellissimo.

 

4) CIASPOLATA NOTTURNA, ALPI

 

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Molte località alpine (ad esempio qui, in Val Sesia) offrono la possibilità di trascorrere l’ultima sera dell’anno in un modo molto originale: prima ciaspolata notturna nei boschi, ovviamente con una guida esperta; infine, il tanto atteso (e meritato) cenone di mezzanotte in un rifugio.

 

5) CAPODANNO IN IGLOO, FRIULI

 

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Da qualche anno esiste, in provincia di Pordenone, lo Spirit Igloo Village: si tratta di un villaggio fatto di igloo, a 1.800 metri d’altezza, dove potrete passare il Capodanno con il partner. Dopo la camminata diurna, è previsto l’arrivo in igloo, con aperitivo di benvenuto seguito da una cena romantica. Sconsigliato se non potete sopportare il freddo.

 

6) ISLANDA

 

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Aurore boreali, geyser, vulcani, acque termali, e ovviamente tanta neve e silenzio: l’Islanda può offrire tutte queste cose, soprattutto a coloro che decidono di avventurarvisi durante le feste.

 

7) TERRA DEL FUOCO, ARGENTINA

 

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Se non avete fretta e potete accetttare l’idea di festeggiare il Capodanno per ultimi, in cambio di paesaggi e una natura mozzafiato, potete valutare l’idea di fare un lungo viaggio e andare ai confini meridionali del mondo. La Terra del Fuoco, all’estremità sud dell’Argentina, è uno degli ultimi paradisi della terra; a mezzanotte non disturbate i pinguini coi vostri festeggiamenti .

 

I segreti di Twin Peaks: la storia di una serie cult

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Partiamo dalla fine: lo scorso 6 ottobre è stato annunciato che la storica serie tv americana “I segreti di Twin Peaks” tornerà per una terza e ultima stagione che verrà trasmessa a inizio 2016 sul canale a pagamento Showtime – l’ultima puntata era andata in onda il 10 giugno del lontano 1991. Da allora il web è letteralmente esploso: la notizia, assolutamente inattesa, ha creato una grandissima attesa e ha fatto parlare parecchio. Ma che cos’è Twin Peaks e perché, a molti anni di distanza, il suo successo è ancora così grande?

La serie nasce per mano dello sceneggiatore Mark Frost e del regista David Lynch; la prima stagione, andata in onda a metà 1990 in America (e dal gennaio 1991 anche in Italia, su Canale 5), narra le indagini e il mistero che circonda l’omicidio della giovane Laura Palmer, nel paesino fittizio di Twin Peaks (nello stato del Washington).

Ad indagare troviamo l’eccentrico, ma competente,  agente dell’FBI Dale Cooper (Kyle MacLachlan), aiutato dallo sceriffo Harry Truman (Michael Ontkean). Attorno a loro, invece, ruotano gli abitanti del paesino, ognuno coi propri piccoli e grandi segreti, ognuno con qualcosa a che fare con la vittima e la sua morte: dalla famiglia Palmer, alle amiche di Laura, ai personaggi che frequentano i luoghi del paese, come la locanda Double R Diner, il casinò One Eyed Jacks o il Great Northern Hotel.

 

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La storia è pervasa dal mistero, da elementi soprannaturali e fantastici; l’indagine sull’omicidio ben presto spalanca le porte su altri aspetti inquietanti della tranquilla vita della cittadina. A partire dalla seconda serie in poi (1991) prevalgono i colpi di scena, il mistero se possibile si infittisce, nonostante l’omicidio venga risolto a metà stagione, e per far tornare tutti i pezzi dell’enigma occorre attendere il finale.

La terza serie tornerà ben venticinque anni dopo quella che tutti consideravano come essere stata la conclusione: un periodo di tempo non casuale, che non passerà inosservato ai fan più accaniti (I’ll see you again in 25 years dice niente?). Nel 1992 era uscito un prequel, sempre con lo stesso cast e diretto da Lynch, dal titolo “Fuoco cammina con me”.

Un elemento caratteristico è la colonna sonora (soprattutto il tema iniziale), realizzata da Angelo Badalamenti, storico collaboratore di Lynch. La sigla in particolare, grazie alla musica e alle immagini, è entrata nel mito e sembra davvero dare il mood della serie.

 

 

Anche nel nostro paese non mancano gli amanti di questa serie, che negli anni (soprattutto grazie a internet) è diventata davvero di culto. Siamo convinti che anche tra i lettori di questo blog si nascondano molti fan: se cercate oggetti legati alla serie, feticci o altre curiosità, date un’occhiata su Kijiji! Abbiamo trovato qualcosa che fa per voi.

 

1) DVD DELLA SERIE  insieme al ‘FUOCO CAMMINA CON ME’

 

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L’imperdibile DVD della serie.

 

2) VINILE DELLA COLONNA SONORA

 

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Il vinile della colonna sonora originale.

 

3) Il POSTER

 

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Il poster della serie, le dimensioni sono di 100X140cm

4) IL DIARIO SEGRETO DI LAURA PALMER

 

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Ed il diario segreto di Laura Palmer.

 

5) AUTOGRAFO ORIGINALE DELLA SIGNORA CEPPO

 

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L’autografo originale della signora Ceppo

 

 

 

La playlist di Natale di Kijiji

Avete preparato la musica per le feste di Natale da ascoltare la mattina del 25 mentre aprite i regali? Oppure per la sera mentre mangiate una fetta di pandoro con gli amici? Siete un pochino stanchi anche voi di mettere in loop per l’ennesimo anno di fila Last Christmas degli Wham o All I Want For Christmas Is You di Mariah Carey? Niente paura. Ci abbiamo pensato noi a prepararvi una playlist un po’ diversa: dal rock all’hip hop, dal jazz al funk, venti canzoni un po’ “alternative” ma tutte rigorosamente contrassegnate dal giusto spirito natalizio!

