Archivio mensile:luglio 2014

Topolino: storia di un mito attraverso le sue migliori copertine

Topolino non ha età: dai bambinissimi che guardano solo le figure, ai nonni che rubano i numeri ai nipoti, tutti si lasciano ammaliare dalle risoluzioni dei casi di Topolino, dalle strampalate spedizioni di Paperone, dalle sfortune di Paperino e gli eroismi di SuperPippo. Ogni luogo è perfetto per rilassarsi con un Topolino, sia esso  l’ufficio, l’ombrellone, il bagno…

La verità del successo intergenerazionale di Topolino non sta molto nei personaggi Disney in sé, quanto nelle incredibili storie che settimana dopo settimana ci fanno sempre più apprezzare la ricchezza dei personaggi, l’ironia mai banale, l’elegante intento educativo, i simpatici intrecci delle trame e l’esplosiva originalità.

Dietro a questo perfetto incontro tra intrattenimento fanciullesco e adulto ci sono le grandi menti (e matite) degli sceneggiatori e disegnatori italiani: dagli anni 30 in poi la scuola italiana è tra le più apprezzate nel mondo, merito di un’eredita lasciata da grandi artisti del passato.

Da poco più di un anno, Topolino ha superato quota 3000 numeri, posizionandosi tra le più antiche riviste d’Italia: mai il solerte Giuseppe Nerbini, piccolo editore fiorentino, avrebbe pensato di creare un fenomeno di cultura pop così duraturo e variegato. Era il Natale 1932, e nasceva (un mese prima che in America!) Topolino, primo giornale interamente dedicato al roditore Disney.

topolino 1

Come vedete, il topo raffigurato non è il cavaliere senza macchia che abbiamo imparato ad apprezzare: lancia i sassi ai poveri elefanti, li trae in inganno e li sberleffa pure! Erano altri tempi, e Topolino doveva era ancora in fase di progettazione. Dopo aver visto questo, penserete che non è neanche così diverso…

topolino 2

Per via di un fraintendimento sui diritti d’autore, la Nerbini editore si ritrova per un paio di numeri senza il copyright, e si troverà costretta a inventare questo misterioso personaggio: si chiama Topo Lino. Avete capito bene. Il topo che si chiama Lino.

Ma questa non è la metamorfosi più triste che Topolino ha dovuto vivere: ecco a voi…

topolino 3

…Tuffolino! Erano gli anni della censura bellica, e il MinCulPop aveva imposto la chiusura di tutti i giornali con chiare origini americane. Topolino diventò un ragazzino con le stesse  caratteristiche del personaggio Disney, Pippo rimase vestito uguale ma si trasformò anche lui in un essere umano, Minnie si antropomorfizzò diventando… Mimma.

Le metamorfosi del Topolino avranno fine nel dopoguerra. Nel 1949 nasce il primo numero di Topolino in formato libretto, cioè quella che conosciamo noi. In questa nuova edizione tornarono i bubbles, che nella censura vennero misteriosamente aboliti (anche loro simbolo di decadenza plutocratica?), e  tutta la genialità dei fumettisti, siano essi Italiani o Americani, poté esprimersi liberamente.

Allora, infatti, ancora comparivano le storie delle grandi leggende del fumetto a stelle strisce: figure come Dick Moores, Carl Buettner, ma soprattutto Carl Barks e Floyd Gottfredson sono i pionieri del fumetto moderno.

Per ogni collezionista che si rispetti, il numero 1 di Topolino libretto è in vendita su Kijiji:

topolino numero 1

 

Nel frattempo però, a partire da Giove Toppi, stava nascendo una tradizione italiana di fumettistica Disney, che avrà nel genio di Guido Martina il simbolo di una primavera artistica made in Italy. È di Martina, attraverso la bella matita di Bioletto, una delle storie più epiche di sempre: L’Inferno di Topolino, rappresentazione disneyana incredibilmente fedele della Divina Commedia. A seguire Dante-Topolino nel suo periglioso viaggio c’è un commovente Virgilio-Pippo.

 

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Non solo scrittori, ma anche disegnatori: primo tra tutti, l’indimenticato Romano Scarpa, che con il suo tratto ha disegnato le più belle storie di sempre. Pensate che il 75% delle storie Disney nel mondo sono frutto della scuola italiana!

Un altro ingrediente del successo di Topolino sono le copertine: ecco alcune delle più importanti delle 3060 uscite dal ’49 ad oggi:

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10 Ottobre 1954: la copertina del Topolino numero 100

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Numero 133: Paperone suona la sinfonia dei soldi.

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Numero 1000. Topolino cita la copertina del primo numero del 1949.

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Paperon de’Paperoni decide di costruire qualcosa di epico: il ponte sullo Stretto di Messina. Per ora, la versione più verosimile che esista.

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Copertina dedicata ai 100 anni dalla nascita del cinema.

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Topolino apre il sito Internet: numero 2217.

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Pippo e Topolino diventano C-3PO e R2-D2 per la copertina numero 2587.

Vi manca qualche numero alla vostra enorme collezione? Cercate su Kijiji, e buona caccia!

I 10 peperoncini più piccanti al mondo: ritroviamoli tra gli annunci di Kijiji

Come sapete, il peperoncino è un alimento molto salutare, che noi italiani dovremmo inserire più spesso nella nostra dieta. Ricco di vitamine e antiossidanti, ha la curiosa proprietà di bruciare i grassi. Oltre che la lingua. Soprattutto con i peperoncini di cui parleremo fra poco: i peperoncini più piccanti del mondo.

Vi ricordate la scena dei Simpson, quando Homer si copre la bocca di cera per poter assaggiare alla fiera i peperoncini più piccanti, e ingurgitando il pericolosissimo peperoncino nicaraguese del commissario Winchester, entra in uno stato psichedelico?

Ecco, magari non vi capiterà mai niente del genere, ma nessuno di noi sa cosa succede davvero quando si mangiano certi peperoncini. Quando andate al ristorante indiano, e credete che il cuoco abbia reso il vostro Tika Masala immangiabile, bene, quello è niente.

Forse non tutti sanno che esiste un metro oggettivo per calcolare la piccantezza di un peperoncino: si chiama Scala di Scoville, e fu creata appunto dal chimico del Connecticut Wilbur Scoville.

La scala parte da 0 e arriva a 16 milioni, che è capsaicina pura, l’essenza stessa del piccante.

