Archivio mensile:giugno 2014

modelli game boy

Nostalgia Game Boy: storia della console cult degli anni 80 e 90

Potrebbe sembrare un oggetto forse pittoresco e sgraziato rispetto agli smartphone e alle consolle tra le dita adesso, ma è doveroso ricordare la rivoluzione che avvenne 25 anni fa nel mondo dei videogiochi: nel 1989 veniva lanciato sul mercato l’oggetto che più rivoluzionò il mondo del gioco portatile.

Il 21 aprile di quell’anno la Nintendo introduceva in Giappone una console che avrebbe avuto una popolarità planetaria. Il Game Boy ha infatti cambiato per sempre il modo di rapportarsi ai videogame di bambini, adolescenti e adulti.

game boy


Molto prima di “Candycrush Saga”e delle migliaia di giochi gratis che dominano il mondo degli smartphone, il Nintendo Game Boy fu il primo grande nome del videogioco portatile.

Altre grandi case avevano lanciato i loro prodotti portatili, come la Sega (il Game Gear) e l’Atari (il Lynx): nonostante la superiorità tecnica di questi due prodotti, l’unico portatile che è diventato un’icona pop quello di casa Nintendo!

Come spesso la Nintendo ha fatto nel corso della sua storia, decise di puntare su un prodotto più elementare ma economico, pratico e garantisse un divertimento prolungato: il Lynx poteva essere a colori, ma costava 189 Dollari, e richiedeva 6 pile che garantivano 5 ore di autonomia. Il Game Boy costava 89 Dollari, e durava 12 ore con l’utilizzo di solo 4 batterie.

Il Game Boy in principio veniva venduto in bundle con un gioco più famoso: il sovietico Tetris, inventato dal grande programmatore russo Aleksej Pazitnov.

Il tema di Tetris meritava da solo l’acquisto del Game Boy.

Veniva contemporaneamente messo in vendita anche un altro videogioco. Questo.

Era il 31 Luglio, e nel primo giorno venivano acquistate 40mila Game Boy in tutti gli States.

Game Boy Pocket (1996)

game boy pocket

Non paga del successo, 7 anni dopo la Nintendo realizza una versione più piccola, più leggera e che richiede solo due pile AAA. Il display, oltre che ingrandito, venne cambiato con un vero bianco e nero, contro il color “zuppa di piselli” che delineava le figure nel vecchio modello.

Tra i vari colori che uscirono, c’era anche quello con scocca trasparente, un pò in linea con i modelli di Swatch in voga in quegli anni.

Game Boy Color (1998)

game boy color

Ecco la grande innovazione che il mondo dei videogamers stava aspettando: un Game Boy con lo schermo a colori. Coloro che stanno sbadigliando, perché abituati al loro Iphone, sono pregati di pensare a quale cambiamento è stato per milioni di giocatori che avevano sempre visto Super Mario in bianco nero.

Il Game Boy Color garantiva di poter utilizzare i vecchi giochi monocromatici, e offriva ai programmatori di creare mondi più vari e complessi. Il Game Boy Color fu, nonostante l’industria dei videogiochi avesse fatto passi da gigante da quel lontano 1989, un successo planetario: successo che venne trainato da uno dei giochi più belli mai creati.

Un gioco di strategia che avrebbe creato attorno a sé un franchise pazzesco, che verrà ricordato come uno dei più grandi fenomeni degli anni 90: i Pokémon, e in questo video potete scoprire come arrivare alla fine della versione blu.

Game Boy Camera (1998)

La Nintendo non si stanca mai di creare nuovi prodotti, che possano far crescere il divertimento dei suoi fedelissimi. Per quelli dell’Iphone che stavano sbadigliando prima, vi diciamo che nel 1998 la casa nipponica inventò anche il vostro tanto amato selfie con Game Boy Camera…

https://www.youtube.com/watch?v=8phiDuZ8hpY

Questo era un accessorio incredibilmente innovativo. Non solo scattavi foto (nel 1999 entrò nel Guinnes dei Primati per essere la camera digitale più piccola del Mondo), ma le potevi stampare con Game Boy Printer.

Una volta scattata la foto, la potevi personalizzare con dei filtri. Un proto-instagram, insomma.

Con i suoi 119 milioni di unità vendute, Game Boy è una delle console più vendute della Storia. Come nessun altro, poi, ha rivoluzionato la storia degli accessori portatili. Molto dobbiamo a questo giochetto inventato nel lontano ’89 da un solerte giapponese, dipendente della Nintendo, di nome Gunpei Yokoi. Buon quarto di secolo, Game Boy!

robocop

Robocop: storia di un cyborg anni 80 che amava la giustizia

Il 2014, dopo tanti rimandi e tribolazioni, è stato l’anno di uscita del remake dello storico, indimenticato (e inimitabile) Robocop-il futuro della legge, film d’azione del 1987 diretto da Paul Verhoeven, e passato alla storia come una delle icone del florido mondo fantascientifico degli anni 80, e non solo.