 

GLEE – JINGLE BELL ROCK

 

 

Questo classico intramontabile del Natale ve lo presentiamo in una versione un po’ più moderna, cantata dall’attore Chord Overstreet nell’episodio Glee, actually della fortunatissima serie tv musical Glee.

 

STEVIE WONDER – WHAT CHRISTMAS MEANS TO ME

 

 

Stevie Wonder canta questa trascinante canzone nel suo album Someday at Christmas del 1967 – un pezzo che scalda i cuori e fa ballare.

 

CHARLIE PARKER – WHITE CHRISTMAS

 

 

Il grande Bird ha registrato questa versione jazz del classico di Natale nel 1948; è perfetta per dare un tocco jazzato e “caldo” alle vostre feste.

 

THE RAMONES – MERRY CHRISTMAS (I DONT’ WANT TO FIGHT TONIGHT)

 

 

Questa invece è immancabile per chi vuole trascorre un Natale un po’ più punk-rock.

 

DARLENE LOVE – CHRISTMAS (BABY PLEASE COME HOME)

 

 

Un grande classico moderno del Natale, coverizzato da tantissimi artisti. La performer originale, Darlene Love, ogni anno va a cantarlo in tv al Late Show With David Letterman; il video qui sopra è un super-montaggio di tutte queste travolgenti esibizioni televisive.

 

FLORENCE & THE MACHINE – LAST CHRISTMAS

 

Ok, se proprio non volete rinunciare alla canzone degli Wham, ve la facciamo sentire in questa splendida versione acustica, cantata qualche anno fa da Florence Welch su BBC Radio 1.

 

RUN-DMC – CHRISTMAS IN HOLLIS

 

 

I padri dell’hip hop ricordano i bei tempi natalizi nel quartiere di cui sono originari, Hollis, nel Queens (New York)

 

THE RONETTES – FROSTY THE SNOWMAN

 

 

Uno dei migliori pezzi dal disco del 1963 A Christmas Gift From You From Phil Spector, una raccolta di splendide canzoni natalizie, che ebbe solo la sfortuna di uscire lo stesso giorno in cui fu assassinato John Fitzgerald Kennedy.

 

ANDREW BIRD – AULD LANG SYNE

 

Il cantautore e violinista americano ci regala questa allegra versione di uno dei grandi classici di tutto il mondo anglosassone

 

PERRY COMO – RUDOLPH THE RED NOSED REINDEER

 

 

Un tema natalizio che non ha bisogno di presentazioni, interpretato dalla splendida voce di Perry Como (ma avremmo potuto scegliere la versione di Gene Autry, o di Dean Martin, o di Ella Fitzgerald)

 

CHUCK BERRY – RUN RUDOLPH RUN

 

E sempre a Rudolph, la renna di Babbo Natale, dedichiamo questo rock’n’roll, con la voce e la chitarra del grande Chuck Berry.

 

JAMES BROWN – SANTA CLAUS GOES STRAIGHT TO THE GHETTO

 

Per un tocco funky al nostro Natale meglio affidarsi al re del genere, il grande James Brown, e a questo pezzo datato 1968.

 

BRUCE SPRINGSTEEN – SANTA CLAUS IS COMIN’ TO TOWN

 

 

Una delle versioni più celebri del classico natalizio è questa, suonata spessissimo dal vivo dal Boss Bruce Springsteen.

 

SHE AND HIM – THE CHRISTMAS WALTZ

 

 

Il duo formato da M.Ward e dall’attrice Zooey Deschanel ha riportato alla luce questo vecchio b-side di Frank Sinatra, in una bellissima versione acustica e dimessa.

 

WEEZER – THE FIRST NOEL

 

 

Invece i Weezer, fedeli al loro sound, hanno interpretato questo canto tradizionale all’interno del loro EP natalizio del 2008, Christmas with Weezer.

 

DUKE ELLINGTON – JINGLE BELLS

 

 

C’è molto poco da aggiungere qui: uno dei classici più conosciuti in una versione jazz grandissimo Duke Ellington. Il matrimonio tra jazz e musica natalizia regala sempre grandi canzoni.

 

THE RAVEONETTES – THE CHRISTMAS SONG

 

 

Il duo danese ci propone una gemma pop dalla struttura e ritmo molto anni ’50, ma dai suoni molto più moderni – la canzone è contenuta nella compilation del 2011 Rarities/B-sides.

 

SUFJAN STEVENS – JOY TO THE WORLD

 

 

Tra il 2001 e il 2010, il geniale e prolifico cantautore del Michigan ha registrato e pubblicato ben dieci dischi di musica natalizia (tra cover, classici e inediti); questo è sicuramente uno dei pezzi più riusciti dell’intera operazione.

 

KANYE WEST – CHRISTMAS IN HARLEM

 

 

La risposta ideale a Christmas in Hollis dei Run-DMC, a ventitrè anni di distanza. Qui a Kanye si affiancano il rapper Cyhi The Prince e la cantante r’n’b Teyana Taylor.

 

THE POGUES & KIRSTY MACCOLL – FAIRYTALE OF NEW YORK

Una moderna favola di Natale, ambientata in una New York dei bassifondi: è questo bellissimo duetto irsty MacColl e la band folk inglese dei Pogues. La canzone, pubblicata nel 1987, è diventata presto un classico: in Gran Bretagna è il brano natalizio più ascoltato sotto le feste, e nel 2012 è stata votata “canzone di Natale preferita” dagli spettatori del canale inglese ITV.

Non solo “una poltrona per due”: le migliori commedie di Natale su Kijiji

Che feste sarebbero senza un bel film natalizio? Una delle piccole tradizioni delle feste è quella di mettersi in poltrona, magari con la pancia piena dopo il pranzo o il cenone coi parenti, e guardare una classica commedia di Natale. Esatto, proprio una di quelle che abbiamo già visto dodici volte, ma che non ci stanchiamo mai di rivedere.