Per farci qualche idea, il temibile peperoncino calabrese si aggira attorno ai 25 000 SHU, classificandolo ad esempio sopra al celebre Jalapeno. Vedrete che mangiare calabrese vi sembrerà un Calippo al limone in confronto. Qui a seguito trovate 10 peperoncini ai limiti della realtà, molti dei quali sono in realtà in vendita su Kijiji.

Rocoto – 175.000 SHU

peperoncino rocoto

Simile a una mela, appena lo aprite troverete la «dolce» sorpresa: sembra un peperone, ma al posto dei soliti bianchi vedrete degli spettrali semini neri, Prima di venire assaliti dal terribile bruciore, troverete questo peperoncino molto saporito, con delle note di agrume.

Scotch Bonnett – 350.000 SHU

peperoncini scotch bonnet

Questo bellissimo peperoncino deve il suo strano nome alla sua somiglianza con il tipico cappello scozzese, il Tam o’ Shanter. Sebbene sia uno dei più piccanti al mondo, lo Scotch Bonnet è uno dei peperoncini più utilizzati al mondo, soprattutto in Giamaica, Trinidad e Tobago, Suriname, Africa Occidentale e in Guyana, dove è anche chiamato palla di fuoco! Nella cucina caraibica, lo Scotch Bonnet è usato per preparare il jerk, una specialissima salsa dentro cui viene immerso il pollo prima di venire grigliato.

Red Savina Habanero – 500.000 SHU

habanero red savina

Frank Garcia, un contadino californiano, stava ammirando le sue belle piante di Orange Habanero, e si accorse che da una pianta era apparsa una qualità diversa, di colore rosso. Il signor Garcia doveva essere dotato di un certo senso dell’umorismo, perchè chiamò quella nuova specialità  piccantissima come sua madre, Savina. Un nome più descrittivo è quello che possiede in Repubblica Dominicana, cioè Lingua del Diavolo! Un grammo di questo peperoncino basta a «insaporire» 576 chili di salsa.

Chocolate Habanero -700.000 SHU

chocolate habanero

Non sono bellissimi d’aspetto? La vita è una scatola di cioccolatini secondo Forrest Gump, se ti capita un Chocolate Habanero forse qualcuno lassù ti odia.Solitamente questa qualità giamaicana è meno piccante del Red Savina, ma una pianta particolarmente energetica ha fatto registrare l’incredibile cifra di 700mila SHU.

Red Trinidad 7 Pot – 780.000 SHU

red trinidad 7 pod

Più saliremo di livello, e meno i peperoncini saranno carini. Non assomiglieranno più a cioccolatini o a cappelli scozzesi, ma avranno un aspetto minaccioso, rinsecchito, letale. Questa qualità proveniente dal Trinidad sembra una fragola esplosiva.

Naga Bhut Jolokia – 1.000.000 SHU

peperoncino naga jolokia

Questo peperoncino proviene dall’India, e venne creato dall’etnia mercantile Bhutia. é noto con molti nomi: Naga Jolokia, il più celebre, vuol dire «Re Cobra»,  ma è soprannominato pure «peperoncino fantasma».

Su Youtube potete trovare molti geni che si sfidano a ingoiare Naga Bhut Jolokia interi, e su Kijiji ne trovate alcuni dei rari esemplari. Al contrario di altri peperoncini, gli effetti aumentano col passare dei minuti,  raggiungendo il picco dopo circa 20 minuti. Gli effetti possono passare anche dopo due ore.

Naga Viper – 1.380.000 SHU

naga viper

Gerald Fowler, eccentrico contadino inglese, incrociò il Naga Bhut Jolokia, il Naga Morich e il Trinidad Scorpion. Gli fruttò nel 2011 il titolo nel Guinness dei Primati per il peperoncino più piccante al Mondo. sono passati 3 anni, e quel record è stato umiliato.

7 Pot Brain Strain – 1.900.000 SHU

brain strain

Se leggete che un peperoncino è della varietà 7 Pot, sapete che non sbagliate. il nome viene dalla sua curiosa forma simile a delle cervella umane. Non solo assomiglia al cervello, ma lo fonde letteralmente.

Trinidad Moruga Scorpion – 2.009.231 SHU

moruga

Un Trinidad Moruga essiccato

Il nome perfetto per un peperoncino così spaventoso. Proveniente dalle infuocate terre di Trinidad e Tobago, è un peperoncino enorme. Pensate che appena raccolto è grande come una pallina da golf! Anche toccarlo addirittura con dei guanti di lattice può causare pericolose irritazioni alla pelle. Più facile cominciare piantando i suoi innocui semi, ovviamente in vendita su Kijiji.

Carolina Reaper – 2.200.000 SHU

carolina reaper

Direttamente dalla porta dell’Inferno, eccovi il Carolina Reaper e, manco a dirlo, anche lui vi aspetta su Kijiji. Mai pianta è stata così piccante, a memoria d’uomo. L’aspetto è da solo luciferino: secco, raggrinzito, pronto a colpire e far male. Ideato dall’ incrocio di un Habanero Red dell’Isola di St.Vincent e da una qualità di Naga Pakistano. Ironicamente, il suo diabolico creatore si chiama Steve Currie. Dicono che sappia di cannella. Noi ci fidiamo.

World of Warcraft: il precursore dei giochi MMORPG

photo: Juan Pablo Olmo

photo: Juan Pablo Olmo

 

Tutti gli appassionati di MMORPG sicuramente conosceranno World of Warcraft, un titolo lanciato nel lontano 2004 che quest’anno ha festeggiato i suoi 10 anni di successo nel mercato videoludico.

Non si tratta di un semplice gioco di ruolo ma bensì del padre di tutti i Massively Multiplayer Online Role-Playing Game, ovvero di tutti quei giochi che hanno cercato di riprenderne le caratteristiche e le meccaniche più interessanti nel disperato e vano tentativo di ottenere il medesimo successo.

Ricordo ancora quando scoprii per la prima volta il mondo dei MMO. Rimasi subito affascinato dalla possibilità di esplorare liberamente un vasto mondo virtuale popolato da altri giocatori reali. Era così bello poter chiacchierare, unire le forze per completare un obiettivo in comune, entrare a far parte di una gilda, chiedere consiglio ai giocatori più esperti, duellare e così via.

