Archivio mensile:novembre 2013

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Trovare lavoro in Inghilterra: possibilità realistiche per cervelli in fuga

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“Fuga di cervelli” è un’espressione ormai consolidata. Nell’ultimo decennio, è entrata – a nostro discapito – a far parte del linguaggio comune dei mezzi di informazione del nostro paese.

Purtroppo, però, questa non è soltanto una questione di retorica. Quella dell’emigrazione dei nostri connazionali è una parabola ascendente nella realtà ancor più che nei telegiornali. Dati recenti ci dicono che 78.941 italiani che se ne sono andati dallo Stivale nel corso del 2012, e che questa cifra è superiore del 30% al dato dell’anno precedente.

I numeri non possono che lasciare l’amaro in bocca a chi decide di restare: basti pensare che con gli espatriati dello scorso anno si potrebbe popolare una città delle dimensioni di Varese.

Ma oltre all’inevitabile impatto economico e sociale, quella della partenza dall’Italia è un fenomeno che porta spesso ad un miglioramento nelle condizioni di vita di chi decide di andarsene: ad esempio, il 75% dei manager che sono partiti si rivelano molto soddisfatti del nuovo lavoro oltreconfine.

Il fenomenale successo di questa offerta di lavoro come pizzaiolo in Germania è la dimostrazione che l’argomento è caldissimo. L’annuncio ha totalizzato oltre 15.200 visualizzazioni e, nelle ultime 72 ore, e oltre 250 risposte di futuri candidati disposti a trasferirsi all’estero.

Proprio per questo su Kijiji vorremmo cogliere l’occasione per essere di aiuto a chi decidesse di lasciare i confini nazionali, con una serie di articoli che faciliti il percorso di chi si appresta a cercare fortuna altrove.

Lavorare in Inghilterra

Prima nella nostra serie di guide sul lavoro all’estero è la Gran Bretagna: seconda destinazione Europea per gli emigrati italiani dopo la Germania, l’Inghilterra ha un certo appeal verso i più giovani, che spesso non trovano grossi scogli dal punto di vista linguistico.

Trovare un lavoro a Londra, o in altri grandi centri come Manchester e Bristol, è qualcosa che è reso ora molto più facile dai frequenti collegamenti aerei in linee low-cost e dalla snellezza delle procedure: per vivere e lavorare in Inghilterra non è richiesto alcun tipo di visto.

E altrettanto facile sarà trovare un appartamento, dato che l’unico documento richiesto è generalmente un passaporto. Sia la ricerca dell’appartamento che quella di un lavoro sono procedure che in Inghilterra cominciano su internet.

Il principale punto di partenza sarà la sezione “Flat share” (appartamenti in condivisione) di Gumtree, sito di riferimento per gli annunci online nel Regno Unito, dove è possibile visionare centinaia di alloggi in base a città, zona e inquilini.

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Basterà poi mandare una serie di messaggi per prendere appuntamento: come in Italia, non aspettatevi di trovare un appartamento al primo messaggio che inviate, quindi il consiglio è di prendere vari appuntamenti. Spesso i futuri inquilini vi terranno in considerazione per qualche tempo prima di comunicare se siete i prescelti per la camera: non perdete tempo, e continuate la ricerca anche mentre aspettata una risposta.

La seconda tappa sarà un conto in banca, per cui spesso avrete bisogno di una proof of address (prova di residenza): questa equivale a una bolletta, o qualunque lettera destinata al vostro recapito britannico con il vostro nome ben visibile. Se non disponete ancora di una prova di residenza, certe banche, tra cui LLoyds e HSBC, accettano più facilmente cittadini stranieri che ancora non ne dispongono.

Una volta sistemata banca e appartamento, sarete in una posizione migliore per creare un vostro curriculum secondo il modello locale e lanciarvi nel mondo del lavoro in Inghilterra.

Chi cerca lavoro in UK deve tenere a mente che il curriculum di tipo europeo spesso utilizzato in Italia non fa parte degli standard locali, e bisogna saper essere capaci di condensare tutte le proprie conoscenze professionali in una singola pagina. Non includete più di tre lavori nelle vostre esperienze, e siate coincisi nelle loro descrizioni. Una foto non è generalmente richiesta, ma non scordate di cominciare da una breve descrizione personale.

A prescindere dal lavoro per cui vi candidate, non scordate mai di scrivere una email di presentazione (cover letter) in cui parlate delle vostre capacità, accennate più in profondità alle vostre precedenti esperienze e spiegate per esteso e con originalità i motivi per cui vi integrereste bene nella possibile futura compagnia.

Scrivere una lettera di presentazione richiede comunque una certa dose di dimestichezza con la lingua, per cui accertatevi di farla controllare da qualche amico, ancor meglio se madrelingua, in caso non vi sentiate abbastanza sicuri del vostro inglese.

Infine, molto più che in Italia, per una carriera nel Regno Unito dovrete pensare a creare o raffinare la vostra presenza sui social network: Linkedin offre possibilità enormi per chiunque voglia creare una nuova rete di connessioni professionali in base all’ambito e presenta liste di lavori divisi per ambito, area e requisiti, mentre Twitter può allo stesso modo aiutarvi a seguire e contattare aziende basate nella terra d’Albione.

Trovare nuove offerte di lavoro a Londra grazie a un social è tutto tranne che impossibile: un motivo in più per aggiornare quei profili che forse in Italia non avevate usato più di tanto, ancora prima di staccare il biglietto per il Regno Unito.