Non c’è niente di meglio che passare un paio d’ore guardando un classico film a tema natalizio, magari con parenti o amici.

Qui sotto presentiamo una guida fondamentale ai classici cinematografici di Natale; nel caso siate a corto di idee, o anche solo per il piacere di ripercorrere qualche titolo storico.

 

UNA POLTRONA PER DUE (1983)

 

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Il classico delle feste per eccellenza. Una delle pochissime certezze rimaste al giorno d’oggi. Ogni anno possiamo contare sul fatto che qualche canale tv trasmetterà Una Poltrona Per Due la sera della vigilia di Natale. Oramai possiamo indubbiamente raccontare a memoria le avventure e le battute dei fratelli Duke, di Louis Winthorpe o di Billy Ray Valentine – tipo questa:

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MAMMA HO PERSO L’AEREO (1990)

 

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Il suo status di commedia di Natale è forse secondo solo a Una Poltrona Per Due. Tutti da piccoli abbiamo fantasticato di essere come Kevin McCallister, senza genitori e parenti tra i piedi per tutte le feste, magari per fare uno scherzo del genere al fattorino della pizza:

 

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EDWARD MANI DI FORBICE (1990)

 

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Per i più sentimentali c’è questa fiaba moderna di Tim Burton, con dei giovanissimi Johnny Depp e Winona Ryder. È un film che fa sorridere e commuovere allo stesso tempo, e che tutti riguardiamo sempre volentieri.

 

IL GRINCH (2000)

 

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Questo vero e proprio antieroe natalizio è il protagonista di questa divertenta commedia, diretta da Ron Howard e tratta da un libro di successo del Dr. Seuss. Nonostante le apparenze malvagie, il Grinch (interpretato da Jim Carrey) ci aiuta a riflettere sui cosiddetti “veri valori” del Natale.

 

LOVE ACTUALLY (2003)

 

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Una delle commedie romantiche di maggior successo di sempre (c’è Hugh Grant, come in ogni buona commedia romantica che si rispetta), il film segue le vicende sentimentali di alcuni personaggi molto diversi tra loro, che si svolgono tutte nei giorni precendenti al Natale.

 

IL MIRACOLO DELLA 34a STRADA (1947)

 

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Da noi forse è più famoso il remake a colori del 1994; rimane il fatto che questa commedia zuccherosa, una sorta di parabola sui valori positivi del Natale, è in tutto il mondo uno dei film natalizi più celebri in assoluto.

 

ELF – UN ELFO DI NOME BUDDY (2003)

 

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In questo divertentissimo film con Will Ferrell, Buddy è un elfo per così dire “d’adozione”, che dopo anni al servizio di Babbo Natale, decide di ricongiungersi con la sua famiglia biologica a New York.

 

NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS (1993)

 

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Un’altra – meritatissima – presenza in questa classifica per Tim Burton: Nightmare Before Christmas è un capolavoro del cinema di animazione (realizzato tutto in stop motion) e un classico di Natale, adatto a piccoli e grandi.

 

LA VITA È MERAVIGLIOSA (1946)

 

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Questo film di Frank Capra è considerato da molti uno dei vertici del cinema di Hollywood – almeno per quanto riguarda le commedie – ed è un vero trionfo di spirito natalizio e dei buoni sentimenti, rappresentati al meglio dall’angelo Clarence.

 

UN NATALE DA CHARLIE BROWN (1965)

 

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Chiudiamo con un piccolo classico d’animazione, dedicato ai tanti amanti delle avventure dei Peanuts. Appena venticinque minuti di avventure natalizie di Charlie Brown e company, ma che vale davvero la pena di guardare. Un consiglio: le musiche del film, classici e inediti jazz a opera del Vince Guaraldi Trio, sono la migliore colonna sonora possibile per il vostro Natale.

 

 

 

 

I dieci migliori presepi in vendita su Kijiji

Manca ormai una settimana al Natale e nella nostra lunga lista di cose da fare abbiamo messo (e speriamo già portato a termine) l’acquisto dei regali per amici e parenti, la preparazione dell’albero e degli addobbi per la casa, e tanto altro ancora. Inoltre, se fate anche parte di coloro i quali si divertono a fare il presepe, dovreste già aver preparato la vostra rappresentazione della Natività.

Tradizionale o alternativo, opulento o povero, sacro o profano, non importa: in Italia quella del presepe è un’usanza che ha radici antichissime (la si fa risalire a San Francesco d’Assisi, nel XIII° secolo), e che con il tempo ha fatto nascere delle vere e proprie scuole di maestri e artigiani nostrani. Non c’è solo via San Gregorio Armeno a Napoli, coi suoi bottegai famosi in tutto il mondo, ma ogni angolo di Italia ha la sua tradizione in fatto di presepe, ognuna caratterizzata da qualche dettaglio o peculiarietà.

In onore a questa splendida tradizione, abbiamo selezionato i migliori presepi in vendita su Kijiji (e sì che ce ne sono tanti, di tutti i tipi e prezzi). Se siete cultori o collezionisti, potete sempre farci un pensierino per questo Natale o per il prossimo; se siete semplici curiosi, fatevi gli occhi davanti a queste bellezze.

 

Questo presepe artigianale, molto grande e curatissimo nei dettagli, ha la particolarità di essere contenuto in un grosso contenitore di vetro. Dotato anche di illuminazione interna, si tratta sicuramente di un oggetto molto originale e per certi versi unico.

 

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E che dire di questo ingegnoso presepe, realizzato come un vero e proprio quadro in 3D? La struttura è in legno ricoperto da sughero, dipinto con acrilici, mentre le statuine sono in terracotta (i pastori misurano 12 centimetri di altezza).