Inutile dire che il mio primo MMORPG fu proprio World of Warcraft, un gioco che mi tenne incollato allo schermo per mesi, persino durante l’estate quando forse sarebbe stato meglio passare il mio tempo altrove.

Ero così stimolato da quell’intrattenimento e così preso dalla voglia di far crescere e migliorare il mio personaggio che andavo a dormire con la fretta di svegliarmi il giorno seguente, cercavo di convincere gli amici a provarlo e passavo più tempo con i compagni di gilda che con i conoscenti che avevo nella vita reale.

Mi rendo conto che quella situazione era un po’ eccessiva, e infatti a distanza di tempo me ne accorsi e mi ridimensionai, ma il ricordo mi fa comunque sorridere e realizzare quanto davvero un titolo del genere meritasse quel successo e meriti ancora oggi di essere considerato come il precursore di tutto il genere MMORPG.

Inutile dire che persino dopo tutti questi anni nessuno è ancora riuscito a spodestare WoW dal trono di miglior gioco di ruolo online mai esistito, un titolo che peraltro richiede ancora il pagamento di un abbonamento mensile per poter giocare.

Il modello free to play nacque in seguito, quando le aziende decisero di abbattere le barriere d’accesso per invogliare un maggior numero di giocatori a partecipare e provare i loro giochi, lasciando la possibilità di pagare per acquistare oggetti in-game e vantaggi vari.

Nonostante queste agevolazioni e le nuove tecnologie che hanno permesso di creare giochi tecnicamente e graficamente migliori, World of Warcraft continua a essere considerato il più grande MMO di sempre, sebbene il numero di utenti attivi sia naturalmente calato rispetto agli anni di maggior successo.

Nell’arco dei suoi 10 anni di vita sono stati creati 100 milioni di account unici, il che equivale al totale della somma degli abitanti della Germania, Bielorussia e Svezia! Milioni di eroi si sono dati battaglia scegliendo di far parte dell’Alleanza o dell’Orda (rispettivamente 52% e 47%), creando 9 milioni di gilde composte da amici e conoscenti.

In totale sono stati creati 500 milioni di personaggi in World of Warcraft, un risultato che non sarebbe stato possibile se l’esperienza di gioco non avesse offerto una storia epica, musiche orchestrali degne di lode e un intero mondo tutto da scoprire ed esplorare.

La storia di WoW è cresciuta negli anni con il lancio di nuove espansioni, raggiungendo un volume di testo pari a circa 6 milioni di parole (l’equivalente di 12 copie de “Il Signore degli Anelli”) tradotte anche in italiano.

Stando ad una recente infografica rilasciata dagli sviluppatori, sembrerebbe che ogni giorno su Azeroth (il mondo di World of Warcraft) vengano giocate 900 mila istanze PvE, 670 mila istanze PvP e 3,6 milioni di scontri tra mascotte. Sono invece 2,8 milioni i commerci giornalieri, di cui 39.437 per ciascun banditore d’asta.

Tutti questi numeri solo per far capire quanto immenso possa essere il mondo virtuale di un gioco così celebre, un MMORPG che ha fatto la storia e che continua a rivestire un ruolo da protagonista anche nel presente.

Per quanto abbia provato decine e decine di giochi di ruolo nel corso degli ultimi anni, nessun titolo è mai più riuscito a folgorarmi come fece WoW nel periodo in cui scoprii il mondo dei MMO.

Detto questo, voglio concludere l’articolo facendo due domande, una rivolta ai veterani del settore e una ai nuovi giocatori (molti dei quali forse non hanno mai avuto l’occasione di provare World of Warcraft).

 

Ai veterani che hanno scoperto l’universo MMORPG attraverso WoW chiedo: “Avete mai trovato un altro gioco capace di emozionarvi e intrattenervi allo stesso modo?”

 

Ai giovani giocatori invece domando: “Avete mai provato World of Warcraft? Se si, cosa ne pensate? Qual è il vostro MMORPG preferito?”

 

Sono proprio curioso di conoscere le vostre opinioni e scoprire i punti di vista dei “vecchi e nuovi giocatori”!

Giochi da mare tra ricordi e divertimento

Non sembra vero, ma per molti di noi stanno finalmente arrivando le ferie, sinonimo di mare per la maggior parte degli italiani.

Dopo aver platonicamente mandato a quel paese il capo, aver caricato la macchina, essersi felicemente sorbiti ore di traffico sull’asfalto fumante, si giunge infine in spiaggia, e ci si ricorda di un dettaglio: anche al mare è possibile annoiarsi a morte.

Il libro consigliato dall’amico si rivela essere atroce (e vi chiederete se l’amico l’ha fatto apposta), e l’iPod si è scaricato.

Rimangono poche alternative. O ci rassegna a una lenta e bollente agonia, o ci si alza dallo sdraio per fare qualcosa che si pensava vietato ai maggiori di 18: giocare in spiaggia.

Ma non sempre trovare quel passatempo da spiaggia richiedeva più tempo che per trovare un lavoro. C’erano giorni in cui il mare era sinonimo di divertimento, e nella nostra infanzia o adolescenza sapersi divertire in spiaggia era qualcosa d’istintivo.

Riscopriamo quindi i giochi da mare che più ci hanno divertito nel corso degli anni e quelli che non sono mai tramontati.

-Aquilone

red kite in the sky

Perché non si vedono più aquiloni in giro? Noi di Kijiji vogliamo lanciare una campagna a favore del recupero di questo antichissimo gioco. Non abbiate paura di rispolverare il vostro volatile di carta e di farlo volteggiare alto. I brutti pensieri voleranno via!

 -Bocce

bocce

Si ringiovanisce con l’aquilone, ma perché non darsi anche al gioco da “attempati” per eccellenza, ancor più avvincente negli osticissimi campi in sabbia? Questo gioco ha origini antichissime: qualche anno fa hanno rinvenuto in Turchia una partita abbandonata 9000 anni fa!

-Beach Volley

beach volley

photo: Sander Van der Wel

In rapida ascesa popolare dagli anni 90, il beach volley non sembra voler passare mai di moda. Se riuscite a beccare il rarissimo momento in cui non c’è nessuno a occupare il campo, avrete modo di destreggiare le vostre doti di palleggiatore, tra bagher, servizi e battute. Giocare sulla sabbia permette di avere più coraggio nel buttarsi a terra, aumentando il divertimento a livelli enormi!