2013, una fotografia sull’abbandono degli animali in Italia

Kijiji contro l'abbandono degli animaliNel 2012, in Italia, gli incidenti che hanno coinvolto gli animali sono 1.512, il 6% in più rispetto al 2010.

Secondo i dati distribuiti dal telefono amico Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) invece, soltanto a partire dal primo di agosto 2013 le chiamate per segnalare i cani abbandonati sono aumentate del 40% rispetto al dato relativo allo stesso periodo nel 2012.
Questa estate sono state 1.912 le segnalazioni di avvistamenti di cani abbandonati o randagi, con 86 telefonate il giorno di ferragosto. Un fenomeno che cresce vertiginosamente, quello dell’abbandono animali, nonostante le campagne di sensibilizzazione. E i dati ufficiali del 2013 non sono ancora completi.

Quella dell’abbandono è una pratica che non riguarda solo cani e gatti: un altro trend sono le tartarughe, allontanate a causa dell’aumento delle dimensioni, l’attrezzatura necessaria, la pulizia dell’acqua.

Kijiji, annunci cani e gatti

Si può cambiare la situazione? Vale la pena provarci.

 

Kijiji sostiene l’ENPA e tutte le associazioni che lottano ogni giorno contro l’abbandono degli animali e il randagismo. Se anche tu vuoi aiutarci, puoi appoggiare il nostro progetto di sensibilizzazione e condividere sul tuo blog o sito il nostro badge:

 

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Bruce Lee: la parabola del re delle arti marziali

bruce lee action figure

Le discipline di arti marziali sono tantissime: dal taekwondo al jujitsu, dal karate alla muay thai, non ci sarà mai un comune accordo su quale sia la migliore.

Ma esiste un solo nome capace di suscitare il rispetto dei seguaci di ogni disciplina, così come di milioni di fan sparsi per il mondo che magari le arti marziali non le hanno mai praticate.

Stiamo parlando del compianto maestro Bruce Lee, una vera e propria leggenda sia del mondo del cinema che di quello delle arti marziali, un’icona della pop culture che oggi compirebbe 73 anni.

Bruce Lee è nato infatti il 27 novembre del 1940 (anno del Dragone secondo lo zodiaco cinese) a San Francisco, da genitori provenienti da Hong Kong. Le sue vicende nell’arco della sua breve vita, unite alla sua morte inaspettata a soli 32 anni, hanno contribuito a garantirgli un posto tra i più grandi attori e combattenti di sempre.

Per poter apprezzare le incredibili doti atletiche di Bruce Lee oggi è necessario guardare uno dei suoi pochi ma leggendari film da protagonista. Ma in realtà la sua grandezza deriva soprattutto da quello che è riuscito a fare come maestro di arti marziali al di fuori del set, imponendosi come una personalità unica, difficile da riassumere in poche parole.

Seppure di famiglia ricca, Bruce Lee crebbe nei quartieri degradati di Hong Kong, e fin da piccolo finì spesso coinvolto in risse da strada. Per imparare a difendersi, il giovane Bruce iniziò a prendere lezioni di Wing Chun, una variante del kung fu, dal famoso maestro Yip Man.

Nel frattempo Bruce imparava i rudimenti di altre arti marziali orientali come il judo e il jujitsu, nonché di discipline occidentali come la boxe e la scherma. In quegli anni ebbe inizio anche la sua carriera nel cinema: fin da bambino il padre, un famoso attore, lo fece comparire in diverse sue produzioni.

A 18 anni Bruce si trasferì in America, dove iniziò a insegnare una sua interpretazione personale del kung fu, quella che poi col tempo si sarebbe evoluta nell’arte marziale conosciuta come Jeet Kune Do.

Il Jeet Kune Do rappresentava la piena espressione della filosofia di Bruce Lee, e del suo modo di intendere le arti marziali. Il nome letteralmente significa “il modo di intercettare i pugni”, ed è una disciplina che incorpora elementi di tutti gli altri stili di combattimento: il JKD è basato sul principio che le lotte corpo a corpo non debbano seguire uno stile troppo restrittivo, e che il combattente debba essere fluido e adattabile “come l’acqua”.

Oltre ad essere un maestro indiscusso delle arti marziali, Lee sviluppò anche una sua personale filosofia, che metteva in primo piano l’allenamento costante e uno stile di vita regolare. Anche per questo Bruce Lee arrivò ad un livello di definizione del suo fisico considerato tra i più alti al mondo.

E non dimentichiamo poi la sua incredibile abilità con i nunchaku…

Parte della leggenda di Bruce Lee è dovuta alla sua morte prematura, avvenuta a soli 32 anni. La causa ufficiale è quella di un edema cerebrale dovuta ad una reazione allergica, anche se negli anni sono nate innumerevoli speculazioni e teorie del complotto al riguardo.

La fama di Bruce Lee oggi è dovuta principalmente ai suoi film, che sono considerati dei veri cult, e che negli anni ’70 contribuirono pesantemente a far conoscere e a far nascere la mania delle arti marziali cinesi in tutto l’Occidente.

La sua prima apparizione sullo schermo fu con la serie cult americana “The Green Hornet”, prodotta tra il 1966 e il 1967, in cui interpretava l’assistente del protagonista Kato. Successivamente Lee si spostò a Hong Kong, dove interpretò 4 film da protagonista che ne cementarono in modo indelebile la leggenda in tutto il mondo.