 

 

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La scarabattola è la tipica teca in legno e vetro che ospita le preziose statutine dei presepi napoletani, almeno di quelli da esposizione. Con uno sforzo economico, potrete portarvi a casa questo bellissimo presepe tradizionale napoletano, dentro la sua scarabattola originale.

 

 

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Vi presentiamo ora qualcosa di completamente differente: un presepe minimale, fatto di bellissime (e preziose) statuine in ebano.

 

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Questo splendido presepe proviene direttamente dal folklore regionale della Basilicata. Vi è rappresentata non solo la Natività, ma una vera e propria città, con tanto di mura ciclopiche; in basso troviamo la classica mangiatoia col bambino, e possiamo risalire fino all’agorà e alla residenza di Erode.

 

 

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Lo sconosciuto artigiano che ha creato quest’opera bellissima ha avuto la bella idea di inserire il quadro tradizionale della Natività all’interno di un grande veliero di legno.

 

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Cambiamo radicalmente area geografica e spostiamoci al nord, in Val Gardena, dove l’apprezzato scultore del legno Franco Comploj ha creato, negli anni ’50, questo set di venticinque statuine, tutte lavorate e dipinte a mano (e manco a dirlo, tutte molto belle).

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Questo è davvero esagerato: il “presepe” Swarovski, composto da sette statuine in argento e cristallo. Altro che i presepi poveri!

 

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E ora, anche un po’ per fare pari con l’ultimo, è la volta di un bel manufatto di arte povera romagnola: è questo presepe intagliato in una tegola, rappresentante Gesù, Giuseppe, Maria e la stella cometa.

 

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Chiudiamo forse con l’oggetto più classico: un presepe tradizionale napoletano, datato addirittura fine Ottocento. Al suo interno troviamo, oltre alla sacra famiglia, anche due angioletti, due zampognari, e gli immancabili bue e asinello; le statuette sono in terracotta e vestono stoffa dell’epoca.

 

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Piaggio Story: Un viaggio nel motociclo made in Italy

La storia della Piaggio è un pezzetto – neanche tanto piccolo – della storia di questo paese, della sua migliore industria, del costume e delle abitudini di milioni di italiani.

Non c’è solo la Vespa, che pure appartiene già a pieno titolo alla leggenda: c’è anche il Ciao, ci sono i tanti marchi del gruppo (Gilera, Aprilia, Moto Guzzi, Derbi – possono bastare?), e tanti decenni all’avanguardia nei settori della metalmeccanica e dell’aeronautica, prima della definitiva conversione al motociclo.

 

Il Museo Piaggio di Pontedera

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La Piaggio viene fondata nel 1884 a Sestri Ponente (Genova) dal ventenne Rinaldo Piaggio; inizialmente l’azienda si occupa di arredi navali, ma presto, grazie anche al successo ottenuto in questo campo, si cimenta anche nelle costruzioni ferroviarie. Il successo massimo arriva in coincidenza con la Prima guerra mondiale, periodo in cui la Piaggio allargò la sua produzione anche all’aeronautica.

 

Rinaldo Piaggio

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Nel 1917 la Piaggio rileva un’azienda aeronautica di Pisa, trasferendosi in Toscana (a Pontedera, per la precisione), e dopo pochi anni acquista l’intero stabilimento aeronautico Bonmartini di Roma: in questo periodo la Piaggio diversifica molto la sua produzione, che include anche teleferiche, funicolari, autocarri e filobus

La prima svolta per l’azienda avviene nel 1934,quando entrano in società la moglie, i figli e i generi di Rinaldo Piaggio, e poi  nel 1938, quando muore Rinaldo Piaggio e la società viene divisa tra isuoi due figli Enrico e Armando.

 

Un bombardiere Piaggio, usato nella Seconda guerra mondiale dall’aviazione italiana

 

 

 

 

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Dopo le distruzioni della Seconda guerra mondiale, l’azienda guidata da Enrico decide di dedicarsi ai trasporti urbani. Nasce il primo prototipo di scooter, dapprima chiamato Paperino, poi ribatezzato con un’intuizione felice Vespa. È il 1946, la leggenda della Piaggio ha inzio. Da allora in poi a Pontedera viene chiusa la sezione aeronautica (o meglio, viene scorporata: è la Piaggio Aero Industries, diventata indipendente) e si iniziano a progettare e costruire scooter.

 

Una Vespa del 1946

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L’anno dopo, nel 1947, viene creato l’Ape, un furgone a tre ruote ispirato al pensiero della Vespa. Per due decenni la Piaggio cresce esponenzialmente e soprattutto fa la storia del costume e del made in Italy, grazie soprattutto al successo della Vespa.
Nel 1965 muore Enrico Piaggio; avviene così uno storico passaggio di proprietà, con la Piaggio che finisce in mano agli Agnelli. Il successo della Piaggio però non cessa: tra gli anni ’60 e ’70 nascono modelli di successo come il Ciao, il Bravo o il Si. Inoltre in questi anni, forti degli ingenti capitali degli Agnelli, la Piaggio incorpora altre aziende storiche del motociclo italiano, come Gilera e Moto Bianchi.

 

Una pubblicità della Vespa degli anni ’80

 

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La Piaggio si avvicina al nuovo millennio con la produzione di tanti altri modelli, tutti più o meno di successo: Hexagon, X8, X9, Nexus e Beverly. Nel 1993 Giovanni Alberto Agnelli (figlio di Umberto e di Antonella Bechi Piaggio) assume la presidenza del gruppo: morirà tragicamente nel 1997, a soli 33 anni, per una rarissima forma di cancro all’intestino.

