Archivio mensile:agosto 2014

penny black

Filatelia, che passione! I francobolli più incredibili di sempre

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La filatelia è probabilmente la forma di collezionismo più famosa del mondo. In giro per il pianeta sono milioni i filatelisti che coltivano questa passione, chi come passatempo domenicale chi investendoci patrimoni interi.

La filatelia nasce dopo appena 16 anni dalla creazione del primo francobollo: era il 1856, e nascevano in America i primi club di collezionismo. Questi club aspiravano alla raccolta di tutti i francobolli in giro per il mondo (qualcosa che era ancora possibile, dato gli stati che li utilizzavano erano pochi). Con il passare del tempo, questo fine divenne totalmente impossibile: in quasi 180 anni dall’invenzione del francobollo ne sono usciti così tanti che ogni stima sul numero è un azzardo.

La caccia allora si spostò sulle rarità. Ogni tanto capita che avvengano degli errori di stampa, e che lo stato ne ritiri le vendite. Ecco, quei pochi francobolli finiti in circolazione diventano merce prelibata per i filatelisti, che fanno a gara per ottenerli.

Vediamo insieme alcuni dei francobolli più rari del mondo, roba da acquolina in bocca!

1840 – Penny Black

Penny Black

Semplicemente il primo francobollo della storia. L’idea del francobollo si deve a Rowland Hill, che per primo ipotizzò un bollo da apporre sulla busta a carico del mittente. Infatti, prima di quest’invenzione il pagamento era a carico del destinatario, con tutte le scomodità del caso. Dopo aver organizzato un concorso pubblico per lo sviluppo dell’idea, Hill  decise di progettarlo per conto suo. L’effige raffigurata è quella di una giovane regina Vittoria.

1961 – Gronchi rosa

Gronchi Rosa

Uno dei francobolli più celebri della storia filatelica italiana. Il francobollo commemorava il viaggio del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi in Perù. L’uso di un atlante vecchio però causò l’errato disegno dei confini del Perù, ignorando i territori contesi con l’Ecuador. Quando l’ambasciatore peruviano notò la mancanza, andò su tutte le furie. I francobolli furono in circolazione solo per un giorno.

1860- Trinacria

Trinacria

Quando i Mille liberarono il Regno delle Due Sicilie dai Borboni, Garibaldi divenne per breve tempo unico amministratore del Sud Italia, prima del celebre “obbedisco”. In questo lasso di tempo vennero stampate questi stupendi francobolli, il cui valore si aggira sui 150mila euro.

1868 – Z Grill

Z Grill

Lo United States Postal Service fece uscire nel 1868 un francobollo composto di uno speciale materiale, che avrebbe dovuto assorbire meglio l’inchiostro del timbro annullatore, impedendo il suo riutilizzo. Purtroppo il francobollo era poco pratico, e lo si scartò presto. Ne rimangono solo due esemplari!

1860 – 3 Lire di Toscana Faruk

3 Lire

Anche qui abbiamo a che fare con la storia italiana del Risorgimento. Il governo provvisorio toscano (dopo che il Granducato era caduto ma prima dell’unificazione) stampò due francobolli dal valore internazionale. Esistono solo due esemplari: uno spedito al barone Rothschild, e l’altro al re d’Egitto Faruk. La conservazione del secondo (e il suo prestigioso proprietario) lo rende particolarmente pregiato. Il francobollo più raro d’Italia.

1918 – Inverted Jenny

Inverted Jenny

L’errore più clamoroso della storia della filatelia: Il primo francobollo di posta aerea americana riporta l’aereo a testa in giù. Recentemente un “Inverted Jenny” è stato venduto all’asta a 977.500 dollari.

1851 – 2 centesimi Hawaai

 

2 centesimi

 

Il primo francobollo stampato dalle isole Hawaai. Data la scarsa qualità della carta, ne sono rimasti solo 3. Il collezionista francese Gaston Leroux fu trovato assassinato nella sua camera d’albergo nel 1881. A ucciderlo fu un suo amico, che voleva a tutti i costi aggiungere il francobollo alla sua collezione.

1855 – 3 Skilling Giallo Svezia

3 skilling

Anche in questo caso, è un errore di stampa a renderlo così prezioso. Solitamente il colore destinato ai francobolli da 3 skilling era il verde, questo invece era di colore giallo, come quelli da 8 skilling. Esiste un solo esemplare: l’ultima volta che è stato venduto alla cifra record di 2 milioni di euro.

1856 – 1 penny Guiana Britannica, nero su Magenta

1 penny

Ed ecco il francobollo più prezioso di sempre: per sbaglio, venne stampato un francobollo di color rosso magenta del valore di un penny invece di 4. Due errori clamorosi in un solo francobollo. Venne trovato da un dodicenne, nel 1874. Questo francobollo è passato per le mani dei più importanti collezionisti del mondo (tra cui il leggendario Filippo de Ferrari), e nel Giugno del 2014 è stato rivenduto alla spaventosa cifra di 9.480.000 dollari. Dato il peso e le dimensioni, è  l’oggetto creato dall’uomo più prezioso della storia!

Se siete anche voi affascinati dal magico mondo della filatelia, siete nel posto giusto: Su Kijiji troverete centinaia di francobolli rarissimi da tutto il mondo! 

Febbre vintage su Kijiji! 10 oggetti in vendita

Ciò che appartiene al passato è circondato da un valore in più: il tempo. Il tempo conferisce agli oggetti un’aura di preziosità misteriosa, e i frequentatori di Kijiji lo sanno bene.

Il vintage è in fondo il filo conduttore del collezionismo, dei ricercatori del pezzo raro. Impossibile incastrare il vintage dentro a una definizione unica: ciò che è un comune oggetto antico, a un occhio più esperto può risultare di grande valore.

Facendo una ricerca nell’infinito archivio di Kijiji sono saltati fuori dieci oggetti non ancora venduti, dal valore vintage unico. Provare per credere!