La nascita di un mito – 1987

https://www.youtube.com/watch?v=hLd1v2O8u7o

Detroit, in un futuro non troppo lontano. L’agente Alex Murphy, durante un inseguimento, viene brutalmente mutilato e ucciso da un gruppo di criminali.

La multinazionale Omni Consumer Product già da tempo sta progettando un cyborg con i compiti di mantenere l’ordine pubblico, in una città in cui la criminalità dilaga a livelli mai visti prima: utilizzando i resti del fu Murphy, costruiscono un robot con compiti da pattugliamento.

L’innocente agente si trova resuscitato in un corpo e in una mente non sua: nel cervello di Murphy vengono integrate delle informazioni robotizzate, che seguono questi precetti “Far rispettare la legge” “Proteggere gli innocenti” e l’Orwelliano “Ordine pubblico totale”. Alex Murphy rinasce, ma in una corazza di titanio senza pensiero e sentimenti. È Robocop, lo “sbirro robotico”.

Mettetelo dentro.

-e il capo d’accusa?

-è un ammazzasbirri.

(Robocop- il futuro della legge)

Di poche parole, lapidario nelle sentenze, Robocop ha modi bruschi, un passo lento e ferroso dovuto a una corazza antiproiettile. Il poliziotto perfetto: esegue ordini che fanno rispettare la legge. Prototipo riuscito.

Avviene però un imprevisto che la OCP non aveva calcolato: a poco a poco, Alex Murphy torna ad emergere nella mente del cyborg, e inizia a provare sentimenti positivi, come l’amicizia, e negativi, come il desiderio di vendetta: contro i suoi assassini e il proprietario della OCP.

Avvolto da una cupa ironia, Robocop è un film attorniato da quest’aura oscura, costruito in futuro ragionevolmente plausibile. Il messaggio che ne esce è positivo: Il coraggio trionfa sul male, e il semplice servilismo viene distrutto davanti alla morale e al pensiero.

Kurtwood Smith trasmette un’incredibile intensità al ruolo di Clarence  Boddidcker: la famosa scena dello sputo di sangue alla centrale di polizia fu improvvisata dall’attore, che piacque al regista e la volle tenere nell’originale.

Verhoeven rovescia il futuro di Blade Runner: nel film di Ridley Scott, il protagonista è un cacciatore di robot; in Robocop, il robot dà la caccia agli uomini, che con il loro comportamento seminano ingiustizia e criminalità.

Il successo

Il film trovò apprezzamenti nella critica, notoriamente scettica contro gli action movie. Ciononostante, il favore maggiore lo ottenne tra il grande pubblico: il film venne amato da i fan dei film d’azione e da quelli di fantascienza.

Attorno a Robocop iniziò a girare un franchise uguali, che con il remake di quest’anno è tornato in auge anche tra le pagine di Kijiji.

action figure robocop

robocop gioco in scatola

pistola robocop

I seguiti

Tre anni dopo il primo film, uscì il seguito, Robocop II. Nel 1993, uscì il terzo, Robocop III. Ma non è finita qui!

Robocop-la serie è il telefilm che si ispira ai film: i personaggi però risultano edulcorati, dato il pubblico giovanile a cui la serie tv è destinato. La OCP è composta da tontoloni, e Robocop non usa quella che è la sua forza primaria: la violenza.

https://www.youtube.com/watch?v=9WXvaRHgesE

Qualcuno di voi si ricorda del cartone? La sigla funky cantata da Massimo Donati è una delle più originali di sempre. Il cartone umiliava un po’ il povero eroe robotizzato, ma non è  l’unico personaggio del cinema o della TV a essere passato sotto la mannaia del disegno animato. Se persino Mr. T ha una sua serie cartonata….

Le ultime notizie ci parlano poi di un Robocop sta diventando pure una statua di bronzo! La città di Detroit elogia infatti il suo salvatore nella maniera più nobile: per ora questo colosso da 3 metri è in via di costruzione. Se ci dovessero essere aggiornamenti, vi informeremo tempestivamente.

robocop statua

 

 

 

 

Kijiji non ha prodotto questi video e non è affiliato coi suoi produttori. Kijiji non garantisce e non è responsabile per l’accuratezza e l’affidabilità di qualsiasi affermazione fatta o implicata nei video. Ogni riferimento a individui, prodotti commerciali o marche non costituisce o implica un supporto, affiliazione o sponsorizzazione da parte della marca verso Kijiji.

mercedes sl 550 roadster

Mito Cabrio: Le 10 auto decappottabili più irresistibili

Cosa è meglio di lasciare che il vento soffi tra i vostri capelli (chi ce li ha…) mentre la vostra decapottabile romba sulla strada?