 

Il Piaggio MP3, il primo scooter a tre ruote, lanciato nel 2006

 

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Nel 2003 la l’azienda viene acquisita dall’industriale Roberto Colaninno: appena un anno dopo, alcuni marchi prestigiosi come Aprilia e Guzzi vengono acquistati dal gruppo, che detiene ormai una fetta considerevole del mercato motociclistico italiano.
Piaggio è ormai un sinonimo di made in Italy, di scooter, il cui successo è legato soprattutto (ma non solo) alla mitica Vespa: un pezzo di storia del nostro paese, di ciò che siamo.

Rombi a stelle e strisce: le 20 migliori auto americane anni 50

Le auto americane hanno saputo ritagliarsi uno spazio e un’influenza senza eguali nel mondo dei motori. Cosa piuttosto unica, le auto americane prodotte nel corso degli anni non si ricordano solo per le linee accattivanti o per le grandi prestazioni, ma anche per avere incarnato il mito e la leggenda degli Stati Uniti d’America, in particolare nel periodo del boom anni 50.

In quei tempi l’America era un modello di prosperità e ricchezza in tutto il mondo, vera e propria mèta da sogno in cui sembrava fosse possibile realizzare ogni desiderio.

E le auto americane anni 50 erano parte integrante di questo sogno. Maestose e dalle linee spavalde e grintose, con motori ruggenti e dimensioni imponenti, sembravano fatte apposta per solcare le praterie e i deserti americani, o per sfrecciare per le vie di New York o Los Angeles.

Oltre ai marchi più noti come Ford, Chrysler, o Chevrolet, popolarissimi anche in Italia, ce n’erano altri che da noi non arrivarono mai, e che ben presto scomparvero nel nulla, ma non per questo meno affascinanti. Ecco una lista di quelle che secondo noi sono le 20 migliori auto americane anni 50, tutti modelli sontuosi che a distanza di 60 anni riescono ancora a lasciare a bocca aperta.

20) Buick Special

 

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Lungo tutti gli anni ’50, la storica casa Buick (di Flint, Michigan, ora facente parte del gruppo General Motors) ha immesso sul mercato vari modelli di Special, dalle coupé alle berline fino alle grandi station wagon. Quella della foto è una splendida Buick Special Riviera del 1953, il cui punto forte era il nuovissimo motore Nailhead a 8 cilindri.

 

19) Chevrolet Bel Air

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Originariamente un’elaborazione della deluxe, la Bel Air divenne un modello a sé stante nel 1953. Il suo design rivoluzionò completamente il gusto dell’epoca e il modo di disegnare le auto: i tratti distintivi erano le vistose cromature in ogni angolo della macchina. Dato il grande successo, ne furono costruite serie diverse nel 1955, 1958 e 1959, che portarono qualche modifica nel look e nella meccanica (soprattutto la quarta serie), lasciando però inalterato lo status leggendario di questa auto.

 

18) Ford Del Rio

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Questo magnifico gigante della strada (poteva ospitare sei passeggeri) fu il modello di station wagon su cui decise di puntare la Ford sul finire degli anni ’50, anche in risposta al successo che stava riscuotendo la Chevrolet con la sua station wagon Nomad. Noi in questa lista abbiamo preferito la Del Rio alla Nomad, cosa che fecero anche gli americani (le vendite superarono di molto quelle della Chevy); non bastò, comunque, per convincere del tutto la Ford che cessò di produrla dopo appena due anni: i gusti della gente stavano per cambiare di nuovo, con l’avvento del nuovo decennio.

 

17) Chrysler 300C

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Un grande classico targato Chrysler degli anni ’50, la 300C era dotata di un formidabile motore Hemi da oltre 6000cc, in uso nella maggior parte delle Chrysler degli anni a venire. Della serie 300 uscirono vari modelli lungo tutto il decennio: la più famosa rimane la 300c del 1957, venduta in 2.402 esemplari.

 

16) Pontiac Chieftain

 

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Prodotta dal 1949 al 1958 in tre diverse edizioni, la Chieftain fu la prima, grande macchina prodotta interamente dalla Pontiac dopo la Seconda guerra mondiale (prima di questa erano infatti usciti modelli che erano rielaborazioni di vecchie Pontiac). Come molte grandi auto dell’epoca, uscì in versione coupé, berlina, decappottabile e station wagon. Non così famosa come altre auto di questa lista, la Chieftain è comunque molto apprezzata dai cultori del genere e da collezionisti.

 

15) Hudson Hornet

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Secondo molti americani dell’epoca, questa vettura superava la più famosa Cadillac in bellezza e come qualità di guida non aveva rivali. Una piccola curiosità: il personaggio di Doc Hudson, nel film della Pixar Cars, è ispirato nell’aspetto e nel nome a una vecchia Hudson Hornet.

 

14) Buick Century

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La storia della Century, una delle linee di maggiore successo della Buick, affonda le sue radici nel lontano 1936. Una seconda generazione di queste auto fu messa in produzione tra il 1954 e il 1958; l’idea era quella di costruire una vettura affine ma più piccola delle Buick Special (vedi sopra). Nel 1956 una di queste macchine, modello base, costava 2.963 dollari; anche la polizia stradale della California decise di dotarsi di queste macchine, in un’esclusiva edizione berlina a due porte.

 

13) Rambler Rebel

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Gran macchina, la Rebel: prodotta in due tranches, tra il 1957 e il 1960 e tra il 1966 e il 1967, era una delle auto più di successo nel segmento delle muscle cars (auto sportive ad alte prestazioni). Fu tra le primissime macchine in assoluto ad avere un sistema di iniezione elettronica.

 

12) Ford Fairlane

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Il 1957 fu un anno cruciale in casa Ford: tra le tante novità di quell’annata, spiccava sicuramente l’introduzione di questo nuovo modello, che prendeva il nome dalla villa di Fair Lane, dove viveva Henry Ford. Venne realizzata anche una variante, la Fairlane 500 Skyliner, la prima a introdurre un sistema di tetto a scomparsa automatizzato. Tale sistema era però rudimentale e occupava troppo spazio: necessitava di tre motorini e di ben 185 metri totali di cavo, sicché fu presto accantonato.