 

Di sicuro il venditore non è uno sprovveduto, e potete leggere nella descrizione che sa il fatto suo in materia di acustica. Un set di casse di altissima qualità per dare un dono retrò al vostro salotto!

cassa vintage

Donne! Stufe del vostro scomodo tailleur? Dal Sol Levante, un vestiario che darà quantomeno un tocco di originalità al vostro armadio. Eleganti come una geisha ma sicuri come un samurai.

kimono

Non ci sono più i gelati di una volta…anzi su Kijiji ci sono ancora: ecco un furgoncino per gelati in piena regola. A voi cominciare il giro del quartiere

camion gelati

Non vi sarà certo sfuggita la nostra passione per gli anni 90: tutto ciò che proviene da quell’epoca spensierata ci affascina e ci fa venire l’acquolina in bocca. Un venditore si spinge a vendere gratta e vinci della magica decade.

gratta e vinci

Un oggetto anni 90 pregiato da aggiungere alla vostra collezione di orologi. Quadrante in madreperla, cinturino in oro, una chiccheria firmata Gucci!

gucci

Un pezzo che gli amanti della musica non esiteranno a trovare fantastico: una Telecaster del 1968 (per intenderci l’anno del White Album). Dai Pink Floyd, ai Clash e i Rolling Stones, in tanti hanno reso le Telecaster un pezzo di storia della musica. Chissà che i prossimi non siate voi.

telecaster 1968

La cassapanca è un oggetto facilmente trovabile in un qualunque mercatino dell’antiquariato. Ma una cassapanca nobiliare con tanto di stemma Savoia come questa…beh vi sfidiamo a rintracciarla!

cassapanca

C’era un tempo in cui il mondo dei gadget legati al fumo (accendini, posacenere) viveva anni d’oro, e potevi acquistarne delle forme più strane. Questo accendisigari viene direttamente dagli anni 60: premi il grilletto e… farai fuoco!

accendino

Ve lo ricordate questo giochetto? Quante ore a giocarci, premendo fino a riempirci di vesciche le dita. Ci credete che ci divertiva un gioco così semplice? Molti di noi lo hanno buttato, pensando che non ci saremmo più commossi rivedendolo. Questo modello funziona perfettamente come nel lontano 1978!

gioco vintage

La nobile cantina Moët et Chandon produce il celebre champagne Dom Perignon quando l’annata è perfetta. Il 1952 fu una di esse: questo venditore la conserva con cura da allora! Nessuna spedizione, il carico è troppo delicato!

champagne

Signore e signori, ecco il nostro oggetto vintage preferito in vendita su Kijiji. Un invito alla riscoperta della vita bucolica, del contatto con la natura, dei frutti data della terra: è ora di comprarvi due buoi. Per il giogo, ci pensa Kijiji! Questo stupendo giogo proviene da una cascina toscana, ed è in perfetto stato. Qualora l’invito a mollare l’ufficio e aprire un agriturismo non avesse sortito l’effetto da noi auspicato, potete sempre usare questo giogo per arredare il vostro salotto. Gli oggetti di campagna originali fanno sempre una signora figura!

giogo

 

Fischio d’inizio! Top 10 degli oggetti da collezionismo più pazzi del calcio

La nostra astinenza sta finalmente per aver fine: Nonostante quest’anno abbiamo avuto i mondiali, da Sabato potremo finalmente rigustarci il ritorno del calcio giocato. Dopo un’estate a inseguire notizie di mercato, a sognare una rosa più forte per la nostra squadra del cuore, finalmente ci siamo.

Le amichevoli estive hanno dato un filo di tregua alla nostra sete di calcio, ma ci è bastato sapere che manca davvero così poco per dimenticare quegli eventi con poco agonismo, quegli improbabili tornei che si guardava con una certa noia.

Sia allo stadio, che al bar con gli amici o in casa da soli, il campionato ci riempie di adrenalina, gioia, esaltazioni, delusioni e arrabbiature. Un’emozione dietro l’altra, in cui ci rendiamo conto di perdere la testa per delle persone che inseguono un pallone. Ma ci piace così.

Attorno al mondo del calcio possiamo trovare ogni sorta di diavoleria: dalle chicche per i tifosi sfegatati, alle chincaglierie per collezionisti. Se è legato al calcio, tutto è lecito!

Manco a dirlo, su Kijiji è possibile trovare questo ed altro. Mancano davvero pochissime ore al fischio d’inizio, e noi ci crogioliamo con gli oggetti più pazzi legati al calcio!

 

 – Squadra Napoli Subbuteo 1990

Non è la prima volta che ricordiamo il mitico gioco del Subbuteo: questa speciale edizione eseguita per Italia ’90 raffigura la squadra del Napoli. 16 giocatori, compreso un secondo portiere (sai mai che il primo si infortuni). Per tifosi partenopei e non solo!

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– Album Figurine Edizioni Lampo

Una chicca dal passato: quando il calcio televisivo era merce rara, l’unico modo per ricordarsi il volto dei  nostri beniamini era la collezione di figurine. Edizioni Lampo: da sfogliare e commuoversi.

figurine calcio

– Action Figure Hidetoshi Nakata

C’era un tempo in cui andare in trasferta a Perugia era un pericolo per tutti: guidati dall’arcigno Serse Cosmi, il Perugia calcio di inizio millennio era dotato di una squadra invidiabile: Materazzi, Zè Maria, Grosso, Liverani, Rapaić e l’indimenticata stella del Sol Levante Hidetoshi Nakata. Eccolo rappresentato in questa action figure!

 

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– Disco canzoni della Fiorentina anni ’80

Gli anni 80 furono un periodo d’oro per le canzoni dedicate alle squadre di calcio. Ecco quella dedicata alla Fiorentina: dal leggendario inno di Narciso Parigi, ad alcune incredibili rarità (ascoltate il curioso testo di “Stornelli Viola”!).

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– Mobil Ball (1949)

Per i veri cultori di articoli vintage: Mobil Ball, un gioco di carte in tema calcistico, del lontano 1949! Una sorta di Magic per amanti del bel calcio.

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 – Giornali del 10 luglio 2006

Il 10 Luglio 2006 vi siete svegliati troppo tardi, e non siete riusciti a trovare delle copie di quotidiani sportivi? Nessun problema, questo venditore ne offre ben 5 diversi! Per ricordarci di quella notte magica.

 

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– Action figure di Sandro Mazzola

Come dimenticarsi del baffetto di Sandro Mazzola, stella dell’Inter? Eccolo in un action figure di altri tempi. Ecco Sandro il dribblatore indemoniato in formato pupazzetto.