Rispetto ai primi modelli che hanno solcato l’asfalto, le cabrio di oggi sono più vistose, più veloci e più adattabili al clima inclemente.

Dalle super lussuose alle raffinate, le cabriolet portano la guida a uno stadio superiore di godimento.

Inforcate gli occhiali da sole, fregatevene della pettinatura e scoprite le 10 migliori auto decappottabili!

10) Fiat 500  Abarth Cabrio

photo Dave Humphreys

fiat 500 coupe

La Cinquecento Abarth è una versione fortemente rivisitata dell’originale modello: questo piccolo bolide della casa di Torino è stato modificato anzitutto nella carrozzeria, migliorando così l’aerodinamica: i maggiori cambiamenti li vediamo nelle minigonne ingrandite, le prese d’aria e il paraurti allargati. Sono accorgimenti necessari a una macchina con 165 Cv di potenza!

9) Mercedes-Benz SL550 Roadster

mercedes sl 550 roadster

Questa vettura dà al guidatore il meglio di due mondi: quello della performance sportiva e del confort, in uno studiato mix. La macchina provvede a una guida morbida e a un ricco armamentario di optional, tra cui l’intrigante Airscarf, che permette di guidare con la cappotta abbassata anche quando fa freddo. La SL550 è studiata per un divertimento d’alta classe e d’alto rendimento.

8) Audi s5 cabriolet

audi s5 cabrio

Questa veloce Soft-Top è senza dubbio in grado di portarti dal punto A al punto B in fretta, ma con una macchina così piacevole da guidare, a volte si sceglie intenzionalmente di prendere la strada più lunga. L’Audi S5 Cabrio garantisce una potenza di 245 kW, dati da sei cilindri, e raggiunge i 100 orari in 5 secondi.

7) Wolkswagen Beetle TDI Cabrio

new beetle cabrio

La Beetle dà un immagine dignitosa a un’icona del passato, ma è minuziosamente moderna in aree importanti quali le funzioni e le performance. Con un design di alta classe e degli interni funzionali, ha un motore da 101 CV.

6) MINI Cabrio

mini cabrio

Ci sono alcune macchine che appaiono completamente diverse dalle altre sulla strada, perché attraggono prima di tutto per il loro style brillante. Una macchina può essere quella presentata precedentemente, e la MINI Cooper è un’altra di questa categoria. Ma oltre all’aspetto esteriore, nasconde delle perfomance niente male: è trainata da 168 cavalli. Il tettuccio convertibile è totalmente convertibile,basta schiacciare un bottone.

5)Jaguar E-Type 1970

jaguar e type

Parliamo ora di una macchina leggendaria, un fiore all’occhiello della casa di Coventry: ricordata da molti come la vettura di Diabolik, la E-Type per 10 anni fu all’avanguardia dell’ingegneria automobilistica britannica. Montava un motore di 4235 cm3, che dava una potenza di 250 CV. Uscita dalla magica penna di Malcolm Sayer, resta abbastanza eloquente il commento di Enzo Ferrari: “la macchina più bella mai costruita”.

4)Maserati GranCabrio

maserati grancabrio

Uno dei segni della rinascita del Tridente, la GranCabrio è la versione decapottabile della GranTurismo, la prima a 4 posti della storia della Maserati.

Disegnata da Pininfarina, il telaio possiede le caratteristiche aerodinamiche delle F1, con un Coefficiente di resistenza all’aria pari a 0,35. Il motore è un 4,7 litri, composta da 8 cilindri che si dispongono secondo l’innovativo albero a 900. La velocità di punta è 285 Km/h.

3) Bmw M3 Convertible

bmw m3 convertible

Usando la Serie 3 come modello di ispirazione, l’evoluta M3 è composto da un massiccio motore 4 litri, 414 CV V8, che le permette di raggiungere i 100 orari in 4,9 secondi. Un avanzato sistema di frenata e sospensioni sportive regolabili sono le chicche finali a questo sono convertibile.

2) Porsche Turbo Cabrio

porsche turbo cabrio

Persino il tettuccio è veloce: raggiunge i 50 Km/h! 520 CV, il motore è in grado di produrre 6500 rpm. I puristi preferiscono, ovviamente, la Coupé, ma per quelli che fantasticano di assaporare l’aria ai 320 orari, questa Porsche cabrio fa al caso loro!