-Castelli di sabbia

castello di sabbia

photo: Endijs.engelis

Le varianti sono due: o costruire, con sabbia semi-umida, bastioni, torrioni, fossati abissali e cinte murarie invalicabili, oppure lasciare che la sabbia bagnata crei guglie elaboratissime e stupende. Pensate che Gaudì, il geniale architetto della Sagrada Familia, si ispirò a queste opere marittime per la facciata della Basilica. Questo non vi fa sentire degli artisti?

-Biglie (dei ciclisti)

biglie

Festeggiate la vittoria di Nibali al Tour de France nel migliore dei modi: con una gara a biglie dei ciclisti. In questo gioco, la parte più divertente è senza dubbio la costruzione della pista. Ore a progettare un circuito fantasioso, con pericolosissime rampe, ponti e paraboliche per ottenere la pista più liscia e veloce possibile.

– Super Liquidator

super liquidator

A noi di Kijiji il Super Liquidator piace così tanto che gli abbiamo anche dedicato un articolo in tempi non sospetti. A questo link scoprirete perchè la mitica pistola ad acqua era l’unico modo per dominare la spiaggia negli anni 90!

-Tamburelli

tamburelli

Il gioco più ritmico della spiaggia. Dopo qualche colpo imbarazzante, chiunque riesce a prendere il ritmo: alla fine il vero scopo del gioco è riuscire a far andare avanti il metronomo BUUMM…. BUUMM… il più possibile.

-Sfrizzo ti Schizzo

sfrizzo ti schizzo

Una chicca direttamente dagli anni 90: ve li ricordate i Sfrizzo ti Schizzo?

Questi pupazzetti impazzavano tra i ragazzini. Un vero simbolo generazionale: se eri un bambino, lo adoravi; se eri il genitore, lo detestavi. Erano 12 diversi, e avevano la capacità di riempirsi completamente d’acqua, che poi veniva spruzzata addosso al malcapitato!

Cercate palle, racchettoni o bocce? Non dimenticatevi che Kijiji offre tutto questo… e molto di più!

moneta doge nicolò tron

Passione numismatica: 5 monete antiche e di valore

Le monete di valore sono più che un pezzo di metallo: simboli di un paese che le produce, sono i diretti testimoni dei tempi che corrono, tramite i sovrani, i grandi eventi storici e le grandi figure che vi sono raffigurati sopra.

Pensate ad esempio al tetragramma, la celebre moneta di Atene, raffigurata oggi sugli Euro Greci: in quell’epoca, la Grecia era divisa in tante città-stato, le famose Poleis: ogni polis voleva distinguersi dall’altra coniando le proprie monete, sopra cui riproducevano i simboli della città. Atene scelse la dea protettrice, Atena, e il suo animale, la civetta, simbolo di intelligenza e razionalità.

Nell’antichità, le monete servivano anche per far conoscere ai sudditi il volto del sovrano. Anche questa caratteristica è rimasta nella maggioranza delle monarchie nel mondo. Persino il sovrano del Regno più piccolo del  pianeta, il Papa, è raffigurato sugli speciali Euro vaticani!

Il collezionismo legato alle monete ha tra i suoi precursori figure illustri dell’antichità: Svetonio ci ricorda che persino il primo imperatore romano, Ottaviano Augusto, amasse raccogliere monete da tutto il mondo, riconoscendo in esse la bellezza artistica ma soprattutto storica che esse rappresentano.

Una delle caratteristiche della numismatica (il collezionismo delle monete) è che le monete, con il passare del tempo, non fanno che accrescere di valore: possedere una moneta oggi può valere il doppio fra qualche anno. Molti degli utenti di Kijiji lo sanno bene e per questo vendono e cercano monete introvabili sul nostro portale.

Per darvi un’idea di quanti segreti racchiuda il mondo della numismatica e delle monete rare, andiamo a vedere insieme un po’ di monete del passato, provenienti da epoche diversi e da tutti i capi del Mondo!

Dracma – Taranto

Come abbiamo detto precedentemente, le poleis greche battevano una moneta  cittadina, che dovevano essere ben riconoscibili nel Mediterraneo in quanto uniche e rappresentative. Taranto, antica colonia di Spartani, aveva una moneta molto particolare: vi era raffigurato Taras, il mitico fondatore della città. Taras, figlio del dio del mare Polifemo, un giorno vide un delfino: quello fu il segnale divino che era giunto il momento di costruire una città sulla riva dell’avvistamento. Da allora, il simbolo di Taranto è rappresentato da un uomo che cavalca un delfino. Su questa moneta, ritroviamo la stessa icona: pensate che questa moneta ha 2600 anni!

dracma di taranto

Moneta aurea di Adriano – Roma

I consoli prima, gli imperatori poi, erano soliti essere sbarbati: avere il viso sempre rasato era simbolo di romanità, perché il Romano si prendeva cura del proprio corpo, particolare che li  distingueva dai popoli asiatici, che invece erano soliti vestire una bella peluria sul viso. Per i sudditi dell’Impero deve essere stata una grande sorpresa che il loro nuovo monarca era rappresentato sulle monete con la barba: Adriano, l’imperatore filosofo innamorato della cultura greca, portava con fierezza una folta barba. I tempi erano cambiati, e a rappresentarlo sono tuttora le monete di quell’epoca.

moneata aurea adriano

photo: wildwinds.com

Denario – Egitto

Questa moneta ha ben due effigi raffigurate: su un lato, c’è il volto di Marco Antonio, nipote di Giulio Cesare e membro del secondo triumvirato di Roma; nell’altro lato invece è impressa una delle donne più potenti e famose della Storia. Si chiamava Cleopatra. Regina d’Egitto e ultima discendente di una delle dinastie più atiche dell’umanità, Cleopatra era prima di tutto una donna di una cultura immensa: parlava fluentemente 8-9 lingue, esperta di filosofia, retorica e politica. Con la sua mente (e il suo regno) conquistò prima Giulio Cesare, da cui ebbe un figlio, e poi Marco Antonio, che sposò, creando enorme scandalo a Roma. Nell’immaginario comune, Cleopatra era una donna bellissima, dallo sguardo felino e dai tratti nobilissimi: la moneta, che notoriamente era fedele all’immagine del sovrano, ci dona un volto ben diverso, di una donna bruttina. Naso adunco, doppio mento, labbra secche, occhi incavati. Ma spezziamo una lancia per Cleopatra: all’epoca, aveva già partorito quattro pargoli, e aveva 39 anni: mica pochi per l’epoca!