 

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– Statuetta di Pierluigi Collina

Pierluigi Collina, icona di serietà, rispetto delle regole e…rigore. Da mettere nello studio in ufficio, Collina sarà pronto ad “ammonirvi” con il suo fischietto ogni volta che vi distrarrete.

 

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– Raccolta dirette radio 1969 e 1970

Quando l’abbonamento alle dirette non c’era si stava incollati alla radiolina, tremando sentendo le interruzioni da Genova, immaginandosi la partita attraverso le parole dei giornalisti, aspettando che parlassero di quella a cui eri interessato. Il tutto, condito da cronisti espertissimi, maestri assoluti di giornalismo sportivo che dovrebbero lezione ai cronisti Sky e Mediaset. Ecco una raccolta delle cronache del ’69 e ’70, attraverso le voci di Enrico Ameri, Roberto Bertoluzzi e il roco di timbro del grande Sandro Ciotti.

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– Zolla dell’Olympia Stadion

Ed ecco il pezzo introvabile che tutti sognano: 9 Luglio 2006, Olympia Stadion, Berlino. Tra testate impazzite, rigori, e deliri di giubilo, l’Italia vince il suo ultimo Mondiale. Eccovi un pezzo di quel terreno sacro: da conservare e venerare!

zolla

Passione manga: la top ten dei più belli di sempre

Avviso ai naviganti: oggi parleremo di manga, ma non lasciatevi fregare da quello che è l’immaginario comune. I manga non sono solo un infantile intrattenimento per brufolosi adolescenti, ma sono un’importante dimostrazione dell’arte giapponese.

Pensate agli stupendi disegni di geisha e samurai: quando per la prima volta giunsero in Europa nel XIX secolo, fecero immediatamente innamorare i più grandi pittori dell’epoca (Gaguin e Van Gogh su tutti) e influenzarono la loro pittura e di conseguenza la storia nella nostra arte. Quei disegni così tratteggiati, plastici e cromaticamente delicati tuttora affascinano noi occidentali.

La letteratura nipponica è sempre stata legata al mondo delle raffigurazioni in maniera indissolubile. I grandi autori del passato erano contemporaneamente scrittori e incisori, come se le due arti fossero la stessa cosa. Impossibile dire qual è stato il primo manga: questo disegno ad esempio ha 800 anni, e raffigura una lotta di sumo tra rane!

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Quest’altra risale al periodo Edo, secolo d’oro della storia nipponica:

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Le prime riviste a pubblicare storie risalgono a 300 anni, e riguardavano di solito le vite di nobili samurai del passato, attraverso le sfide che affrontano con diversi e sempre più temibili avversari. Non molto diverso da quelli moderni, no?

I manga iniziano a diventare celebri in tutto il mondo con Osamu Tezuka, considerato “il dio del manga”. Ispirandosi ai cartoni della Disney, Tezuka definisce il disegno del manga del dopoguerra: quello con gli occhi giganti, per capirci. Le opere di Tezuka saranno le prime a essere esportate anche in Occidente: La fenice, Kimba il leone bianco e soprattutto Astroboy.

I manga sono dappertutto in Giappone, vengono letti da giovani e anziani, e la passione sembra non arrestarsi nemmeno negli Stati Uniti e in Europa. Andiamo a vedere i fumetti che più abbiamo amato!

10) Holly e Benji

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Holly e Benji sono diventati celebri in Italia soprattutto per l’anima che per oltre quindici anni è stato trasmesso in Italia. Ma come quasi sempre accade, l’anime è il remake cartoonizzato del manga, in questo caso di Capitan Tsubasa, uscito in Italia solo nel 2000.

Creato nel 1981 da Yoichi Takahashi, la storia è celebre: la carriera calcistica di Tsubasa Ozora (al secolo Oliver Hutton) in parallelo a quella di Genzo Wakabayashi (ai più noto come Benji Price), che nel corso dei campionati matureranno come calciatori e ragazzi. Da riscoprire!

9) Cavalieri dello zodiaco

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Chiamato Saint Seiya, il primo volume esce in Giappone nel lontano 1985. In un mondo in cui si mescola il Pantheon greco, l’astrologia, il medioevo e la filosofia giapponese, Masami Kurumada disegna la storia di quattro ragazzi giapponesi che aspirano a diventare Cavalieri dello Zodiaco, devoti alla dea Atena e protettori della Terra. Anche in questo caso, la fama in Italia è stata data dal fortunato anime.

8) Ken il Guerriero

ken il guerriero

Uno dei primi manga crudi e esplicitamente violenti (e quindi non per un pubblico prettamente infantile) a sfondare in Occidente. Frutto della mente di Tetsuo Hara, vediamo riprodotti in Ken il Guerriero i temi più celebri dei manga anni 80. In un mondo apocalittico post guerra nucleare, un guerriero di arti marziali (64° discendente della nobile scuola di Hokuto) combatte per la giustizia in un mondo di semi-anarchia, dominato da bande di delinquenti. La sua arte marziale consiste nel tocco di “punti di pressione”, in grado di infierire sul nemico morti atroci.

7) Berserk

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Capita spesso che i mondi ricreati nei manga siano una commistione di cultura tradizionale giapponese e occidentale, pescando in particolar modo dalle favole. È questo il caso di Berserk, manga ambientato in un medioevo fantasy cupissimo, avvelenato da violenza, mostri e atrocità. Lo stesso protagonista, Gatsu, è avvelenato da questa realtà, e vaga senza pace in cerca di vendetta.

6) Dragon Ball

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L’anime più amato e riprodotto in televisione (viene riproposto ogni anno riscuotendo il successo di quindici anni fa), fece conoscere per la prima volta a molti italiani il mondo dei manga. La saga di Dragon Ball si divide in tre storie: l’originale, che tratta le avventure del piccolo guerriero Goku, armato di coda e di una nuvola trasportatrice, alla continua ricerca delle magiche sfere del drago. La seconda serie, Dragon Ball Z, narra le avventure di Goku (ormai cresciuto) alle prese con minacciosi nemici in grado di decidere le sorti dell’universo. Nel terzo, Dragon Ball GT, Goku torna per un destino beffardo bambino.