1) Cadillac Eldorado 1959

cadillac eldorado

Ci ha fatto sognare in tanti film, ci ha affascinato per la sua mole, le sue pinne aggressive, i suoi dettagli cromati: La Cadillac Eldorado del ’59 è una di quelle macchine che non avrebbe dovuto smettere di essere prodotta. Questo cetaceo pesa 2400 kg, e montava un motore da 6,4 l. Una curiosità di questo mito americano: è più italiano di quello che sembra. Fu disegnato da Pininfarina, ed era assemblato a mano in Italia!

Disegna Kijiji: la vignetta di Andrea Bersani

tarlo 72

 

Siamo felicissimi di poter pubblicare la vignetta di Andrea Bersani, che ha deciso con simpatia di partecipare a Disegna Kijij.

Andrea è un bravissimo illustratore e grafico che ha una passione per la satira e lo humour, cosa che lo ha portato a pubblicare le sue vignette satiriche su tantissimi giornali e fanzine.

Se ancora non lo conoscete vi consigliamo di fare un salto sul suo sito www.andreabersani.it e scoprire le sue ironiche vignette di satira politica e attualità 🙂

disegna_kijiji_6Noi lo ringraziamo per aver partecipato e invitiamo tutti voi, disegnatori professionali o a tempo perso, a partecipare al nostro progetto inviando il vostro lavoro a kijiji@fullpan.it

 

 

Infografica: come cambia il mondo del pallone…

infograficacalciatoriSiamo tutti commissari tecnici, lo sappiamo.

Per questo, in vista della sfida di domani con l’Uruguay vi presentiamo questa infografica sviluppata con i dati del Guardian alla fine del 2013.

Molti dei giocatori elencati nei  top 100 sono caduti in disgrazia da allora, altri stanno emergendo proprio in questo mondiale. Ciò che soprattutto sorprende e’ quanto rapidamente cambino i rapporti di forza nel calcio.

Al di là dei soliti noti, che infatti guadagnano cifre astronomiche, ci sono tanti ottimi giocatori che salgono e scendono alla velocità della luce. Alcuni di loro non sono nemmeno stati selezionati per il mondiale.

Sei curioso adesso? Allora leggi l’infografica sugli stipendi dei calciatori

giochi senza frontiere

Nostalgia Giochi senza Frontiere

Nelle lunghe afose serate estive, il tubo catodico non offre molto: se non ci sono i Mondiali di calcio, o il documentario del Giovedì, il palinsesto ci fa sbadigliare.

Un tempo, però, tutti noi ci emozionavamo sentendo questa epica introduzione:

Il tema dell’Eurovisione ci emozionava perché capivamo che subito dopo sarebbe arrivata la sigla più bella dell’estate.

Stiamo parlando del rimpianto Giochi senza Frontiere, fortunata Olimpiade alternativa che purtroppo ha chiuso i battenti nel 1999.

Giochi Senza Frontiere era una trasmissione televisiva che veniva trasmessa in quasi tutta Europa: in essa, diverse nazioni si sfidavano attraverso giochi di abilità, forza fisica, equilibrio, velocità e intesa tra i propri compagni di squadra. Le squadre di ogni nazione provenivano, ogni volta, da una città o cittadina diversa, e nella puntata finale.

La storia

I Giochi Senza Frontiere, vista la loro popolarità, furono dei trainanti dell’unificazione dell’Europa. E non stiamo esagerando!

Quando ancora l’Unione Europea era piccola e giovane, il presidente francese Charles de Gaulle teorizzò un torneo in cui Francesi e Tedeschi si sarebbero dovuti sfidare in un clima di fratellanza e di pace: un modo per avvicinare due popoli che ancora soffrivano delle profonde ferite delle due Guerre.

L’idea fu allargata: e non a caso, a parteciparvici fin da subito furono i paesi che più credevano nello spirito di fratellanza europea: Belgio, Francia, Germania Ovest, e la nostra Italia. Così nasceva Jeux sans frontières.

Nel 1965 si svolse la prima edizione dei Giochi: da lì in poi, fu un successo travolgente in tutta Europa. Nel 1977 in Italia una puntata raggiunse la cifra record di 17 milioni di telespettatori, stima sicuramente al ribasso: cifre così le raggiunge la Nazionale di Calcio in finale.