denario cleopatra

 

Denaro d’argento – Francia

Carlo Magno, re dei Franchi e sovrano del Sacro Romano Impero, istituì una riforma monetaria: sostituì tutte le monete circolanti nell’Impero con una singola, senza multipli e sottomultipli, e le diede un nome molto esemplificativo: Denaro. Carlo Magno decise di non apporre la sua effige, ma scelse un più elegante metodo: impresse una croce, circondata dalle lettere KRLS, le consonanti di KAROLUS. Era d’argento, e fu il primotentativo di unificazione monetaria in Europa… 1200 anni prima dell’avvento dell’Euro!

denaro di carlo magno

 

Lira Tron – Venezia 1472

Venezia, nel ‘400 e nel ‘500, era la massima potenza marittima del Mediterraneo. Dopo aver sconfitto i Genovesi e aver umiliato Costantinopoli, riuscì a estendere in domini della Repubblica Serenissima a tutto il mar Adriatico ed Egeo. Se volevi commerciare qualsiasi cosa, dovevi usare moneta veneziana. Solitamente, il doge (il “sovrano” della Repubblica) non poteva aspirare ad essere raffigurato sulle monete: non era un re, era solo un Veneziano con una corona in testa. Solo due dogi osarono porre la loro effigie sulle monete: il primo fu Nicolò Tron, che inventò per l’occasione un nuovo conio, dal valore di 240 denari. Si chiamava Lira, la prima della storia italiana!

moneta doge nicolò tron

I flipper tra storia e modelli unici

I flipper sanno trasmettere a tutti un pizzico di nostalgia: c’era un tempo in cui per divertirsi si andava in un luogo e si condivideva lo stesso gioco, uno alla volta aveva il turno per giocare.

Le 500 Lire che entrano nella macchina, la sfera argentata che appare magicamente, la molla che viene caricata fino al limite nella speranza di fare più punti, l’ansia della pallina che si avvicina alle palette, la tensione dell’ultima biglia da usare al meglio. Da allora sono cambiati molto i tempi!

Sale giochi, oratori e centri  commerciali erano tutti luoghi in cui potevi trovare un nuovo, misterioso, luccicante flipper a tema che aspettava solo di essere giocato. Perché ogni flipper è diverso dall’altro: esistono migliaia di giochi diversi, basati su film, cartoni animati, telefilm. Tenere il conto di tutti i flipper del mondo è praticamente impossibile.

Ma da dove nascono i flipper? Pensate, questo divertimento popolare ha origini più che nobili, nobilissime: già a Versailles, la corte del Re Sole si dilettava in un gioco chiamato Bagatelle, in cui su un piano inclinato venivano lanciate delle biglie, che potevano finire in diverse buche.

Il moderno flipper nasce però nel 1871 dalla mente di Montague  Redgrave, un piccolo artigiano di Cincinnati nell’Ohio, che brevettò  il lancio a molla della biglia. Poi fu la volta dell’Humpty Dumpty, della Gottlieb & Company. Siamo nel 1947, e nasceva il flipper con tutte le peculiarità che lo caratterizzano tuttora: colorato e luccicante, usava per la prima volta la non sola forza meccanica.  La pallina veniva incanalata da destra attraverso la molla, e possedeva diverse palette da cui era possibile indirizzarne la direzione.

flipper

I creatori di flipper sono originalissimi: a partire da una stessa struttura, sono riusciti a creare nei decenni migliaia di opere d’arte, che hanno divertito milioni di persone in tutto il mondo. Vediamo insieme alcuni dei risultati più belli!

– Flipper di Jurassic Park

flipper jurassic park

Il classico dei classici: Il flipper di Jurassic Park. Uscito nel Giugno 1993, fu un successo travolgente, trainato dal film di Spielberg. Se ricordate, in alto a sinistra, il luogo più difficile dove infilare la pallina, c’era la testa di un T-Rex. Quando si piegava per inghiottire la pallina, sputava biglie extra a raffica!

– Flipper di X-Files

flipper di x files

Ecco uno dei più cupi di sempre. Il tema è X-Files: i serissimi agenti Mulder e Scully sono ritratti proprio sopra le palette, facendo crescere l’ansia da prestazione quando le biglie si avvicinano. La musica è la colonna sonora del telefilm. Se questo non vi ha ancora abbastanza spaventato, c’è il feto alieno nella provetta. Per i veri duri del flipper.

 – Flipper del Signore degli Anelli

flipper signore degli anelli

Una vera rarità: dalla Germania, il flipper del Signore degli Anelli. Inutile dire che lo scopo è la distruzione dell’Unico Anello! Attento nei dettagli, questo flipper sa far sbavare tutti i fan dei film di Peter Jackson: oltre all’enorme Balrog da sfidare a colpi di pallinate, è stata ricreata un piccola torre di Barad-Dur.

– Flipper di Rocky

flipper di rocky

Dalla premiata ditta Gottlieb, un classico vintage a tema Rocky. Per il suo look spartano, sembra più facile dei moderni flipper barocchi. In realtà era difficilissimo. Inoltre, le doppie palette sono ipnotiche, e mandano knock-out anche il più esperto giocatore di flipper.

– Flipper di Indiana Jones

flipper indiana jones

Impossibile dimenticare il bel faccione di Harrison Ford che capeggia sul pannello principale, come è impossibile dimenticare il felice ritornello del gioco. Il flipper di Indiana Jones è uno dei modelli più venduti di sempre, e il motivo è semplice: per il giocatore, immedesimarsi nelle avventure del professore di archeologia è divertentissimo, e tra aerei, giungle, teschi e piramidi, il trasporto è totale!

Siete stati assaliti da un attacco di nostalgia? Su Kijiji potete trovare tantissimi flipper in vendita, di ogni epoca e per ogni gusto!

Macchine da sogno: le migliori auto rare in vendita a luglio su Kijiji!

Su Kijiji potete veramente trovare di tutto: dai corsi di cucina vegetariana e vegana alle bistecchiere, dalle mazze da golf ai CD autografati di Gianni Morandi: insomma, chi più ne ha, più ne metta.