5) Evangelion

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Ambientato in un futuro catastrofico e minacciato da robot giganti chiamati Angeli, il giovane Shinji guida un enorme mecha allo scopo di fermare questi terribili mostri distruttori. Uno dei più acclamati manga di sempre, Hideaki Anno mescola i temi classici giapponesi con l’Antico Testamento, tra cabalismi, figure divine e golem.

4) Naruto

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Il giovane Naruto, portatore di uno spaventoso demone, cerca di farsi valere attraverso l’arte dei ninja in un villaggio in cui viene ostracizzato. Nel corso della storia affronterà ninja provenienti da altri villaggi, e terribili nemici intenzionati a distruggere il Villaggio della Foglia. Semplice e complesso allo stesso tempo, è il capolavoro di Masashi Kishimoto, che con grande originalità pesca dalle storiche figure dei ninja una storia che si evolve secondo gli schemi classici del manga.

3) Death Note

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Relativamente corto (solo 8 volumi), è la storia di un schivo studente chiamato Light Yagami, che ottiene da un oni (demone giapponese) un diario, con cui può far morire tutte le persone che egli desidera. Psicologicamente ricco e raffinato, la lotta si sposterà presto tra Light e l’eccentrico Elle che gli dà la caccia. Una sconvolgente storia tra guardie e ladri in salsa asiatica.

2) One Piece

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Forse il più celebre manga di sempre. Monkey D. Rufy (nell’anime italiano tradotto come Rubber) è un ragazzo dotato del potere di allungarsi, che aspira a diventare il più grande pirata di sempre e di trovare il mitico “One Piece”, l’inestimabile tesoro lasciato dal leggendario Gol D. Roger. Tra isole fantastiche, nemici diversissimi e compagni di avventura esilaranti, la storia sta proseguendo dal lontano 1999, e non sembra vedere ancora la fine.

1) Vagabond

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Vagabond è la storia di Musashi Miyamoto, più famoso samurai della storia giapponese, che dalla battaglia di Sekigahara in poi intraprenderà due viaggi: quello in giro per il Giappone dell’epoca Edo, e quello interiore, alla scoperta di sé e della natura umana, attraverso sofferenze, sfide e tentazioni. Un fumetto anomalo, dove il mondo  fantastico dei classici manga lascia spazio a un’avventura vera, facendoci conoscere con enorme fedeltà storica il Giappone medievale. Le dita fatate di Takehiko Inoue fanno sognare pagina dopo pagina, attraverso disegni stupendi e tratti sublimi. Da leggere e rileggere, anche grazie a Kijiji.

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Le migliori sidecar di Kijiji: come distinguersi sull’asfalto

 

Vi stupite di più se camminate per strada e vedete una macchina fiammante,  o se sentire il graffiante scoppiettio di una moto accessoriata di sidecar? Senza dubbio la seconda!

Le sidecar sono purtroppo sempre più rare, rendendole di conseguenza un simbolo vintage universale. Eppure, le sidecar hanno accompagnato la storia della motocicletta fin dai primordi. La prima volta che viene brevettato un sedile laterale per il passeggero è nel lontano 1903, nella storica rivista di motori inglese Motor Cycle.

sidecar

In un’epoca in cui le macchine erano praticamente inaccessibili, le moto dotate di sidecar diventano sempre più popolari. Inoltre, il brevetto originale venne perfezionato: il sedile non era più fissato rigidamente alla moto, ma godeva di maggiore libertà di movimento, garantendo maggiore equilibrio e stabilità e un viaggio più piacevole sia per il passeggero che per il guidatore. Il boom del sidecar coincide con gli anni 30 e 40, anni in cui pure le forze di polizia ed eserciti lo adottano per i trasporti veloci.

Negli anni 50 inizia il declino: I prezzi delle macchine iniziano a calare, e l’elegante mezzo di trasporto inizia a entrare nel dimenticatoio.  Su Kijiji scopriamo però che molti estimatori ancora la ricordano e la sognano. Armatevi di occhiali da motociclista, e leggete i migliori 10 modelli di sidecar in vendita sul nostro sito!

Jawa 350 Twin Sport Sidecar

Questo non è l’unico sidecar proveniente dall’Est Europa che vedremo nella classifica. La casa cecoslovacca ha prodotto questo modello dagli anni 60 ai 90, riscuotendo un gran successo al di là del Muro. Il modello in vendita su Kijiji è pure dotato di un portapacchi posteriore. Per la gita fuori porta più originale!

Sidecar URAL

Dalla Russia con amore, ecco la Ural M67-36. Con un nome che ricorda più una semiautomatica che una moto,  monta un motore da 750 cc. Stupenda nella sua freddezza e nel suo sapore spartano!

Honda Valkyrie

Una modernissima, opulentissima, aggressivisssima, imperdibilissima Honda Valkirie dorata. Da non lasciarsi sfuggire!

BMW R100 Sidecar


In perfetto stato, questo gioiellino degli anni 70 sa regalare delle grandi soddisfazioni dopo tanti anni. Dalle pianure di Pavia, per voi su Kijiji.

Sidecar da competizione

Avete mai sognato di gareggiare per qualche competizione con il vostro partner? Se il curling non fa per voi, provate le gare su sidecar. Il passeggero gioca un ruolo fondamentale: nelle curve si sposta da un lato all’altro del bolide per controbilanciare la forza centrifuga. Questo sidecar da competizione fa al caso vostro!

Vespa Sidecar

Fiammante come ai tempi del boom economico, questa Vespa del 1966 è in perfetto stato. Come è bello andare in giro per i colli bolognesi. Se è un Sidecar Special che ti toglie i problemi.

Moto Guzzi GTV500

Potevamo dimenticarci delle leggendarie MotoGuzzi? La moto qui in vendita è un cimelio proveniente da un’altra epoca, il 1947. Il dovizioso restauro le ha ridonato quell’elegante bordeaux che sfoggiava nel Dopoguerra.

Lambretta C Sidecar

Sedersi nel posto del passeggero vuol dire godere di un comfort incredibile. Sarebbe un cimelio anche senza il sidecar, ma con esso diventa praticamente un pezzo unico.