L’Italia è l’unico paese che ha partecipato a tutte le edizioni dei Giochi senza frontiere, e ha vinto 4 edizioni: solo il fortissimo Portogallo, con 5 edizioni aggiudicate, ha fatto meglio. L’Italia è anche il paese che si è speso di più per la continuazione del programma: le ultime edizioni furono giocate a Torino, Trento e Isola di Capo Rizzuto. Catania e Rosolina si sono offerte volontarie per ospitare i Giochi in futuro, se mai si vorrà giocarle di nuovo…

I giochi

Portare un oggetto e/o il maggior numero di concorrenti da una parte all’altra di un luogo, attraversando acqua, piste insaponate, o muovendosi su catafalchi che rendono la locomozione un’impresa titanica.

Ogni puntata, fino alla edizione del ’95, veniva svolta in una città europea diversa: a partire da questa ragione, i giochi avevano come tema la storia della città, e prima di ogni scontro il presentatore introduceva il fatto storico a cui il gioco si ispirava. I concorrenti, di conseguenza, venivano conciati a tema: Legionari romani, cavalieri (e cavalli) normanni, circensi, pirati…

I giudici

Detta così sembra una scemata, ma i Giochi erano molto seri: i giudici di gara erano fiscalissimi, le regole erano ferree e non lasciavano adito a interpretazioni del caso. Gli arbitri principali, coloro che davano il fischio d’inizio, erano due svizzeri, che si erano fatti le ossa dirigendo partite di hockey su ghiaccio: i leggendari Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi. Quando la trasmissione venne ripresa nel 1988, li sostutuì il non meno carismatico Denis Pettiaux, il belga che molti di noi ricordiamo per il suo florido baffo sotto cui partiva il fischio d’inizio.

Vi ricordate la formula che pronunciavano?

Il ritorno

Da quando il programma ha chiuso i battenti, in tanti lo rivogliono, in tutta Europa. Più volte si sembrava si fosse sul punto di ricominciare: l’anno in cui sembrava tutto fatto era il 2001, ma il progetto si sgonfiò per mancanza di fondi.

Noi Italiani siamo stati sempre tra i più grandi fan di GSF, e la nostra voglia non si è arrestata neanche dopo 15 anni: si è pensato a un’ edizione tutta italiana, secondo quello spirito campanilistico che contraddistingue noi abitanti dello Stivale.

Dal 10 al 14 Luglio a San Felice Circeo (provincia di Latina) si terrà “il Borgo gioca”, quarta edizione di un torneo che cerca di saziare la nostra edizione dei Giochi. Magari è una buona scusa per andarci in vacanza

 

Kijiji non ha prodotto questi video e non è affiliato coi suoi produttori. Kijiji non garantisce e non è responsabile per l’accuratezza e l’affidabilità di qualsiasi affermazione fatta o implicata nei video. Ogni riferimento a individui, prodotti commerciali o marche non costituisce o implica un supporto, affiliazione o sponsorizzazione da parte della marca verso Kijiji.

Disegna Kijiji: intervista a Mr Myeo

Myeo-kijiji

 

Questo è il modo in cui Mr Myeo ha deciso di rappresentare Kijiji e il mondo degli annunci online 🙂
disegna_kijiji_6Puoi farlo anche tu, partecipando alla nostra iniziativa Disegna Kijiji. Basta inviare una vignetta che esprima o rappresenti il mondo delle inserzioni online e dei siti come Kijiji e noi la pubblicheremo sul blog! Scrivi a kijiji@fullplan.it

E se ti serve ispirazione leggi l’intervista al mitico Mr Myeo!

Nome e Cognome o nome d’arte
Mr. Myeo…ma anche semplicemente Myeo, è più informale

Professione
Un po’ di tutto e un po’ di niente

Sito web
http://mrmyeo.blogspot.it

Presentati in 5 righe
Ehm…dannazione: non ne sono molto capace! Bhe, Io sono Myeo (e questo si era già capito mi pare) e sono un piccolo ragazzo per metà gatto. Ho due grosse orecchie e una coda morbidosissima e questa mia condizione mi fa un po’ essere a disagio in questo mondo perché molte cose non le capisco. Racconto la mia vita in questo blog, a volte cambiandola un pochino giusto per renderla un po’ più divertente 😉

Come nasce il tuo amore per il fumetto?
Fin da cucciol…ehm…fin da piccolo. Prima ancora di saper leggere rimanevo rapito dai vari giornalini pieni di figure colorate e personaggi bizzarri.

Qual è il tuo personaggio più riuscito? Descrivilo.
…beh, direi me stesso! XD Anche se in realtà il confine tra Myeo e me a volte è così labile che sembra non esserci (e da come sto rispondendo penso si noti XD).