Oltre a questi film, va aggiunto anche “L’ultimo combattimento di Chen”, film di cui Lee girò solo poche scene, che venne fatto uscire nel 1978 con vari sosia a rimpiazzarlo nelle parti rimanenti. Un’operazione commerciale che si inseriva nel filone della “Bruceploitation”, la corrente di film di Hong Kong che utilizzavano sosia di Bruce Lee per attirare il pubblico.

Questi sono i 4 film da protagonista girati da Bruce Lee, tutti reperibili nella sezione Film di Kijiji:

IL FURORE DELLA CINA COLPISCE ANCORA (1971)

Nonostante il titolo, questo fu il primo film prodotto a Hong Kong con Bruce Lee come protagonista. Come in tutti gli altri del film del filone, la trama non ha molta importanza, è un elemento di secondo piano rispetto ai veri momenti clou: le scene di combattimento. In questo spezzone possiamo vederne una delle migliori, in uno dei classici scontri “Bruce contro tutti”:

http://www.youtube.com/watch?v=wQhyDhi3TB0

DALLA CINA CON FURORE (1972)

In questo film compare uno dei temi fondamentali della filmografia di Bruce Lee: quello del nazionalismo, e la contrapposizione tra i perfidi e crudeli giapponesi, e i poveri ed oppressi cinesi. Qui lo scenario è la dominazione giapponese di Shanghai del primo ‘900, in cui le due diverse culture e tradizioni di arti marziali si scontrano, come è chiaro da questa ottima scena di combattimento:

L’URLO DI CHEN TERRORIZZA ANCHE L’OCCIDENTE (1972)

Questo film non si ricorda tanto per l’improbabile ambientazione in Italia, quanto per quella che è forse la più leggendaria scena di tutti i tempi nella filmografia di Bruce Lee: l’epico scontro finale tra lui e Chuck Norris all’interno del Colosseo. Lo stile di Bruce in questo scontro è poesia pura, e Norris, all’epoca campione mondiale di karate e suo grande amico, non può che soccombere.

I 3 DELL’OPERAZIONE DRAGO (1973)

Il testamento spirituale di Bruce Lee, completato poco prima della sua morte, ed unica collaborazione tra la Warner Bros e la casa di Hong Kong Golden Harvest. Il film che doveva diventare il grande lancio di Bruce in America, lo vede alle prese con i seguaci di un maestro corrotto all’interno di un’isola. Memorabile questo spezzone, in cui Bruce dà dimostrazione del suo caratteristico “pugno non telegrafico”:

Sei anche tu un fan di Bruce Lee, e vedere queste scene ti ha affascinato? Magari ti sarà venuta voglia di cercare un corso di arti marziali nella tua città…

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Crystal Ball: le magiche bolle di plastica anni 80

crystal ball

I ventenni e i trentenni di oggi, ovvero i bambini degli anni ’80 e ’90, hanno avuto la fortuna di sperimentare alcuni dei giochi più creativi mai messi in circolazione.

Prima ancora dell’invasione degli smartphone e dell’avvento dei social media, i giochi di fine secolo si distinguevano per il loro spirito innovativo e allo stesso tempo intelligente.

In quei giorni, giocare con i primi videogiochi equivaleva a sentirsi pionieri di un nuovo mondo, mentre i giochi in carne ossa erano una scusa per inventare proprie regole e creare qualcosa di differente da quello per cui erano stati creati.

Dal Dolce Forno alle Micro Machines, dal Tamagotchi ai Power Rangers, i mitici giochi anni ’80 e ’90 che riaccendono la nostalgia al solo ricordo del nome sono tantissimi.

Tra questi, un posto speciale nel cuore degli adulti di oggi lo occupano le Crystal Ball, quelle inconfondibili bolle di plastica colorate che hanno rallegrato i pomeriggi di migliaia di bambini italiani nei decenni passati.

Crystal Ball è uno di quei nomi che molti non sentono più pronunciare da anni, ma che sa sempre riaccendere l’entusiasmo di quanti da piccoli si divertivano a cercare di creare la bolla perfetta.

E a proposito di nostalgia, niente è più evocativo di quel mitico spot pubblicitario di fine anni ’80, con il suo accattivante jingle: “Con Crystal Ball ci puoi giocare…”.

Questa pubblicità fu proprio la causa del successo dirompente di Crystal Ball sul finire degli anni ’80. Prima di allora, pochi avevano mai sentito parlare di quei palloncini composti da una pasta di materiale gommoso, da gonfiare attraverso una cannuccia.

Ma in realtà la storia delle Crystal Ball ha origine molti anni addietro: per la precisione nel 1947, anno in cui il Dr. Claudio Pasini, un ricercatore chimico-farmaceutico originario della Brianza, lanciò questo nuovo prodotto di sua invenzione con il nome “Le bolle fatate”.

Il primo tentativo di commercializzare le bolle in plastica non fu però un successo, e si dovette aspettare fino al 1967 prima che Pasini fondasse a Burago di Molgora l’azienda che avrebbe iniziato a venderle in tutta Italia, con il nuovo nome di “Crystal Ball”. Rinominata Pasini Laboratorio Chimico S.n.c. dal 1993, l’azienda è tuttora gestita da Giovanni Pasini, il figlio del fondatore.