Ma come avranno capito anche i nostri amici più recenti, Kijiji nutre un certo amore per i motori: in quanto ad annunci di auto, noi di Kijiji siamo tra i primi in Italia. Pensate che in questo momento ci sono oltre 145 mila annunci riguardanti la sola categoria “auto”.

Tra questi 145,000 annunci, è possibile scovare qualsiasi tipo di macchina, per tutti i gusti e portafogli. Spulciando con pazienza, sono saltate fuori delle vere e proprie chicche: auto rare e pregiatissime, da quelle prodotte negli anni 50 a quelle uscite dall’officina solo pochi anni fa, tutte con una storia diversa da raccontare, ma accomunate da una cosa. Sono uniche. Rarissime.

Rifatevi gli occhi con le perle di questo mese, e occhio al crollo verticale di mascelle. Buona visione.

5) Rolls Royce Ghost 6.6 – 2013

rolls royce ghost

Partiamo subito con la marca del lusso per eccellenza, l’auto che “guida” la Regina Elisabetta: La Rolls Royce. Dal 1998, la storica casa britannica è passata sotto il controllo della BMW, e da allora la progettazione è in mano ai teutonici. La Ghost è un perfetto connubio tra le due tradizioni: la macchina è uscita dalla penna del tedesco Andreas Thurner, mentre gli interni sono disegnati dall’inglese Charles Coldham. Questo modello in vendita nel sito è del 2013, e ha 27.500 km.

4) Rover Metro 6R4 GR.B

rover metro

Non è mai troppo tardi per darsi al Rally. Perché non iniziare con uno dei migliori  modelli degli anni 80? Quest’auto è stata progettata sulla base della Austin Metro con la partecipazione del gruppo Williams per le gare del campionato Mondiale di rally, nella categoria Gruppo B. Con i suoi 3000 cm3 di cilindrata, eroga una potenza di 410 CV.

Non aspettatevi gli interni lussuosi, quelli sono per i principianti.

3) Lancia Flaminia Supersport Zagato

lancia flaminia

Qui  ora parliamo di una delle vetture più belle prodotte dalla nobile casa di Torino: la Flaminia. La Flaminia si impone ben presto come l’auto ammiraglia della Lancia, e tuttora sfila nelle parate ufficiali, in quanto simbolo di un orgoglio tutto tricolore. La Supersport fu disegnata dalla leggendaria Zagato, sfornando forse il suo capolavoro più grande. Qui, in una versione restaurata con dovizia e cura nel dettaglio, farà credere al guidatore di essere nella esplosiva Italia di metà anni 60.

2) Lancia Aurelia b24s convertibile

lancia aurelia

Se negli anni 60 regnava nelle strade italiane la Flaminia, negli anni 50 la regina dell’asfalto era la Aurelia. Frutto di una lunga e complessa progettazione sotto il severo occhio di Gianni Lancia, che voleva introdurre in larga scala la trazione posteriore, vide finalmente la luce al Salone di Torino nel lontano 1950. Il modello qui in vendita è risalente al 1956, e in 58 anni ha fatto solo 2,110 km. In quanto decapottabile, è ancora più una perla rara.

1) Alfa Romeo 6C 2500 SS Cabriolet Pininfarina

alfa romeo 6c

Questo modello fu l’ultimo di una serie gloriosa della casa di Arese: la 6c, che negli anni 30 e 40 erano il fiore all’occhiello dell’automobilismo italiano. La carrozzeria Pininfarina ha realizzato questo modello speciale, simbolo di un’epoca che fu. Guidando questa macchina vi sentirete dei principi: pensate che il primo proprietario di questo bolide era Aly Khan, principe siriano e marito della diva di Hollywood Rita Hayworth!

ghiaccioli star wars

Star Wars, i gadget più unici dagli anni 70 a oggi

Giovani Padawan, abbandonate le vostre mondane vite e fate un viaggio nel passato, in una galassia lontana lontana…

Un attimo solo: facciamo un viaggio nel passato, ma fino agli anni 70.

Era il 1977, e usciva al cinema un film che rischiava di essere un fiasco clamoroso: Guerre Stellari. Il film sfidava molti cliché del cinema fantascientifico: anzitutto, la storia non era ambientata nel futuro, ma in un misterioso passato, dove i protettori di questa galassia erano dei cavalieri, i Jedi, con un codice d’onore simile a quello dei Samurai, e come i Samurai combattevano duelli a fil di spada (laser). Il vestiario, fatto di mantelli e stivali, ricordava quello dei cavalieri mitteleuropei, e le acconciature delle principesse sembravano uscite da una corte rinascimentale.

Inoltre, questa galassia non era luccicante, perfetta, ordinata: venviamo catapultati in un mondo sporco, tra risse da locanda, discariche, cacciatori di taglie, astronavi arrugginite e alieni tonti. Questo audace sceneggiatura ideata da George Lucas traeva ispirazione dalla filosofia orientale, dai bardi medievali e dalla mitologia classica. I film sono culla di moltissime citazioni: da Akira Kurosawa, a John Ford e Fritz Lang. L’utilizzo di effetti speciali mai visti fino ad allora saranno la spinta definitiva a tutta l’industria cinematografica nella ricerca di sempre nuove tecnologie.

Il film fu immediatamente osannato dal pubblico, e permise a George Lucas di convincere i produttori a creare l’idea che aveva in mente: una prima trilogia, a cui avrebbe fatto seguito una seconda, precedente in ordine cronologico alla prima. La prima trilogia terminerà nel 1983, con Il ritorno dello Jedi. Lucas si prenderà altri 16 anni per dirigere un nuovo film della saga, La Minaccia Fantasma.

L’ultimo film sembrava essere definitivamente La vendetta dei Sith del 2005, ma la Disney ha comprato i diritti sulle sceneggiature, e ora i fan tremano (anche di paura) al pensiero dell’uscita del settimo film, nel 2015.

Star Wars o si ama o si odia: chi lo ama però può arrivare a livelli di venerazione molto inquietanti. Pensate che negli Stati Uniti e in Gran Bretagna è possibile scegliere nel censimento, alla voce “credo religioso”, la religione Jedi, che venera la Forza come spirito unificante della galassia!

Magari non tutti sono dei credenti Jedi, ma molti amano il collezionismo legato a questa saga: la ricerca del pezzo raro, o unico, esalta migliaia di fan in giro per il mondo.