Qual è il tuo personaggio preferito?
A dir la verità, non ho un solo personaggio preferito. Leggo tantissimi fumetti ed ognuno ha una scintilla di genialità che mi attira. Direi che i due “personaggi” a cui sono molto legato per il mio blog sono Eriadan, che mi ha dato lo spunto per iniziare questa mia avventura e da cui ho preso ispirazione, e Zero Calcare, perché la sua genialità mi lascia ogni volta senza parole.

Segui le avventure di Mr Myeo!

jude law vespa

La Vespa e il grande schermo: le migliori apparizioni al cinema di un mito italiano

Non è la prima volta che vi parliamo di icone italiane nel mondo: in particolare, è piuttosto immediato associare il made in Italy con i motori.

Oggi però non vogliamo parlarvi di auto rombanti, carburatori tuonanti, pistoni fragorosi: ma di piccoli, piacevoli ronzii. Stiamo parlando ovviamente della Vespa.

Dallo storico giorno del suo lancio, nel 1946, il mito della Vespa non è mai tramontato. Simbolo di un’Italia che rinasceva dal Dopoguerra, ebbe un successo immediato, che valicò le Alpi e gli oceani. Un merito del successo della Vespa lo dobbiamo ai film, che le diedero una pubblicità enorme e favorì la creazione di un brand unico, associabile immediatamente all’eleganza del design e dello stile di vita italiano.

Rivediamo insieme i film, italiani e non, in cui compare il capolavoro della Piaggio!

8) 007 Octopussy – Operazione Piovra

Questo film della serie 007 è ambientato in gran parte a Varanasi, in India. Qui James Bond (interpretato da Roger Moore) si ritrova in un folle inseguimento tra le viuzze della città a bordo di un “tuk-tuk”, la tipica Vespa modificata a mo’ di risciò.

7) Respiro

Nella location idilliaca di Lampedusa, Respiro riguarda la storia di una madre che viene accusata di follia dalla popolazione che è stufa delle sue bizzarrerie. Valeria Golino interpreta una donna quantomeno eccentrica: in una scena, nuota seminuda in mare, in quella successiva è rannicchiata in lacrime. Inutile dire che la Vespa è il mezzo con cui la bravissima Golino si muove costantemente per l’isola.

6) Alfie

Fortunato remake dell’originale degli anni 60, è una commedia romantica, in cui Jude Law se la cava nel sostituire l’immenso Michael Caine dell’originale. Alfie è un autista casanova, che si intrattiene romanticamente con più donne contemporaneamente. Da perfetto latin lover, gira per le strade di Manhattan con una stupenda Vespa bianco-blu.

5) American graffiti

Primo grande successo di George Lucas, è un film intramontabile per il suo spirito malinconico, e per lo spirito autobiografico può essere considerato un Amarcord Hollywoodiano.

La storia si snoda seguendo le vicende di 4 ragazzi nell’America degli anni 50 e 60, i loro destini che si sfiorano per poi ridividersi. La nostalgia pervade il film, ed è una delle poche pellicole americane in cui quest’epoca non viene dipinta con retorica zuccherina.

4) Jessica

Commedia poco conosciuta al grande pubblico: un’americana si ritrova a vivere a Forza d’Agrò, un piccolo paese nel Messinese. I suoi modi di fare moderni attirano le attenzioni degli uomini del borgo, e le donne, gelose, inizieranno uno sciopero alla Lisistrata. La bellissima Angie Dickinson guida per le strade di Forza d’Agro, ovviamente, una Vespa.

3) Caro Diario

Nell’immaginario collettivo, Nanni Moretti è su una Vespa mentre gira spensierato per i viali alberati di Roma. Questa immagine viene da Caro Diario, un film diviso in tre parti: la prima, chiamata in Vespa, vede il regista e attore viaggiare per i quartieri di Roma e della sua mente. In questo capitolo Moretti  ci offre pensieri caustici e provocatori sulla cultura radical-chic di Roma, sul cinema e sulla sua città.

2) Quadrophenia

Quadrophenia è il film che meglio ritrae l’interessante fenomeno che interessò l’Inghilterra di metà anni 60, in cui la Vespa e la Lambretta erano i padroni indiscussi: la subcultura dei mods. I mods erano giovani che condividevano la passione per la musica soul e ska, un determinato vestiario (il parka, una sorta di eskimo, era l’accessorio più celebre), e per gli scooter italiani, che venivano personalizzati con fanali e specchietti extra.

I mods in quegli anni si contrapponevano ai rockers,  che si ispiravano più alla cultura giovanile americana con giacche in pelle e motociclette.

Quadrophenia è un film ispirato all’omonimo album degli Who, in cui Jimmy, un giovane mod di Londra che affronta le difficoltà dell’ adolescenza, in lotta tra la ribellione e il disincato di una generazione. Jimmy, in realtà, guida una stupenda Lambretta Li150 Serie 3; ma un altro protagonista, Ace Face, interpretato da un giovane Sting, guida Vespa GS, con sei specchietti, schienale alto in pelle e cromature.