Nonostante la sua storia pluridecennale, l’idea fondamentale del gioco è rimasta sostanzialmente invariata. Le confezioni in vendita includono un tubetto di pasta gommosa colorata, un “cannello” per gonfiare i palloncini e le istruzioni d’uso: per dare vita alle bolle è sufficiente posizionare una pallina di pasta sul cannello e soffiarci dentro.

La pasta gommosa è ed era disponibile in 4 diversi colori (blu, rosso, giallo, verde), che potevano anche essere combinati per creare bolle multicolori. In definitiva, un giocattolo veramente semplice, che permetteva però di dare sfogo alla propria fantasia, e di giocare per ore senza il rischio che le bolle sporcassero o rovinassero il mobilio di casa.

L’unico neo del gioco era probabilmente il forte odore che emanava la pasta gommosa, dovuto alle sostanze chimiche di cui era composta. L’odore delle Crystal Ball suscitò diverse preoccupazioni, soprattutto tra i genitori che temevano la presenza nel gioco di sostanze tossiche.

Ma la presenza del Crystal Ball in commercio da così tanti anni, con tutte le certificazioni CE a norma di legge, dovrebbe bastare da sola a fugare i dubbi sulla sua sicurezza.

L’azienda produttrice ha comunque assicurato più volte che i materiali utilizzati sono completamente sicuri, e che il caratteristico odore delle bolle deriva dall’uso di essenze naturali e di altre sostanze di uso comune in cosmetica. Le versioni più recenti delle bolle hanno comunque un odore molto più lieve.

A dispetto di quel che sarebbe facile pensare, ovvero che questo sia un gioco che appartiene ormai solo al passato, la vendita delle Crystal Ball continua ancora oggi a pieno regime. La casa produttrice ha dimostrato di sapersi adattare ai tempi: richiestissime su internet, le bolle godono anche di una pagina Facebook ufficiale.

Certo, le Crystal Ball per tanti di noi sono un ricordo dell’infanzia, ma sicuramente possono appassionare anche i bambini di oggi. Se vuoi riscoprire la magia dei giocattoli di una volta, cerca le Crystal Ball e tanti altri giochi degli anni ’80 tra gli annunci di Kijiji!

 

La saga di Rocky Balboa: i 6 momenti più epici

rocky apollo creed

Era il 21 novembre del 1976 quando debuttava nei cinema di New York il primo episodio della leggendaria saga cinematografica di Rocky.

All’epoca nessuno avrebbe scommesso un centesimo su quel film a basso costo che raccontava la storia di un pugile italoamericano, e sul suo allora sconosciuto protagonista, Sylvester Stallone. Il successo di Rocky fu però straordinario: costato circa 1 milione di dollari, ne incassò 225 milioni, e riuscì a vincere persino 3 premi Oscar, di cui uno come Miglior Film.

Rocky fu anche il film che lanciò la carriera di Sylvester Stallone, avviandolo verso un futuro da star di film d’azione conosciuta in tutta il mondo. Prima di allora il giovane “Sly” era uno sconosciuto attore italoamericano, che passava il tempo a girare le case di produzione di New York cercando di vendere le sue sceneggiature.

Una di queste era proprio quella di Rocky, una storia ispirata al famoso incontro di boxe tra Muhammad Ali e Chuck Wepner del 1975, e alle figure di altri leggendari pugili come Joe Frazier e Rocky Marciano.

Stallone insistette per recitare la parte del protagonista, e alla fine la sua scelta fu premiata: il successo del primo Rocky fu talmente ampio da ispirare un’intera saga cinematografica, che nell’arco di 30 anni ha dato vita a 6 film tutti scritti e interpretati da Sly, anche regista in 4 occasioni.

Stallone col tempo ha consolidato la sua fama, diventando una vera e propria icona degli action movies americani dagli anni ’80 in poi, anche grazie all’altra fortunatissima saga firmata dall’attore italoamericano, quella del veterano del Vietnam John Rambo.

Ma è sicuramente il ruolo del pugile Rocky Balboa quello più universalmente associato alla figura di Stallone. Se il primo film è stato probabilmente il migliore della sua carriera, quasi tutti i sequel sono stati campioni di incassi, e hanno avuto un’enorme influenza sulla cultura popolare.

Grazie a Rocky poi anche la città di Philadelphia, dove sono ambientati tutti i capitoli della saga, è diventata meta di turisti e di fan in pellegrinaggio. Decine di visitatori ogni giorno salgono di corsa la scalinata del Philadelphia Museum of Art, resa celebre in una delle scene più indimenticabili della serie, e fotografano la statua dedicata a Rocky presente nei pressi del museo.

statua rocky philadelphia

La statua di Rocky è stata installata nel 1982 in cima alla scalinata in occasione delle riprese di Rocky III, e dopo diversi cambi di location è stata sistemata definitivamente in una posizione più defilata.

Le scalinate del museo invece, le famose “Rocky steps”, sono state immortalate nel primo Rocky del 1976 diretto da John G. Avildsen, nella famosa sequenza dell’allenamento del giovane pugile attraverso le strade di Philadelphia.

http://www.youtube.com/watch?v=t5nAWe40DvQ

Questa scena, oltre che per la sua leggendaria colonna sonora, è simbolica anche perché rappresenta un po’ lo spirito del film e di tutta la serie. Rocky parte infatti dallo status di bulletto di periferia, un ragazzo dei quartieri degradati, che solo attraverso la perseveranza e il duro lavoro riuscirà a redimersi e a dimostrare di essere un vero campione.