Harley-Davidson WLA

Data la storia della WLA e l’anno di produzione, tutto fa pensare che questa Harley-Davidson provenga dall’esercito statunitense in servizio durante la Seconda Guerra Mondiale. Possedere un tale pezzo di storia non è da tutti!

Bicicletta PEUGEOT

Così  elegante, così aggraziato, così francese: non è esattamente una moto, ma questa bici d’Oltralpe è dotata di un sidecar in vimini. Non sono rimasti pezzi originali di queste bici, senza contare la bella figura che fareste andando a comprare le baguette con questo gioiello.

 

Locandine dei film: viaggio tra le opere più belle!

Una delle tante bellezze del cinema è la molteplicità di forme d’arte che vi sono al suo interno: un quadro è in genere dipinto da un solo pittore, una poesia è composta da un solo poeta, mentre il film è frutto di centinaia di persone. Dal regista, al truccatore, al compositore, tutti usano le loro doti per la realizzazione della pellicola.

Una forma d’arte legata al film, che spesso viene dimenticata, è la realizzazione delle locandine. La locandina del film ha accompagnato la storia del cinema fin dalla sua nascita. Ecco la prima, che pubblicizzava la sala parigina dove venivano proiettati i film dei fratelli Lumière:

lumiere

Con il tempo, le locandine inizieranno ad assumere un determinato stile, facilmente riconoscibili dal pubblico. In un’epoca in cui non esistevano i trailer, la locandina era il principale mezzo per pubblicizzare un film.

Doveva mostrare le star protagoniste (e le loro dimensioni mettevano in luce le gerarchia di importanza nel film: i protagonisti assoluti erano in primo piano, sullo sfondo i comprimari). Dovevano spiegare l’ambientazione, il genere del film (commedia, storia d’amore, azione…) e invogliare lo spettatore ad andarlo a vedere.

Sebbene il suo scopo attrattivo è andato scomparendo nel tempo, le caratteristiche rappresentative di una locandina sono rimaste tendenzialmente uguali.

Una cosa però è cambiata. Dagli anni 90 in poi le locandine hanno smesso di essere disegnate, diventando fotomontaggi. Dai primordi fino agli anni 80 i principali disegnatori delle locandine erano contesi tra i diversi produttori, e alcuni di essi sono entrati nella storia: Bill Gold, Saul Bass, Frank McCarthy, o i grandissimi talenti nostrani Anselmo Ballester e Renato Casaro.

Vediamo insieme alcune delle locandine più belle di sempre, tra veri e propri capolavori e chicche introvabili!

-Nick Mano Fredda (1967)

cool hand luke

Il già citato Bill Gold è una delle più grandi leggende del mondo delle locandine: negli anni 50 e 60, le sue forme spigolose e audaci hanno rappresentato le pellicole più belle di quest’epoca. I celebri occhi azzuri di Paul Newman sono dipinti nel poster di Nick Mano Fredda.

-La Noia (1963)

la noia

L’originale locandina del film di Damiani, tratto dal famoso romanzo di Moravia, in vendita su Kijiji!

-Easy Rider (1969)

easy rider

Il conflitto generazionale nel profondo Sud del film di Dennis Hopper è diventato un’icona degli anni 60: la storia di due motociclisti, il sogno di libertà che si scontra con l’America reazionaria, in un poster leggendario!

– I soliti ignoti (1958)

soliti ignoti

Il grande Anselmo Ballester disegna la locandina di uno dei film più celebri del cinema italiano, amato e imitato anche all’estero. Condito da un cast stellare, I soliti ignoti è la commedia all’italiana per eccellenza: un colpo grosso orchestrato da una banda di raccattati allo sbaraglio, tra equivoci, gag e riflessioni sulla condizione umana, come nel migliore Monicelli.

– Lo Squalo (1975)

lo squalo

Non potevamo dimenticare la locandina più iconica di sempre:  una donna nuota indifesa nel mare profondo, noncurante della più terribile delle minacce marine. Perfetto e spaventoso, senza dubbio il capolavoro del grande artista Roger Kastel.

 

– Gli inesorabili (1960)

inesorabili

Burt Lancaster e Audrey Hepburn sono protagonisti di un western anomalo, più simile a un’opera di Sofocle che a una di John Ford.

– Attack of the 50 foot Woman (1958)

attack woman

L’America degli anni 50 era minacciata da una apocalittica guerra nucleare, e il cinema di quegli anni riflette le ansia di un’intera nazione. I film di fantascienza vivono un’epoca d’oro, tra alieni, raggi gamma e mostri distruttori di città. In questo film l’attacco viene da una donna gigante, che si diverte a martoriare la periferia americana. Un b-movie che è diventato un cult assoluto!

– Arancia Meccanica (1971)

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L’ennesimo capolavoro di Bill Gold, che abbandona i colori accesi e il ritmo indiavolato per un disegno minimalista e diabolico: la pellicola di Stanley Kubrick non poteva avere una migliore locandina di questa.

– La donna che visse due volte (1958)

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Se il film è un capolavoro di innovazione, la locandina non è da meno. Frutto della mente di Bill Gold, il disegno rappresenta un uomo precipitare in un’ipnotica spirale, nella vana speranza di raggiungere una spettrale figura femminile. Senza usare i clichè delle locandine tradizionali (e senza rappresentare una star come James Steward), Gold riesce a trasmettere l’atmosfera claustrofobica del film con eleganza e pathos.

-Metropolis (1927)

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Esistono diverse versioni della locandina di Metropolis, ma quella di Heinz Shulz-Neudamm detiene il record di poster più costoso di sempre: è stato venduto a 600,000 dollari nel 2005. Rimangono solo 4 copie, di cui una è al Museo di Arte Moderna di New York.

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Nostalgia Monkey Island! Viaggio tra Caraibi e ricordi

monkey island

Quando la grafica non era tutto, quando l’immaginazione e il divertimento contavano più della definizione, nascevano saghe geniali e originalissime come quella di cui parliamo oggi.

Tutto inizia in una calda notte caraibica a Mêlée, dove uno sbarbato ragazzo di nome Guybrush Threepwood ferma un vecchio su una balconata, chiedendogli come diventare un pirata. L’anziano gli consiglia di recarsi in una bettola, la Scumm Bar. Guybrush non perderà altro tempo. Da lì, sarà l’inizio dell’avventura che ha emozionato milioni di appassionati di videogame in giro per il mondo: Monkey Island.