1) Vacanze Romane

Simbolo assoluto dell’immaginario italiano, questo film racchiude in sé molti simboli di quello che è (o forse, è stata) l’Italia. Audrey Hepbrun interpreta la principessa Anna, in visita a Roma. Qui conoscerà Joe, interpretato da Gregory Peck, che la farà evadere dalla sua prigione di cristallo e le farà vivere le emozioni delle persone comuni, facendole scoprire gioie che non conosceva. Roma è la cornice perfetta per questa fuga dalla finzione della principessa, nella suo bellezza antica antica e popolare.

La Vespa è il mezzo con cui Joe e Anna si muovono per la città: la scena di Audrey Hepburn che prova a guidare lo scooter, combinando guai per le vie di Roma, è diventata una delle più famose del cinema anni 50. Senza questo film, questo motorino della Piaggio non sarebbe mai diventata l’icona che è ancora in tutto il pianeta!

 

 

 

Kijiji non ha prodotto questi video e non è affiliato coi suoi produttori. Kijiji non garantisce e non è responsabile per l’accuratezza e l’affidabilità di qualsiasi affermazione fatta o implicata nei video. Ogni riferimento a individui, prodotti commerciali o marche non costituisce o implica un supporto, affiliazione o sponsorizzazione da parte della marca verso Kijiji.

Disegna Kijiji: intervista a Claudio Cardinali (Pulci)

Pulci - La Pulcetta nr. 39 - Occasioni V11 - Kijiji

A causa di questa vignetta ci è venuta l’ispirazione per l’iniziativa Disegna Kijiji.

disegna_kijiji_6

Di chi è la colpa? Di Claudio Cardinali, un simpaticissimo disegnatore italiano, padre di Pulci.

Se vuoi partecipare e vedere la tua vignetta sul blog di Kijiji inviala a: kijiji@fullplan.it
Nel frattempo conosciamo meglio Claudio Cardinali, che ci ha anche concesso un’intervista!

 

Nome e Cognome o nome d’arte
Claudio Cardinali

Professione
Impiegato

Sito web
www.pulci.org
claudiocardinali.blogspot.com

Presentati in 5 righe
Diplomato in informatica, nel campo del disegno sono autodidatta e, cosa fondamentale, sono automunito.
Il mio esordio su carta stampata risale al 1990, con La Settimana Enigmistica, una mia vignetta umoristica vince il concorso grafico: “Questo l’ho fatto io!”. Da allora non ho più smesso di disegnare. Il mio esordio su internet, invece, risale al novembre del 2002 con la pubblicazione del mio sito di caricature, ampliato poi con vignette di satira e con le strisce di Pulci, personaggio principale del mio sito.

Come nasce il tuo amore per il fumetto?
Da piccolissimo mi piaceva guardare le figure di Topolino. Poi, quando sono diventato più grandicello, c’è stata la fologorazione per i supereroi americani, l’Uomo Ragno su tutti. Infine, nell’adolescenza, mi innamoro delle strisce comiche e satiriche come: Linus, Andy Capp, B.C., Mafalda, Sturmtruppen, etc. E’ il genere che prediligo ancora oggi.

Qual è il tuo personaggio più riuscito? Descrivilo
Pulci, sicuramente. E’ un pulcino pestifero e stupido che, invece, si crede furbo ed intelligente. Nasce come contrapposizione ad un mio amore infantile: Calimero.

Qual è il tuo personaggio preferito?
Qui devo dare almeno due risposte. Rat-Man, di Leo Ortolani, è sicuramente il personaggio che attualmente preferisco per l’umorismo e le storie mai banali. Poi, c’è l’amore adolescenziale che sono le Sturmtruppen del grande Bonvi, strisce a cui mi sono ispirato ai miei esordi.

Seguitelo sul suo blog! 

scatman

Tormentoni anni 90: le 10 canzoni che ci ronzano ancora in testa

Tra una perturbazione rinfrescante e l’altra, l’estate in casa si ricorda per le tante gocciolanti sere passate davanti al televisore, con le finestre aperte sperando in un soffio di brezza… aspettando le vacanze, che non arrivano mai.

Ma fuori da quelle case, succede altro. Fuori c’è gente che ascolta la radio, che va al mare, che balla. Spesso al ritmo delle stesse canzoni.