Il film è strutturato come la classica parabola “dalle stalle alle stelle”, che rappresenta un po’ l’ideale del Sogno Americano: lo sconosciuto pugile Rocky Balboa, detto “lo stallone italiano”, ha la possibilità di battersi con il campione dei pesi massimi Apollo Creed, dimostrando come con la giusta dose di sacrificio sia possibile arrivare ovunque.

Nello scontro finale, Rocky perde la sfida ai punti, ma riesce nell’impresa di restare in piedi per tutti i 15 round. Ed è rimasto nella leggenda poi il suo urlo disperato alla fidanzata nel finale: “Adriana! Adriana!”…

Il successo del primo Rocky spinse Stallone a scrivere e dirigere il secondo episodio della serie, Rocky II uscito nel 1979. Questo sequel racconta del match-rivincita tra Rocky Balboa e Apollo Creed, in cui questa volta lo stallone italiano riesce a vincere per KO tecnico. Un altro grande successo di critica e pubblico, di cui è rimasta nella storia la scena dell’incontro finale:

http://www.youtube.com/watch?v=zWn3n0awPhU

il terzo episodio della saga è Rocky III del 1982, ancora diretto da Stallone. Questa volta il rivale di Rocky è James “Clubber” Lang, una nuova promessa della boxe interpretato dal mitico Mr. T, che il campione riuscirà a battere solo al secondo incontro. In questa occasione Apollo Creed si unisce al team di Rocky, e ne diventa l’allenatore insegnandogli a combattere con “gli occhi della tigre”:

http://www.youtube.com/watch?v=EHs04Sf8Odc

In Rocky IV del 1985 entrano per la prima in volta in ballo dei temi politici, e lo scenario della Guerra Fredda. Rocky deve battersi con il campione russo Ivan Drago, interpretato da Dolph Lundgren, in un match in Unione Sovietica che rappresenta anche lo scontro tra due ideologie contrapposte. Più di una scena è rimasto nella leggenda: oltre alla minacciosa frase “ti spiezzo in due” di Ivan Drago, indimenticabile è la sequenza dell’allenamento, che contrappone lo stile spartano di Rocky alle sofisticate tecnologie dei russi.

Rocky V del 1990 fu un fiasco al botteghino e sicuramente il capitolo meno riuscito della serie. Per dare un degno finale alla saga, Stallone ci riprovò nel 2006, in occasione del 30° anniversario del primo film, realizzando Rocky Balboa. L’ultimo capitolo della serie vede uno Stallone ormai sessantenne cimentarsi con un ultimo combattimento sul ring: il film è pieno di riferimenti al primo Rocky, ed ha la giusta dose di autoironia per non deludere le aspettative.

Quella di Rocky è una serie di film senza tempo, ad alto tasso di spettacolarità, ma che trasmette valori di eroismo, sacrificio e perseveranza. Se vuoi riscoprire questa mitica saga, cercane tutti gli episodi nella sezione Film di Kijiji!

Tra Booster, Scarabeo e Zip: gli anni 90 in sella a uno scooter

motorini kijiji

L’adolescenza è un periodo indelebile. A metà tra età adulta e infanzia, è quella fase in cui si iniziano a sperimentare cose “da grandi” senza avere l’esperienza che porta a fare le scelte giuste. Grande è la voglia di libertà, e ancor più grande è quell’euforia che diventa sempre più difficile mantenere col passare del tempo. Per molti, quegli anni corrispondono ai ricordi migliori, quelli da raccontare un giorno ai nipoti.

E se c’è un oggetto che da solo riesce a reincarnare lo spirito libero dei teenager d’Italia e di quel periodo a cavallo tra scuole medie e superiori, tra prime cotte e scritte sui banchi, questo è sicuramente il motorino.

Ancor più di un mezzo a due ruote, il motorino è lo status symbol per chi vuole assaggiare la libertà di spostarsi da solo dopo i fatidici 14 anni.

Ovviamente col termine “motorino”, ci riferiamo ai gloriosi “cinquantini”, gli scooter di massimo 50 cc di cilindrata. La loro è una storia già piuttosto lunga, che risale ai primi anni ’50, il periodo in cui le prime Vespe e Lambrette si iniziarono a diffondere tra gli adolescenti italiani.

Ma per fortuna la storia non si ferma col mito di Vespa e Lambretta: col tempo sono entrati sul mercato tanti nuovi tipi di motorino, a partire da quelle “biciclette a motore” che erano i Ciao e i Sì della Piaggio negli anni ’60 e ’70, fino ai “tuboni” degli anni ’80, a metà strada tra moto e scooter.

Qualsiasi fosse il modello di grido dell’epoca, il successo dei motorini è restato costante per tutti gli ultimi decenni.

Ma è stato poi a cavallo del nuovo millennio che le regole del gioco sono cambiate ancora, con una serie di scooter di nuova generazione che ha saputo imporsi, invadendo le strade d’Italia a partire dai primi anni ’90.

Motorini dalla linea spesso grintosa, che avevano alcune novità tecniche, come l’avviamento elettrico o il cambio automatico tramite un variatore, pur ispirando le stesse emozioni e le stesse idee di libertà dei loro predecessori.