 

11) Cadillac Serie 70

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Nel 1950 la Cadillac presentò un modello completamente rinnovato della vecchie Serie 70, giunta ormai alla quarta generazione: questa era la prima realizzata nel dopoguerra, e poteva ospitare fino a sette passeggere grazie ai sedili a scomparsa (strapuntini – ma solo nella versione limo). La Serie 70 fu un grande successo Cadillac che aprì di fatto gli ani ’50, un periodo di cui questa macchina fu protagonista anche con le tre generazioni di Serie 70 successive.

10)   Dodge Coronet

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Al top della gamma tra le macchine Dodge fino alla metà degli anni 50 c’era la Dodge Coronet, modello di punta per il marchio americano anche successivamente e fino agli anni 70. Tra i suoi modelli più storici ricordiamo la seconda generazione del 1953, dal caratteristico motore “Red Ram” V8 e prima auto a montare lo stemma Dodge dell’ariete, e la Coronet Lancer del 1957 dalle inconfondibili “pinne” posteriori.

9) DeSoto Firedome

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Uno di quei marchi americani anni 50 che oggi possiamo solo rimpiangere è DeSoto, storica divisione della Chrysler che ha visto la chiusura nel 1961. Tra i suoi modelli più indimenticabili impossibile non citare la DeSoto Firedome, vettura di alta gamma con trazione posteriore, motore Hemi V8 anteriore, e disponibile come berlina, station-wagon, coupé e convertibile. La terza serie del 1957 poteva raggiungere una notevole velocità di 185 km/h.

8)  Nash-Healey

 

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Pochi oggi conoscono questa vettura risalente ai primi anni 50, eppure la Nash-Healey è considerata la prima auto sportiva americana a due posti prodotta dopo la guerra. La compagnia che le diede i natali era la Nash-Kelvinator, che produceva automobili così come frigoriferi, e scomparve dalle scene già nel 1957. La Nash-Healey fece in tempo comunque a comparire in diversi film del periodo, e a subire un restyling da parte di Pinin Farina.

 

7)  Pontiac Bonneville

 

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Uno dei modelli più importanti di sempre per il marchio Pontiac è stata sicuramente la Bonneville, che fece la sua comparsa negli autosaloni nel 1957, e da allora è stata prodotta ininterrottamente fino al 2005. La Pontiac Bonneville segnò un punto di svolta rispetto ai modelli prodotti fino allora con quel marchio: era un’auto lussuosa e potente, di grandi dimensioni e con motore a iniezione da 300 CV di potenza. Da allora l’immagine della Pontiac ne uscì completamente cambiata.

6)    Chrysler New Yorker

 

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Come per altri marchi, anche per la Chrysler uno dei modelli più importanti della propria storia è rimasto indissolubilmente legato agli anni 50: stiamo parlando della Chrysler New Yorker, in produzione dal 1940 al 1996. Sono proprio i modelli lanciati negli anni 50 quelli che più di tutti sono rimasti nel cuore degli appassionati: da ricordare soprattutto il modello del 1951, il primo a introdurre il motore V8 “Hemi” da 180 CV, e quello del 1957 dal design “Forward Look” molto in voga all’epoca.

5)   Buick Roadmaster

 

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Modello di punta della Buick dagli anni 30 a fine anni 50, la Roadmaster ha rappresentato il massimo della gamma a livello di qualità, prezzo e dimensioni per il marchio di casa General Motors. Disponibile principalmente come berlina hardtop o convertibile, la Buick Roadmaster già nei primi modelli raggiungeva una lunghezza di poco inferiore a quella di una limousine, ponendosi quindi come rivale di vetture di alta gamma come Cadillac e Lincoln.

 

4)   Continental Mark II

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Anche se a tutti gli effetti si tratta di un’auto assimilabile al marchio Lincoln, tecnicamente questo modello, oggi rarissimo, era firmato da Continental, una divisione della Ford dalla vita breve, che dopo pochi anni di vita fu assorbito proprio da Lincoln. La Continental Mark II voleva rappresentare il prodotto Ford più lussuoso sul mercato, con uno stile e un’impronta decisamente europea. Ne risultarono circa 3000 auto prodotte tra il 1956 e il 1957: un vero gioiello per i collezionisti.

 

3)    Cadillac Eldorado

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Una tra le auto americane che più di tutte hanno incarnato il sogno americano, fatto di lusso sfrenato e macchine da sogno. La Cadillac Eldorado rappresentava un vero lusso per pochi, ma allo stesso tempo è rimasta impressa nella memoria collettiva come simbolo degli anni del rock’n’roll e di un periodo unico nella storia americana. Nei suoi 50 anni di vita, dal 1952 al 2002, la Eldorado non ha mai perso quell’attitudine da “ragazza cattiva”.

2)   Chevrolet Corvette

 

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La mitica vettura di casa Chevrolet non è nuova sulle pagine di questo blog: questo perché insieme a pochi altri modelli si trova nell’Olimpo delle auto americane più leggendarie di sempre. Le sue origini risalgono agli anni 50, con la Chevrolet Corvette modello C1presentata al pubblico nel 1953. Da allora questa sport car a stelle e strisce dallo stile unico e dalle linee inconfondibili ha vissuto una lunga carriera di successi, arrivando oggi alla settima generazione.

1)    Ford Thunderbird

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A contendersi il titolo di miglior auto americana anni 50 con la Corvette c’è la Ford Thunderbird, un altro modello che definire iconico è riduttivo. Quella tra gli americani e la Thunderbird è una vera storia d’amore: nessun’auto ha saputo rappresentare meglio i sogni e le aspirazioni di una generazione. Una vettura inconfondibile che ha dato origine alla categoria delle “personal luxury cars” e a tutto un filone di sportive coupé di alta classe.