La LucasArts produceva nel distante 1990 il primo capitolo della celeberrima saga, intitolato “The Secret of Monkey Island”, un “clicca e punta” intuitivo, dalla enorme complessità e dal divertimento assicurato, ancora nel cuore degli appassionati che nostalgicamente giocano e rigiocano il titolo o riguardano video come questo:

Gli enigmi da risolvere nel corso del gioco richiedevano una grande attenzione durante l’intera avventura: molto spesso dettagli raccontati all’inizio del gioco servivano solo dopo diverse ore di gioco.

La caratteristica principale della serie di Monkey Island è l’ironia: cameo, citazioni, battute,situazioni demenziali e tragicomiche, e insulti. Nel corso delle peripezie del pirata Threepwood, il gioco si sviluppa attraverso continui dialoghi tra pirati e gli abitanti delle isole, che a volte si trasformavano in veri e propri duelli. Per poter vincere questi duelli, erano necessario saper rispondere per le rime agli avversari. Qualcosa di simile a delle battaglie rap, con risultati esilaranti. Tra i più celebri:

“Guarda dietro di te, una scimmia a tre teste!”

“Sei più repellente di una scimmia in negligé” “Somiglio tanto alla tua fiancée?”

“Sei il mostro più orrendo mai creato” “Un po’ come le ragazze che hai corteggiato”

“Combatti come un contadino” “molto appropriato, tu combatti come una mucca!”

Il successo del videogioco fu immediato, e la LucasArts ne produrrà l’anno successivo un secondo, intitolato “The LeChuck Revenge”: nonostante la vicinanza di uscita e la somiglianza grafica, ne esce un risultato molto originale che non farà che accrescere la fama del “temibile pirata”. Nuovi simpatici incontri, come quello con il florido governatore di Phatt Island o il cartografo Wally non fanno affato rimpiangere il primo episodio.

Bisognerà aspettare altri 6 anni per avere un nuovo capitolo di Monkey Island, e le attese non saranno deluse: è il celebre “La maledizione di Monkey Island”. Le novità sono molte: anzitutto, nell’ideazione manca Ron Gilbert, facendo risentire una certa distinzione nel filo logico della storia. Ma soprattutto, la grafica cartoon esca dà al gioco tutto un nuovo respiro, che ha fatto in principio storcere il naso ai vecchi fan: ma il numero crescente di gag e di rompicapo ha fatto subito ricredere gli irriducibili.

È del 2000 il penultimo  capitolo della saga, e ancora una volta la principale novità va trovata nella grafica: il 2D viene accantonato per un abbastanza riuscito (per quanto ancor più criticato) 3D. In questo capitolo, come già in passato, le citazioni sono molte: da Mortal Kombat, a Forrest Gump e Star Wars.

E infine, il più discusso, quello che ha diviso i fan tra favorevoli e contrari: Tales of Monkey Island (non più edito da Lucas ma da Telltale), composto da 5 episodi usciti mensilmente dal 2009. Le storie si sono fatte più snelle e semplici, ma ne ha guadagnato in grafica, libertà di movimento e in carisma di Guybrush, finalmente maturato e cinico.

Difficile dire quale sia il più bello: certamente Monkey Island ha segnato vent’anni di storia di videogame, e con essa si è evoluta e arricchita. La sua spiccata ironia, i suoi enigmi e le sue ambientazioni caraibiche rimarrano per sempre nei nostri cuori! Ah, se nella vostra carriera di nerd ve ne siete persi per strada, Kijiji non poteva deludervi!

videogioco monkey island

OK, basta, spegni il computer e fai qualcosa di costruttivo. Come giocare a squash. O lava la tua macchina. O prepara la cena. O prendi parte a una banda funky. O viaggia in un paese straniero. O diventa Presidente Della Repubblica. O parla ad un membro del sesso opposto. O lubrifica la tua macchina. O prepara un wurstel fritto. O cerca un tesoro sepolto. O mungi una mucca. O fai una gara di abbaiate con il cane del tuo vicino. O effettua un’operazione al cervello. O dipingi una linea gialla in mezzo alla tua strada d’accesso privata. O scrivi il tuo nome nella neve. O insegna pallacanestro acquatico alle vongole. O canta le canzoni di Lucio Dalla in banca. O pianta alberi sul suolo pubblico. O confondi la persona accanto a te. O costruisci un tavolo triangolare. O trotta, balzella e salta. O cavalca un treno. O organizza il tuo cassetto delle calze in ordine alfabetico. O vai a giocare a Bowling con tua mamma. O addestra gli insetti a fare scherzi. O fai una trapunta. O pubblica una rivista sui trucioli delle matite. O mangia gelatina al limone con ananas. O asfalta un’autostrada. O impara a disegnare. O iscriviti a fotografia. O impara a parlare greco antico. O fotocopia denaro. O esci a mangiare la pasta. O cuci un vestito. O lava il tuo iguana. O vai a pesca. O dipingi la casa di uno sconosciuto di notte. O iscriviti a windsurf. O cambia lo stile dei tuoi capelli. O affila i tuoi gessetti. O dai da mangiare ad un tucano. O goditi il sole. O fai delle parole incrociate. O compra dei bei vestiti. O vai alla spiaggia. O gioca a cricket con tuo padre. O innaffia le tue piante. O costruisci una casa per le bambole. O organizza una cena con salmone e vino bianco. Ricominciamo.

Sapientino Clementoni: la storia dei quiz all’italiana

sapientino parlante

Quanti di voi, bambini negli anni ’90, si ricordano la pubblicità del papà che torna a casa dal lavoro e viene accolto dalle domande del figlio Filippo via citofono?

Noi quelle domande martellanti non le abbiamo scordate:

“Papa’ ti apro solo se mi dici la capitale della Grecia…”

“ …e chi ha inventato il telefono?”

“e come si dice bagno in inglese?”

Con molta fatica, il povero papà sotto il diluvio faceva poi capire a Filippo che era il caso di aprire il portone…

Se vi ricordate, il gioco utilizzato presentato nello spot è un Sapientino dotato di “Penna Parlante”, che emitteva quell’inconfondibile “molto bene” in caso di risposta esatta, o il temuto “prova ancora” in caso contrario.