Cosa ancora più importante, questi scooter erano abbastanza veloci, economici e affidabili, potendo facilmente durare per tutti quei 5 anni delle superiori senza grossi problemi o spese di manutenzione.

E non avrebbe senso parlare dei cinquantini degli anni 90 senza ricordare tutto il mondo che ci girava attorno: quello delle “compagnie” di adolescenti che scorrazzavano in motorino, in cui molti di noi da giovani hanno militato.

Chi non ha mai fatto parte di una compagnia difficilmente può capire quello che significava farne parte: la spensieratezza, le prime avventure amorose e sportive, la familiarità dell’abitudine ma allo stesso tempo il gusto delle avventure notturne per le strade della propria città.

Momenti che gli 883 hanno descritto benissimo in molte delle loro canzoni, diventando una colonna sonora di quelle stesse compagnie che s’incontravano ogni giorno per la stessa storia nello stesso bar.

E poi ci scappava quell’inevitabile giro in motorino… sempre in due.

Il motorino come simbolo della propria personalità e ruolo nel gruppo: chi aveva un vecchio Sì, un elegante Liberty o un Nitro elaborato dava una diversa immagine di sé al resto del gruppo.

A proposito di elaborazioni, dare sfogo alle proprie capacità di meccanici in erba, montando marmitte, filtri e carburatori sui propri piccoli bolidi era una pratica molto comune, anche se era e rimane completamente illegale.

Per legge, i motorini che vengono venduti non possono superare i 50 km/h, per questo quasi sempre hanno installati dei blocchi nel collettore di scarico e di aspirazione, i cosiddetti “fermi”.

Togliere i fermi da un motorino non è permesso, ma non si può nascondere che la gran parte degli scooter in circolazione non segua questa regola.

Anche solo a causa di queste restrizioni, la differenza tra i vari modelli di scooter appena usciti dalla fabbrica non era molto grande a livello di prestazioni del motore.

Le differenze tra un modello e l’altro riguardavano ad esempio il sistema dei freni a disco o a tamburo, o il raffreddamento ad aria o a liquido, oltre naturalmente al design complessivo, che spesso era l’unico vero fattore determinante nella scelta di un motorino.

Un modello dal design inconfondibile, che rappresenta un po’ l’emblema degli scooter anni ’90, è il leggendario MBK Booster, piccolo ma dalla linea sfacciata e aggressiva. Il Booster è stato venduto in Italia dal 1988 al 2004, anno in cui i nuovi proprietari della Yamaha hanno deciso di ritirarlo dal mercato.

booster scooter motorino mbk

Un altro “terribile” piccoletto era il Piaggio Zip, scooter leggero e dalle ruote piccole che ebbe un successo enorme: è stato infatti il modello più venduto negli anni ’90.

piaggio zip

E al contrario del Booster, il successo dello Zip continua ancora oggi con la seconda serie dotata di motore a 4 tempi.

Gli appassionati di elaborazioni preferivano peròalcuni modelli cosiddetti “sportivi”, chiamati così per le loro dimensioni maggiori e le linee più accattivanti. Uno su tutti l’Aprilia SR, scooter che introdusse tante novità tecniche come l’avviamento elettrico e il freno a disco anteriore.

aprilia sr scooter motorino

Un look più particolare e stiloso avevano motorini come lo Scarabeo Aprilia e il Liberty Piaggio, entrambi caratterizzati da ruote alte e linee retro.

Proprio lo Scarabeo è forse il grande vincitore di quest’epoca dei motorini italiani, grazie al suo look accattivante per varie fasce d’età. A testimonianza del grande appeal dello Scarabeo Aprilia, tra i suoi modelli più popolari oggi vi sono quelli in cilindrate maggiori come 125 e 250.

scarabeo motorino scooter

Uno Scarabeo del 1998

Più sportivo dello stiloso Scarabeo era indubbiamente l’MBK Nitro, dal 2004 commercializzato come Yamaha Aerox.

A metà strada tra i modelli sportivi e quelli più compatti si trovava poi il Malaguti Phantom F12, uno scooter pratico e maneggevole ma dotato di componenti tecnici di alta fattura. Un altro grande successo anni ’90 di cui è stata interrotta la produzione nel 2011.

E voi avete avuto la fortuna di provare qualcuno di questi motorini, o il vostro era un modello più esotico?

Se molti di questi scooter sono stati rimpiazzati da versioni più recenti, per i nostalgici il mercato dell’usato è molto vivo.

Tra l’immancabile Scarabeo e lo Zip d’annata, nei siti di annunci online come Kijiji è possibile trovarne tanti modelli a prezzi abbordabilissimi.

Martin Scorsese e Danny DeVito: i migliori film di due leggende italoamericane

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Martin Scorsese, photo: David Shankbone

Oggi vogliamo omaggiare due grandi protagonisti del cinema americano, nati entrambi il 17 novembre: Martin Scorsese e Danny DeVito.

Trattasi di due personaggi iconici che condividono non poche cose: oltre alla data di nascita, entrambi  hanno evidenti origini italiane, ed entrambi hanno attraversato oltre 4 decadi di cinema a stelle e strisce contribuendo a far nascere alcuni dei più grandi capolavori di tutti i tempi.

Ma mentre entrambi si aggirano ora intorno ai 70 anni (Martin Scorsese compie oggi 71 anni, Danny DeVito invece 69), è abbastanza curioso notare come tra le tante cose in comune non ci sia nessuna pellicola.