Le avventure di Tintin: la storia e gli oggetti da collezione

Impossibile non amare Tintin: la serie a fumetti creata nel 1929 dal geniale disegnatore Hergé è entrata nel cuore di milioni di lettori di tutto il mondo, Italia compresa.

Le avventure dell’avventuroso giornalista, riconoscibile immediatamente per i vestiti colorati, il ciuffo biondo e il fedele cane Milù, hanno tenuto compagnia a tantissime persone, compresi i pià piccoli: nel 2011 è uscito un film di grande successo dal titolo Le avventure di Tintin – il segreto dell’Unicorno, diretto da Steven Spielberg e prodotto da Peter Jackson.

La fortuna di Tintin viene però dagli albi a fumetti creati da Hergé, il disegnatore belga (il cui vero nome era Georges Prosper Remi), entrato nella storia del disegno anche grazie a una tumultuosa vicenda personale – le accuse di collaborazionismo dopo la Seconda guerra mondiale, il rapporto difficile col successo e coi propri personaggi, la depressione.

Le strisce a fumetti “Le avventure di Tintin” sono comparse per la prima volta nel 1929 sul settimanale belga di area cattolica Le petit vintiègme, e sono proseguite quasi ininterrottamente fino al 1983, anno della morte di Hergé. I veri fan possiedono le varie copie degli albi, usciti con successo anche in edizione italiana; per chi volesse avvicinarsi al mondo di Tintin, il consiglio è di dare un’occhiata sul web ai tanti oggetti (libri, film, cartoni animati, ecc.) in vendita.

Ovviamente Kijiji è fornitissimo di materiale su Tintin. Ve ne presentiamo una piccola parte, con la speranza di avvicinare sempre più lettori o semplici curiosi al mondo avventuroso di Tintin.

 

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Un buon modo per cominciare da zero a leggere le avventure di Tintin, oltre ovviamente che dagli albi singoli, è questo lotto di Adventurs of Tintin che comprende sette numeri in lingua inglese. Un oggetto sicuramente ambito anche da tanti collezionisti, vista la provenienza e le ottimi condizioni.

 

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Per i fan di Tintin più accaniti, invece, un venditore di Como mette in vendita questo albo originale, in lingua francese, in una rara edizione Casterman del 1947. Davvero niente male!

 

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Di Tintin sono state realizzate, nel corso degli anni, numerose versioni televisive (cartoni animati) e cinematografiche, anche prima del film hollywoodiano del 2011. Questa videocassetta presenta la versione animata della storia L’affaire Tournesol.

 

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Questo adorabile modellino Tintin a bordo della sua automobile, con l’inseparabile cane Milù e i due goffi poliziotti Dupont&Dupont.

 

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Per finire, segnaliamo questo fantastico orologio da polso Swatch, sul cui quadrante fa bella mostra il volto di Tintin; l’orologio è perfettamente funzionante e non è mai stato usato. In una parola imperdibile!

Il sogno Ferrari in 10 grandi vetture

Per noi italiani la Ferrari rappresenta tante cose: è al tempo stesso un’icona di stile e lusso, uno degli ultimi alfieri rimasti del Made In Italy e un motivo di vanto e passione. E pazienza se – come riportano oggi i giornali – la Ferrari starebbe valutando la possibilità di spostare la sede fiscale all’estero, come già fatto dai “cugini” di Fiat Chrysler Automobiles.

Se c’è una cosa che tutti ancora ci invidiano, questa è proprio la casa del Cavallino Rampante, con la sua storia lunga decenni e costellata di auto fantastiche e velocissime. È una storia nata dalla visione e dal genio dell’ingegner Enzo Ferrari, e che ha trovato la propria culla in un paesino di meno di 20.000 anime ai piedi dell’Appennino modenese, Maranello.

Proprio per questo motivo il mito della Ferrari merita di essere raccontato e ricordato di continuo. E non c’è modo migliore di farlo se non attraverso i modelli che ne hanno costruito la leggenda.

Il che è esattamente quello che abbiamo voluto fare con questa selezione delle migliori dieci auto targate Ferrari. Buona lettura!

 

1) 308 GTS

 

 

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Questa biposto, prodotta tra il 1975 e il 1985 assieme alla sorella 308 GTB, è famosa soprattutto per un motivo: era la vettura guidata da Tom Selleck nello storico telefilm Mangum P.I.

 

2) F12 BERLINETTA

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È semplicemente la Ferrari più potente e performante di sempre: è la regina indiscussa delle V12 (12 cilindri) estreme, grazie a un motore da oltre 6.000 cm cubici di cilindrata e a 740 cavalli di potenza.

 

3) TESTAROSSA

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Con la Testarossa si va sul sicuro: è uno dei modelli di Ferrari più famosi e iconici di sempre. Negli anni ’80 è stata un vero e proprio status symbol  grazie anche al telefilm Miami Vice di cui era, di fatto, protagonista.

 

4) DINO 246

 

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Questo gioiellino, costruito tra il 1969 e il 1973, ebbe un gran successo, che perdura oggi tra i collezionisti. Si tratta di una coupé molto elegante, piccola ma dalle prestazioni elevate per la categoria; fu inoltre la prima Ferrari a montare un motore centrale-posteriore.

 

5) F40

 

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La mitica F40 è nata nel 1987 dalla penna di Pininfarina, per celebrare i 40 anni della casa di Maranello. È una berlinetta molto veloce, dalle caratteristiche simili a quelle di un prototipo o di una Formula 1; ne fu realizzata una versione speciale, la F40 Valeo, esclusivamente per l’Avvocato Gianni Agnelli.

 

6) 512 BERLINETTA BOXER

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Questa coupé è stata la vettura di punta di casa Ferrari lungo tutti gli anni ’70; dato il clima di austerity legato alla crisi petrolifera di quegli anni, fu realizzata secondo criteri di riduzione dei consumi (soprattutto per il mercato statunitense, regolato da norme più stringenti), pur senza rinunciare a grandi prestazioni.