In realtà, la storia di questo gioco, uno dei primi giochi elettronici da tavola, inizia molto tempo prima di questa pubblicità.

Il primo Sapientino arrivò infatti nelle case degli italiani nel 1967, nel pieno del boom economico. Si trattava in questo caso di un gioco in scatola con diverse schede e due spinotti che, posizionati negli appositi fori posti accanto alle figure, producevano un suono che indicava al bambino se l’abbinamento scelto fosse corretto o no.

L’idea di base è di per sè è piuttosto unica: Mario Clementoni,  chiamato anche “l’uomo dei giochi” , ha infatti confessato di aver preso spunto per i suoi famosi spinotti dai lacci delle scarpe.

Un vero e proprio colpo di genio visto e considerato che, nei suoi 40 anni di vita, Sapientino  ha riscosso uno strepitoso successo: dati del 2007 ci parlano di:

  • 8 milioni di confezioni vendute,
  • 6 kilometri di filo usato per gli spinotti
  • 100 milioni di schede create.

Tra gli altri unici risultati, Sapientino arrivò anche a coprire fino al 75% del mercato italiano e ad ottenere un posto d’onore nei dizionari.

Per il mercato di oggi troviamo inevitabilmente modelli di Sapientino che hanno la forma di Tablet e PC, piu’ adatti alle esigenze della nuova generazione.

Del Sapientino parla anche il famosissimo Zerocalcare dentro al suo blog.

Secondo voi, i nuovi Sapientini hanno davvero il fascino di quelli di una volta? Noi crediamo che il vecchio Sapientino Scuola degli anni ’80 sia imbattibile. O almeno, ci abbiamo giocato abbastanza volte da non poterlo proprio dimenticare: ancora prima del computer e della Playstation, quanti pomeriggi avete passato tra domande  e spinotti?

Se avete voglia di sbirciare tra i vari modelli di Sapientino, datati e moderni, provate a fare un giro qui: http://www.kijiji.it/sapientino/. Chissà che non riusciate a trovare esattamente il Sapientino con cui avete giocato voi: se ci riuscite, fateci sapere!

Kijiji non ha prodotto questi video e non è affiliato coi suoi produttori. Kijiji non garantisce e non è responsabile per l’accuratezza e l’affidabilità di qualsiasi affermazione fatta o implicata nei video. Ogni riferimento a individui, prodotti commerciali o marche non costituisce o implica un supporto, affiliazione o sponsorizzazione da parte della marca verso Kijiji.

La Lomografia: foto all’antica che spopolano nella modernità

Non serve essere un topo da computer per capire che il nostro approccio alla fotografia è cambiato. Un tempo, la macchina fotografica era un patrimonio di famiglia, e gli scatti venivano fatti in eventi familiari: cenoni natalizi, gite fuori porta al lago, cresime…

Quelle foto sono tuttora custodite gelosamente, e quelle rare volte che ci ricordiamo di darci una spulciata ci commuovono.

E’ incredibile come ognuna di quelle foto sia degna di essere osservata, per quanto sfocata, o le persone siano prese con gli occhi chiusi, con smorfie casuali… Le pellicole ci obbligavano a un numero prefissato di foto, non ci si poteva permettere di essere esosi di scatti.

Le macchine fotografiche digitali, in questo senso, ci hanno viziato: finchè la memory card (con)tengono, possiamo scattare e riscattare la stessa foto fino allo sfinimento. Qualcuno nel quadro non aveva il sorriso smagliante? Click, basta rifarla. La foto è troppo scura, o il dito è finito sull’obiettivo? Click, basta rifarla. E la definizione! 2, 3, 4, 5 megapixel… abbiamo visto negli ultimi anni un escalation di definizione, che ci ha esaltato per il livello di tecnologia che stavamo raggiungendo. Esaltazione che è stata presto sostituita dagli sbadigli: tra 13 e 14 megapixel, in fondo, non cambia molto.

Non è un caso, quindi, che sia nata la ricerca di foto più autentiche, più originali, più vintage: Foto con colori saturi, con pose poco costruite, originali perchè imperfette.

Cosa c’è di più vintage dell’Oltrecortina? Facciamo un salto in Unione Sovietica, a Leningrado (oggi San Pietroburgo). è qui che ha sede la LOMO, acronimo di Ленинградское оптико-механическое объединение (per chi non mastica il russo, «Fusione ottico-meccanica di Leningrado», nome scientificamente inequivocabile).

Produttrice dai lontani anni 20, è stata da sempre l’azienda delle macchine fotografiche a buon prezzo al di là del Muro. Un marchio che garantiva, in cambio di pochi rubli, delle foto di qualità modesta persino per l’epoca: Scarso contrasto, colori molto saturi e con tinte predominanti, e una marcata vignettatura. Questo è dato in particolare dalla lente in plastica, economico ma non certo il materiale più indicato per questa componente.

 lomo

Nel 1991, due studenti austriaci si aggirano in un mercatino delle pulci di Praga e avvistano un modello anni 80 della LOMO, la LC-A. La acquistano, e ne scoprono subito un gran potenziale. Foto dotate, senza filtri nè imbrogli, di un’atmosfera retrò, che possono regalare delle piccole opere d’arte.

Dopo estenuanti trattative, riescono ad ottenere il permesso per esportare le macchine da San Pietroburgo all’Austria, anche grazie alla mediazione dell’allora sindaco della città: un minuto signore dagli occhi di ghiaccio chiamato Vladimir Putin.

Passano gli anni, e l’audace idea dei due studenti cresce, attraverso un’accattivante campagna di marketing. Viene coniato un termine, Lomografia, che vuole indicare non solo l’utilizzo delle macchine di Leningrado, ma uno stile di vita: il motto diventa «Non pensare, scatta!», e con esso si assume un compito quantomeno ardito: Movimento internazionale che usa la fotografia come approccio creativo per catturare e diffondere il mondo in cui viviamo”.