Per qualche ignoto motivo (crediamo sia l’eccessiva esposizione al sole) la mente umana si offre più facilmente, in questo periodo dell’anno, a farsi rimbambire da qualche ritornello. Il fenomeno del tormentone nasce già negli anni 60, con i primi assalti alle spiagge degli italiani. L’ossessione tutta italica per le canzoni estive si perpetuerà negli anni 70 e 80: anzi, gli anni 80 ne definiscono definitivamente i canoni estetici.

Se si pensa al Tormentone Perfetto, potrebbe tranquillamente vincere Vamos a la Playa, del 1983: testo troglodita ripetuto all’ossessione, tema balneare, e l’uso della lingua spagnola, che dà all’insieme un gusto autentico e mediterraneo.

Se si riascoltano i tormentoni degli anni passati, qualcosa dentro di noi si accende: ognuno va a recuperare dentro di sé un particolare ricordo, uno stato d’animo, un’immagine. Ricordi belli e spensierati, perché legati all’ estate e alle vacanze al mare, o perché ascoltate quando si era più giovani e ribelli, o perché “eeeh, le canzoni di una volta…”. In una parola? Nostalgia.

In tema di anni 90, quando la nostalgia ci assale non fa prigionieri. Se poi si parla di estate anni 90, casca la lacrimuccia. Se poi si parla di tormentoni delle estati anni 90, ci sciogliamo come il burro lasciato nella busta della spesa a Ferragosto. Ah, Ferragosto…

10) Mare mare mare – Luca Carboni

Bisogna trovare una canzone estiva, quale parola si associa all’estate? Mare. Bene, metti questa parola tre volte nel titolo ed eccoti la canzone tormentone del 1992.

9) Barbie Girl – Aqua

Andiamo più avanti nel tempo, 1997. Questa canzone degli Aqua rappresenta gli anni 90 come poche altre, per la sua spensieratezza, per  i suoi colori saturi. Non si capisce a che punto il video diventi ironico o invece sia semplicemente un video del ’97.

8) Mambo No. 5 – Lou Bega

http://www.youtube.com/watch?v=CNlbPFHtnGg

La fortunata cover di Lou Bega è stata una hit in tutto il Mondo: il suo ritmo mambo jive è uno dei risultati più riusciti di canzone estiva. Il povero Lou ha provato a continuare la sua fama con altre canzoni, ma l’euforia collettiva per questo tedesco si spense con il ritorno alla vita di tutti i giorni.

7) I’m Blue – Eiffel 65

In un video futuristico, tra astronavi, alieni pixelosi e lotte a raggi gamma, gli Eiffel 65 infilano nella nostra mente un ritornello molto profondo: I’m blue, daba dee daba da. Caposaldo della cosidetta musica trash, aggettivo che da un po’ di tempo non è più considerabile uno dispregiativo. A voi (l’ardua) sentenza.

6)The summer is magic – Playahitty

L’estate è magica, come questa hit. Questa canzone è la colonna sonora perfetta del cinepanettone. Ascolti Playahitty, e non puoi che pensare a De Sica in una delle sue spassosissime gag in qualche discoteca di Ibiza. Impossibile resistere.

5) Marìa – Ricky Martin

Diciamocelo: Ricky Martin ci manca, ci manca da morire. I suoi occhi latini hanno steso milioni di attempate signore, che accorsero a iscriversi a balli latino-americani. Ringraziamo questo ragazzo portoricano, che ha svegliato in noi questo desiderio di bailar.

4) The rythm is magic -Marie Claire D’Ubaldo

Come detto precedentemente, la lingua spagnola ha un effetto sull’ Italiano al mare che sfugge alla comprensione. A incendiare la moda latina negli anni 90 ci pensò Leonardo Pieraccioni, con il successo de Il ciclone. Nella colonna sonora della pellicola tosco-iberica c’era pure questa canzone.

3) Macarena –  Los del Rio

Dai centri estivi, alle sagre e agli ospizi, La Macarena è stata insegnata e ballata a tutti. Un successo planetario, molti pensano che la storia si divida in prima e dopo La Macarena.

2) Haddaway – What is Love

Quando si ascolta questa canzone, si può ancora sentire il profumo dei fumogeni di bassa qualità, delle mille lire, delle corse sul tagadà, delle botte negli autoscontri. Che tempi ragazzi. Haddaway, grazie di esistere.

1) Scatman – Scatman John

Scatman John era un cantante jazz, che girava il mondo facendo lo squattrinato. Vendette l’anima al diavolo e fece una canzone dance, diventando multimilionario. Canzone perfetta, non richiedeva nemmeno di imparare il testo. Qualcosa simile al Popopopoo del 2006. Impossibile non associare questa canzone a Selvaggi, e alle peripezie di quella sagoma di Ezio Greggio.

 

 

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