Il grande regista newyorchese e il piccolo e simpaticissimo attore non hanno mai collaborato nell’arco della loro pluridecennale carriera: il nostro sarà inevitabilmente un percorso di scoperta in parallelo piuttosto che in concomitanza.

Cerchiamo quindi di scoprire e differenziare l’opera di queste due figure che hanno esercitato la loro influenza e savoir-faire cinematografico in modo piuttosto diverso.

Martin Scorsese è considerato all’unanimità uno dei più grandi registi di tutti i tempi. Newyorchese DOC, nato a Queens e cresciuto a Little Italy, Scorsese è originario della provincia di Palermo (i nonni provenivano da Polizza Generosa e da Ciminna), ed è da sempre molto legato alle sue radici italiane.

La sua carriera iniziò negli anni ’60 con alcuni cortometraggi, ma fu da “Mean Streets” del 1972 che cominciò una lunghissima serie di grandi successi di pubblico. Scorsese è considerato un vero maestro del cinema contemporaneo perchè in film dal pur indiscutibile appeal commerciale ha sempre saputo fare sfoggio di una tecnica sopraffina e a una raffinata sensibilità di autore.

Se ad un primo sguardo i film di Scorsese si distinguono per le loro alte dosi di violenza e di linguaggio scurrile, in realtà ci sono altri temi che sono alla base del cinema di questo regista. Su tutti, dominano i concetti della colpa e della ricerca di redenzione, due elementi fortemente legati alla tradizione cattolica in cui è cresciuto il regista.

Un altro tratto distintivo dei suoi film è la presenza di alcuni attori ricorrenti, tra cui il più caratteristico è senza dubbio Robert De Niro, un’altra star italoamericana che compare in ben otto film di Scorsese. In tempi recenti, sembra che il suo testimone sia stato raccolto da Leonardo DiCaprio, apparso in 4 dei suoi ultimi 5 film.

Oltre a Quei bravi ragazzi e The Departed, due capolavori che abbiamo già citato in questo blog, andiamo a riscoprire i migliori film di Martin Scorsese.

TAXI DRIVER (1976)

Capolavoro assoluto di Martin Scorsese (insieme a “Quei bravi ragazzi”), ed uno dei più grandi film di tutti i tempi. “Taxi Driver” racconta la storia di Travis Bickle, un reduce del Vietnam, interpretato da un De Niro magistrale, che lavora come tassista e vorrebbe porre un freno al degrado della sua città. Un cult assoluto con diverse scene indimenticabili, una su tutte quella in cui Travis parla da solo allo specchio.

http://www.youtube.com/watch?v=S5LbWfcwpnM

TORO SCATENATO (1980)

Un altro grande classico con De Niro come protagonista, “Toro Scatenato” è la storia vera del pugile Jake LaMotta, e della sua parabola discendente tra boxe, donne, e legami con la mafia nella New York degli anni ’40. Girato in bianco e nero, Toro Scatenato dimostra appieno tutte le qualità registiche di Scorsese e attoriali di De Niro, che per girare il film ingrassò di ben 27 kg.

THE AVIATOR (2004)

Una delle più riuscite collaborazioni tra Scorsese e DiCaprio, “The Aviator” è un film biografico che racconta la vita di Howard Hughes, regista appassionato di aviazione, miliardario, e affetto da disturbo ossessivo-compulsivo, tra gli anni ’20 e i ’40. Il film vinse 5 Oscar, e fruttò a Scorsese la sua quinta nomination come Miglior Regista, che riuscì a vincere per la prima volta solo due anni dopo con “The Departed”.

Danny DeVito, photo: Gage Skidmore

Danny DeVito, photo: Gage Skidmore

Danny DeVito, al contrario di Scorsese, non viene dalla metropoli New York ma dal “provinciale” New Jersey, e le sue origini familiari vanno ricercate in Basilicata. Negli anni si è imposto come uno dei caratteristi più iconici e riconoscibili di sempre, grazie soprattutto al suo buffo aspetto e alla sua bassa statura.

DeVito si è fatto conoscere al grande pubblico come attore comico, interpretando spesso il ruolo di spalla al fianco di attori “seri”. Col tempo è riuscito a consolidare la sua fama anche con diversi ruoli drammatici, e si è avviato ad una carriera di produttore cinematografico di successo.

Noi comunque lo ricordiamo soprattutto per le sue indimenticabili interpretazioni. Ecco quelle che hanno reso Danny DeVito la leggenda che è oggi:

QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO (1975)

Questo capolavoro di Milos Forman è un film corale che narra le vicende di un gruppo di pazienti all’interno di un manicomio. Il protagonista in questo caso è Jack Nicholson, in una delle sue interpretazioni migliori, e DeVito appare nei panni di Martini, uno dei comprimari “matti” di cui dà un ritratto indimenticabile. Un classico senza tempo divertente e commovente, che è anche un inno alla libertà.

I GEMELLI (1988)

Una spassosissima commedia incentrata, come nella più classica delle tradizioni, su una coppia male assortita composta da DeVito e Arnold Schwarzenegger. Il duo interpreta una coppia di improbabili gemelli, risultato di un esperimento genetico e separati alla nascita. Azzecatissima l’accoppiata tra i muscoli di Arnold e la verve di DeVito, che regala grandi risate.