 

7) 365 DAYTONA

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La 365 Daytona rappresenta uno spartiacque nella storia dei modelli di Maranello: non solo per il passaggio da motore anteriore a posteriore, ma perché chiuse un’epoca (siamo nel 1968) contrassegnata da vetture classiche, per poi approdare alle supercar degli anni ’70 e ’80. Per questo e per tanti altri motivi (non ultimo la linea molto elegante), la 365 Daytona è a oggi un’auto molto ambita dai collezionisti.

 

8) 288 GTO

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Una grande auto che ha lasciato un segno piccolo ma indelebile nella storia della Ferrari: prodotta in appena 272 esemplari a metà degli anni ’80, tra le altre cose si poteva fregiare di un design escluso Pininfarina e – per la prima volta in Ferrari – un sistema elettronico di iniezione proveniente direttamente dalla Formula 1.

 

9) 250 GTO

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Per molti la 250 GTO (del 1962) è semplicemente “la Ferrari” per eccellenza, quella più amata e desiderata. Basti citare questo dato: nello scorso agosto uno dei primissimi esemplari di questa macchina, appartenuto tra gli altri all’ex di F1 Jo Schlesser, è stata venduta all’asta a Monterey (California) per 28,5 milioni di euro, nuovo recordo mondiale per un’auto.

 

10) F50 GT

 

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Chiudiamo con questo vero fulmine, originariamente pensato per le competizioni, derivato dalla F50. Oltre al prototipo, ne furono realizzati altri due esemplari, venduti a due ricchissimi (e misteriosi) acquirenti.

10 Idee regalo lastminute per il vostro natale su Kijiji!

Un altro anno è volato in fretta e siamo ormai alle soglie del Natale. Mancano infatti soltanto due settimane al 25 dicembre e, come ogni volta, siamo alle prese coi riti e coi tic legati a questa festività: non possiamo fare a meno di notare come le luminarie nelle nostre città compaiono sempre prima; cerchiamo di trovare un momento (o meglio, qualche ora) per tirare fuori il vecchio albero di Natale e decorarlo; pensiamo con un mix di felicità e terrore al tour de force delle abbuffate in famiglia e alla dieta che programmeremo per il 2 gennaio e che mai cominceremo.

E poi ci sono i regali. Ogni anno la stessa storia. Mancano pochi giorni e ancora non abbiamo idea di cosa regalare e a chi, e sempre all’insegna dell’eterna lotta con il budget di partenza. È così anche per voi?

Bene: allora questo articolo fa per voi. Abbiamo raccolto dieci idee regalo di vario tipo (dall’hi-tech, agli accessori per la casa), ma tutte con due requisiti ben precisi: 1) sono soluzioni low cost, e 2) le trovate in vendita su Kijiji. Dove altrimenti?

 1) Gadget Elettronici

Per l’amico particolarmente fissato con gli ultimi gadget tecnologici, consigliamo un bel Chromecast. Cos’è? È la chiavetta di Google che permette di riprodurre foto, video e audio direttamente sulla tv, dal proprio pc o device Android. Quest’anno ha spopolato in America, e sta prendendo piede anche da noi.

 

chromecast

 

2) Gadget Musicali

Se uno dei vostri cari è un amante della musica rigorosamente hi-fi, fategli una sorpresa: regalategli un bel paio di cuffie Superlux. Le HD 681 danno prestazioni parti a cuffie professionali, sono comodo e per nulla affaticatanti, e hanno un rapporto qualità/prezzo ineguagliabile.

 

cuffie

 

 

3) Oggetti di modernariato

Abbiamo la soluzione anche per gli amanti del modernariato, dei videogiochi e dell’8-bit: un venditore mette su Kijiji un Game Boy della primissima serie (addirittura del 1990!), con sette giochi originali, tutti perfettamente funzionanti.

game boy

 

 4) Giochi da Tavolo

Per una serata “analogica” di giochi in scatola con gli amici, magari proprio sotto le feste, questa rara edizione del Risiko è l’ideale. Il Prestige differisce un poco dall’originale, ed è pensato proprio per giocatori accaniti ed esigenti.

giochi da tavolo

 

 

5) Libri

Anche voi avete l’amico che parla sempre di Game Of Thrones? Fategli (e fatevi) un favore: per Natale regalategli i primi quattro libri della saga del Trono di Spade, di George R.R. Martin (su cui è basata la serie tv), in questa edizione Urania da cinque volumi.

 

libri

 

6) Cofanetti DVD

Se conoscete qualcuno che ancora non ha visto Breaking Bad (o se voi stessi non l’avete ancora fatto), è obbligatorio regalare il cofanetto con tutte le cinque stagioni della serie di culto.

DVD

 

 

 

7) Cassa Bluetooth

Un accessorio utilissimo in casa, al parco, in auto, in ufficio: è questa cassa bluetooth Rockbox per ascoltare la vostra musica ovunque e senza fili.

 

Cassa bluetooth

 

 

8) Giradischi

E visto che adesso è tornato prepotentemente il vinile come supporto per la musica, perché non regalare questo splendido giradischi Dual CS? Farà un figurone in qualsiasi salotto.

 

giradischi

 

9) Macchina del caffè

Questa macchina del caffè De Longhi sembra essere fatta per mettere d’accordo tutti, tradizionalisti e innovatori, amanti dell’espresso made in Italy e quelli che vorrebbero bersi tazzone di caffè americano e aspettano febbrilmente Starbucks in Italia.

 

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 10) Elettrodomestici

Se siete quelli che si occupano delle pulizie a casa, non potete non provare il Roomba, il robottino intelligente: dicono che faccia miracoli,

 

 

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