Vediamo insieme alcune chicche rarissime, spesso in vendita su Kijiji!

– Elmo “Guerra dei Cloni”

Ricordate La guerra dei cloni, il secondo episodio della nuova trilogia? Questo elmo è una ricostruzione perfetta di quelli posseduti dagli shadow clone, le temibili truppe d’assalto al servizio della Repubblica!

elmo guerra dei cloni

– Proiettore Festacolor Guerre Stellari (1977)

Un pioniere del concetto di merchandise nel mercato italiano: del 1977, questo proiettore festacolor è un pezzo più unico che raro!

festacolor guerre stellari

– Cappello autografato da George Lucas

Perchè un cappello con l’autografo di Lucas non si trova tutti i giorni. Questo addirittura è su un berretto della Lucasfilm.

lucas film cappello

– Spada Laser Master Replicas

Non potete definirvi fan di Star Wars se non possedete una spada laser. Fuori produzione, questa è roba che scotta (e scintilla)

spada laser

– Navicella Imperiale Lego

Come sapete, gli oggetti da collezionismo, quando ancora nella confezione originale, salgono di valore in maniera esponenziale. Questo modello di navicella imperiale è ancora sigillato!

navicella imperiale

 

– Stampi per cubetti di ghiaccio Morte Nera

“Non è un pianeta… è una stazione!” ah no, è un cubetto di ghiaccio. Gli stampi per i cubetti di ghiaccio a forma di Morte Nera vi garantiranno i drink più cool di sempre.

stampi cubetti ghiaccio

– Anelli di Lord Vader e Stormtrooper

Una coppia di amanti di Star Wars può coronare definitivamente la loro unione solo con un anello di Lord Vader e di uno Stormtrooper!

anelli star wars

– Ghiaccioli di Star Wars

Passate al lato Oscuro, scegliete il gusto fragola. Ecco i lecca-lecca a forma di spada laser in vendita sul mercato britannico, da sempre il metodo migliore per cuccare a un raduno di fan!

ghiaccioli star wars

– Action Figure Jawa

Gli action figures sono il gadget più celebre nel merchandise di Star Wars: questo modello di Jawa in confezione originale è il sesto rimasto in circolazione, ed è stato venduto alla modesta cifra di 16,500 Dollari.

jawa

– Maschera di Ciube indossata da Peter Mayhew

Solo un collezionista dal budget illimitato può fregiarsi di un lusso del genere: indossare con gli amici la maschera originale di Ciube e fare il verso del Wookie. Un anonimo ha acquistato all’asta la maschera indossata dal grande (in tutti i sensi) Peter Mayhew, e se l’è cavata con 172 mila dollari. Beato lui!

maschera chewbecca

macchina pavone

Le macchine più strane di sempre: viaggio nella follia a 4 ruote

Quando scegliamo una macchina, teniamo conto di molti aspetti: costo, consumo, praticità. Ma soprattutto, ci immaginiamo come sarà guidarla: le auto definiscono lo status di una persona, e guidare un’auto può farci sentire a nostro agio o totalmente a disagio.

C’è chi ama auto modeste, perché ama un basso profilo, chi invece vuole macchine potenti, rombanti, estroverse, perché ama distinguersi dagli altri.

Ma anche quello che gira con la Ferrari diventa uguale agli altri che guidano il Cavallino Rampante.

Che fare allora? Come essere unici? C’è chi spinge ancora oltre, e fa della provocazione sull’asfalto la ragione di vita.

Noi di Kijiji abbiamo selezionato le macchine più strane al mondo. Allacciate le cinture, non crederete ai vostri occhi.

8) La macchina-topo

macchina topo

Il proprietario di questo stupendo Maggiolone formato roditore dev’essere costato al proprietario non poca fatica. Il risultato è una macchina con tanto di soffice peluria sui cerchioni.

7) Macchina-pavone

macchina pavone

Una macchina per chi non ama farsi notare in mezzo al traffico. Un sogno per i corteggiatori, che possono emulare il colorato pennuto: quando una bella signorina cammina sul marciapiede…

…Ecco che il nostro guidatore può mostrare la mercanzia alla fortunata di turno. Lei non potrà resistervi.

6)Sand-Crawler

sand crawler

Se vi aggiraste per il pianeta Tatooine, sembrereste su un’utilitaria, ma dato che siete sul monotono pianeta Terra, forse un po’ ci rimarreste male. Direttamente dalla macchina dei Jawa, di Star Wars IV, ecco il modello che farà bruciare di invidia tutti i Nerd che incontrerete sul vostro passaggio.

5) Macchina a sfera

macchina sfera

Le sue forme sinuose e morbide la rendono particolarmente… tonda. Questa vettura sguscia via in mezzo al traffico, ma occhio alle discese ripide: potreste rotolare per un bel po’.

4) SmartTank

smartank

L’unica Smart in grado di sfondare le linee nemiche, di sorpassare (nel vero senso della parola) le auto nella congestione urbana, di invadere la corsia di emergenza. Entra di diritto tra le macchine più strane al mondo.

3)Becchino-dragster

becchino dragster

Con questa, sognatevi qualsiasi processione. La bara viene catapultata direttamente al cimitero, senza troppi fronzoli. Il modo più rumoroso per salutare l’Aldiquà.

2) Monster Smart

monster smart

“Il bello della Smart è che la parcheggi ovunque” vuole il luogo comune. Con questa, vi si apriranno gli abissi, potete starne certi.

1) Monster Bus: il re delle macchine più strane

monster bus

Il Monster Truck rappresenta l’American Dream come poche altre cose: esibizionismo, spettacolo, distruzione, gigantismo, motori. Se unisci un Monster Truck all’altro sogno Americano, quello della famiglia per bene nel tranquillo Midwest, otterrai questo.

megatron

Transformers: giochi ed emozioni robotiche dagli anni 80 ad oggi!

Poche cose rappresentano l’immaginario collettivo giapponese come i Transformers: Robot, alieni, fumetti, giocattoli, videogame, cartoni animati…

Oggi esce nelle sale italiane il quarto film della fortunata serie di robot multiforme: Transformers 4: L’era dell’estinzione, atteso con impazienza dai fan italiani dopo due settimane dalla proiezione negli schermi statunitensi, e si prospetta come uno dei più spettacolari di sempre.