Nascono addirittura i 10 Comandamenti della Lomografia, tra cui : «Non preoccuparti di nessuna regola» «Scatta senza guardare nel mirino» «La Lomografia non è un’interferenza nella tua vita, ma una parte integrante». Oggi, il gusto per queste foto casuali e poco definite sono sempre più amate dai fotografi di tutto il mondo.Foto da condividere, da mostrare agli amici e originali. Un fenomeno che non sembra arrestarsi: la Lomografia sfida le tecnologie e riscopre la bellezza dall’imperfezione e dalla casualità.

Abbiamo già citato la LC-A, il modello che fece innamorare i due studenti austriaci. Ma nel magico mondo della Lomografia, possiamo includere altre macchine mitiche: la Diana F

diana f

la Lubitel

lubitel

O dagli anni 70, la SMEMA.

Senza dimenticare i diversi obiettivi, come il celeberrimo Fisheye , che garantisce una visione tonda simile a quella di un pesce.

Esistono poi i remake dei vecchi modelli degli anni 60 e 80, come la Diana F+ , o La Sardina  ….

Inutile dire che il miglior luogo per rifarsi gli occhi è Kijiji!

aprilia morini scooter

Moto Aprilia: da piccola casa veneta a simbolo del Made In Italy

L’amore italiano per le due ruote è cosa nota, soprattutto se la sella su cui  tanto si vuole salire è di casa nostra.  In questo blog, abbiamo spesso raccontato le storie di marchi motoristici italiani (Maserati, Ferrari, Lamborghini, Ducati) ed oggi non saremo da meno, andando ad occuparci dell’ormai storica Aprilia.

Tutto inizia nel 1945 nel Veneziano, a Noale, dove si trova tuttora la sede. Il fondatore è Alberto Beggio.

Come già in altre storie italiane, Beggio è un produttore di biciclette; il figlio Ivan invece intraprende la strada del ciclomotore nel ’68: i primi modelli di moto Aprilia sono il Daniela (49cc, 12 cm dell’orto , 60 km/l , 41 kg), il Pakri ed ultimo il bellissimo Colibrì (motore Morini) nel ‘70.

aprilia morini scooter

Aprilia estrasse poi dal cilindro la motocicletta fuoristrada: stiamo parlando dello Scarabeo (1970, motore Morini 49cc fino a 125cc), nome che poi ritornerà nel corso della storia del marchio.

scarabeo anni 70

Anche in ambito sportivo la costruttrice Aprilia ha scritto importanti pezzi di storia.  Le prime vittorie risalgono già al lontano ’77 e ad oggi le cifre parlano chiaro: 38 sono i titoli Motomondiale, 5 quelli del campionato Superbike e 9 titoli Off Road.

Proprio agli albori competitivi, nel 1977, il primo pilota a regalare alla casa delle soddisfazioni fu Ivan Alborghetti da Bergamo, con la conquista dei titoli nelle classi 125 e 250 motocross italiana e due terzi posti in gara singola al campionato mondiale nello stesso anno.

aprilia motocross

Balzando agli anni 80, l’orizzonte sportivo Aprilia si estende anche al Trial e all’Enduro, con la messa in produzione di svariati modelli sia 50cc che 125cc (RX  enduro, Rose custom i più noti).

Novità piccanti in ambito da strada arrivano a inizio anni ‘90, con la comparsa la famosissima Aprilia RS 125. I motori sono forniti dall’austriaca Rotax e sono dotati di valvola di scarico passiva a controllo pneumatico (poi diventerà a controllo elettronico).

rs125

Nello stesso periodo il mercato sorride al marchio: sono di successo varie uscite sul mercato tra cui gli Aprilia Pegaso (50cc, 125cc, 650cc).

aprilia pegaso

lo scooter a ruote alte dal nome che di certo non suona nuovo, lo Scarabeo (1993)…

aprilia scarabeo 50

E chi non riconosce poi il mitico Leonardo (prima 125cc e 150cc motori Rotex e successivamente 250cc e 300cc motori Yamaha)?

aprilia leonardo

Gli anni 90 videro il nome Aprilia affiancato a momenti epici del motociclismo italiano, con Max Biaggi campione iridato 250 a bordo di Aprilia nel 1994, 1995 e 1996.

biaggi aprilia 1994

In modo altrettanto indimenticabile, Valentino Rossi fu campione del mondo su Aprilia nel 1997 e 1999 (in foto entrambe le moto).

aprilia valentino rossi

 

Dal ’98 la casa noalese iniziò la produzione di maximoto: l’Aprilia RSV 1000 e la Falco, moto ben note all’epoca per le ottime caratteristiche in merito a distribuzione del peso e quindi  a guidabilità, affidabilità e maneggevolezza.

L’RSV 1000 SP venne prodotta in tiratura limitata ed usata al Motomondiale da Alessandro Antonello e dall’australiano Corser.


aprilia rsv 1000 sp

Il nuovo millennio vede tra l’altro la casa protagonista di svolte societarie: in primis con l’acquisizione di Moto Guzzi e di Moto Laverda nel 2000 e nel 2004 invece con l’acquisizione di Aprilia e controllate da parte della Piaggio.

Il gruppo che ne deriva, comprendente anche la spagnola Derbi e Gilera, fattura 1,5 miliardi di euro ed ha una capacità produttiva (la quarta al mondo) di 600,000 veicoli l’anno.

Continua quindi inevitabile anche l’evoluzione in ambito sportivo: l’Aprilia ritorna a competizioni off-road e poi con il debutto nel 2009 delll’Aprilia RSV nel mondiale superbike. Dal 2010 al 2013 i titoli mondiali sono stati ben 5, e Aprilia Racing e la RSV4 sono oggi campioni del mondo costruttori in carica.

aprilia rsv4

La gamma Aprilia è sempre più ampia ed il filo è quello della sportività e dell’avanguardia tecnologica: come non citare la Shiver 750cc, la Dorsoduro (supermotard), l’enduro stradale Caponord 1200 , la supernaked Tuono V4 e in ambito scooteristico  l’Aprilia SRV850, definito lo scooter più potente mai prodotto (dotato di pacchetto di controlli elettronici con traction control ed ABS).

aprilia srv850

L’esperienza e la storia racing sono uniche, la tecnologia sempre all’avanguardia: Aprilia è una bella storia italiana e l’augurio di Kijiji è che la passione e il rombo possano crescere ancora e ancora e ancora!