Forse i nuovi film, di produzione americana, possiedono meno l’aspetto nipponico che gli animava in principio, ma nella trama ancora emergono alcuni tratti tipici del cinema fantascientifico giapponese: forze misteriose, scoperte tecnologiche, minacce a megalopoli, grattacieli sradicati… come nel miglior Gojira.

Ma questi Transformers, da dove vengono? Riscopriamo insieme le tappe più importanti della saga!

La Storia dei Transformers

Tutto nasce nel lontano 1984, quando la casa produttrice di giocattoli Takara progettava una nuova linea di giocattoli: si trattava di oggetti umanoidi in grado di trasformarsi.

Oltre a ingegnose tecnologie che rendevano la metamorfosi del giocattolo semplice ma spettacolare, c’era poco altro. Fu allora che la Hasbro ci costruì attorno una storia, dando un’anima a questi robot.

Nacque quindi la storia di Optimus Prime, leader degli Autobots, robot alieno che proviene dal pianeta Cybertron.

Optimus Prime è un robot di dalla corazza di metallo ma dal cuore d’oro, il cui obiettivo primario è la salvaguardia degli abitanti della Terra. La prima minaccia contro cui combatte il nostro eroe sono i Decepticon, guidati dal potente Megatron.

Megatron è il classico eroe prestato e tentato dalla malvagità: la narrativa, da Satana a Darth Vader, è ricca di personaggi buoni ma avvelenati dalle manie di potenza.

Appartenente alla casta oppressa dei Kaon, Megatron guida una rivolta contro l’oppressione, per la libertà e l’autodeterminazione dell’Universo. Ben presto, la fama e il potere lo accecheranno, e lo porteranno a diventare uno spietato tiranno con in mente un solo obiettivo: la distruzione di Optimus Prime, suo vecchio amico.

Il grande lancio avvenne in coincidenza con la serie dei cartoon, che furono in parte sceneggiati dalla Marvel, che in materia di supereroi ha un po’ di voce in capitolo.

Il successo fu enorme, e come era naturale arrivò il lungometraggio: era il 1986 quando usciva Transformers: The Movie.

Ambientato nel futuristico e apocalittico DUEMILACINQUE, la storia si inserisce tra la seconda e la terza serie TV. Il doppiaggio americano vantava un cast stellare: (Leonard Nimoy (Dr. Spock di Star Trek), Eric Idle (membro dei Monty Python) e il grandissimo Orson Welles.

Il successo fu così spumeggiante che la Marvel iniziò a produrre anche i fumetti.

Una classica auto-citazione in stile Marvel: Megatron si trova a sfidare il leggendario Spider-Man.

Una classica auto-citazione in stile Marvel: Megatron si trova a sfidare il leggendario Spider-Man.

Gli anni 90 furono per i Transformers il periodo di maggiore riposo per il franchise robotico.

Mentre negli States sembrava che si fossero definitivamente arrugginiti, in Giappone il successo si perpetuò, senza esplosioni ma con devoto amore dei fan nipponici.

Qui infatti, la produzione di manga e giocattoli fu costante.

Nel 2004 la Dreamwave presentò infine una nuova serie di fumetti, che sale immediatamente in testa alle classifiche. Gli alieni metallizzati erano tornati.

I film

Gli anni ‘00, grazie alle nuove tecnologie in materia di effetti speciali, hanno visto la rinascita dei film ispirati alle serie fumetti Marvel: Spider-Man, X-Men, Daredevil…

Don Murphy, produttore cinematografico, stava pensando all’adattamento sul grande schermo di G.I. Joe: lo scoppio della guerra in Iraq rendeva l’argomento troppo ostico per il grande pubblico, e decise di spostarsi sulla saga robotica.

Stephen Spielberg divenne il produttore esecutivo, e costruì intorno a sé un gruppo di giovani registi e sceneggiatori fantascientifici. Dopo molte difficoltà produttive, il film vide la luce nel 2007, e fu la definitiva consacrazione dei Transformers nell’olimpo degli eroi Marvel.

Nel 2009 esce il secondo film, la vendetta del Caduto, che vede il ritorno nel cast non solo di Megatron, ma anche di Megan Fox, attrice che è diventata celebre proprio con la prima pellicola.

Nel Mondo, questo film dominerà i botteghini con un incasso superiore ai 830 milioni di dollari.

A due anni di distanza esce poi il terzo, che ottenne persino 3 Nomination agli Oscar, per effetti speciali e sonoro. Mica male per una serie cinematografica che non doveva nemmeno nascere!

I videogiochi Transformers

Come ci hanno abituati, i film vengono accompagnati dall’uscita dei videogiochi. Non tutti sanno però che il primo videogame risale al lontano 1987, ed è Transformers: the Headmasters.

Questo videogame in 2D, a essere onesti, non è il gioco più divertente della storia: nemici tutti uguali, limitatissima longevità, e una noia che assale il giocatore dopo pochi minuti.

Più riuscito è senza dubbio Transformers: The Game, uscito per Xbox, Wii e PS3. Un gioco che permetteva di stare con i buoni e giusti Autobots, o con i cattivi ma affascinanti Decepticons.

Coincidente con il film, uscì Transformers: La vendetta del caduto, che dava il lusso al giocatore di scegliersi non solo la campagna buoni-cattivi, ma anche di far proseguire la storia, tramite missioni non lineari.

Il migliore, secondo gli esperti, rimane War for Cybertron, uscito nel 2010. Ambientazioni più ricche e un gioco più complesso l’hanno reso il più amato dai fan.

Il successo del precedente fu bissato da un seguito, che diventerà un altro grande classico: Transformers: la caduta di Cybertron.

Gadget e affini

In trent’anni di storia, il franchise attorno ai Tranformers è cresciuto attorno a moltissime voci diverse. Non dimentichiamoci però che i Transformers nascono prima di tutto come giocattoli: alcuni di essi sono delle vere chicche per i fan, che sono disposto a fare i salti mortali per aggiungerli alla loro collezione.

Su Kijiji, trovate delle rarità anni 80, in alcuni casi gli ultimi pezzi rimasti in Italia: come la base di lancio URANIUS

transformers base uranius

o lo zaino

zaino transformers anni 80

Ci sono anche pezzi recenti, che però sono di fattura altissima e una tiratura limitatissima: i classici modellini che sono dei must per tutti i collezionisti!!

transformers megatron

 

 

 

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