BATMAN – IL RITORNO (1992)

Uno dei ruoli più iconici di Danny DeVito è quella del Pinguino, nel secondo capitolo della prima saga di Batman diretto da Tim Burton. Oswald Cobblepot, alias il Pinguino, è un supercattivo deforme, abbandonato alla nascita dai suoi ricchi genitori e cresciuto nelle fogne. Un’interpretazione cruda e sfaccettata, in uno degli episodi più dark della saga dell’uomo pipistrello.

Voi preferite la maestria di Scorsese, la simpatia di DeVito, o apprezzate entrambi questi grandi del cinema? E quali altri film aggiungereste alla lista? Lasciate un commento per esprimere le vostre preferenze!

 

Italia – Germania, sfida infinita: riviviamo gli incontri più leggendari

tardelli italia germania

L’urlo di Tardelli nella finale di Madrid

Torna in scena stasera sul campo dello stadio San Siro di Milano la sfida tra le nazionali di calcio dell’Italia e della Germania, con un’amichevole di lusso in preparazione dei prossimi Mondiali in Brasile del 2014.

Entrambe le nazionali sono già qualificate alla fase finale del Mondiale: questa amichevole, insieme a quella di lunedì 18 al Craven Cottage di Londra contro la Nigeria, sarà quindi un’occasione per il c.t. Prandelli di inserire nuovi elementi, e di provare schemi e alchimie di gioco.

Ma Italia – Germania non è assolutamente una partita come le altre, anche quando come in questo caso si tratta di una semplice amichevole: è un incontro che porta alla mente una serie di sfide indimenticabili e leggendarie, tante emozioni, e momenti che sono entrati di diritto nella storia del calcio internazionale.

A partire dall’epico Italia – Germania 4-3 ai Mondiali del 1970, fino alla semifinale in terra tedesca nel vittorioso Mondiale del 2006, le sfide con i teutonici evocano nella memoria di ogni tifoso i momenti più indimenticabili della storia della nazionale azzurra.

Le vittorie italiane contro la Germania sono tra quelle che da sempre fanno esplodere di più l’entusiasmo, un po’ per la grande rivalità che accompagna le due nazionali, un po’ perché sono spesso venute in occasione di partite importantissime come le semifinali o le finali di Mondiali ed Europei.

Il bilancio dei 31 match finora disputati tra Italia e Germania (compresi quelli con la Germania Ovest) è nettamente favorevole agli Azzurri, con 15 successi, 9 pareggi, e 7 vittorie tedesche. Da notare però che i ko azzurri sono arrivati tutti in altrettante amichevoli, mentre nelle gare ufficiali le statistiche parlano chiaro: 4 vittorie italiane e 4 pareggi.

La nazionale azzurra è da sempre la bestia nera dei tedeschi, a cominciare dal primo, storico match giocato il 1° gennaio 1923 a San Siro, e vinto 3-1, fino alla vittoria per 2-1 nella semifinale degli Europei 2012, ultima gara ufficiale e ultima sconfitta in ordine di tempo per i teutonici.

Anche questa volta comunque la sfida tra Italia e Germania promette spettacolo. Il c.t. tedesco Loew dovrà fare a meno del laziale Klose, ma può comunque contare su una rosa di altissimo livello e su una solida organizzazione di gioco. Per la nazionale di Cesare Prandelli sarà l’occasione invece di vedere all’opera insieme Balotelli e Giuseppe Rossi, in quella che si prefigura come la coppia d’attacco titolare di Brasile 2014.

In attesa del fischio d’inizio di stasera, andiamo a rivivere le sfide più appassionanti di sempre tra Italia e Germania, quelle che ancora oggi fanno emozionare ogni tifoso.

ITALIA – GERMANIA 4-3 (Città del Messico, 1970)

http://www.youtube.com/watch?v=X-BtuVGY4rg

Oltre la leggenda, oltre il mito, Italia – Germania 4-3 merita a tutti gli effetti il titolo di “partita del secolo”. La titanica impresa degli Azzurri di Valcareggi nella semifinale dei Mondiali messicani giocata allo Stadio Azteca è stata qualcosa di eccezionale. I tempi regolamentari terminano 1-1, con le marcature di Boninsegna dopo 8 minuti e di Schnellinger al 92’, e nei tempi supplementari si scatena l’inferno: apre Gerd Muller al 94’, poi Burgnich e Gigi Riva segnano il 2-2 e il 3-2, di nuovo Muller pareggia al 110’, e finalmente un minuto dopo Rivera fissa il risultato sul definitivo 4-3. L’Italia perderà poi la finale 4-1 contro il Brasile di Pelè, ma questa partita mozzafiato rimarrà scolpita per sempre nella storia.

ITALIA – GERMANIA 3-1 (Madrid, 1982)

Rossi, Tardelli, Altobelli: tre nomi che chiunque ha vissuto quella notte magica del 1982 non può dimenticare, tre nomi che significano il terzo titolo mondiale per l’Italia, ottenuto in finale proprio contro la Germania dopo un soffertissimo cammino. Alla presenza del Presidente Pertini, l’Italia ottiene la vittoria dimostrando un’ottima organizzazione di gioco, le sue micidiali abilità nel contropiede, e il grande talento dei suoi singoli, a partire da Paolo Rossi, vera e propria star del Mundialito spagnolo. L’Italia si prende anche il lusso di sbagliare un rigore con Cabrini, segnando 3 gol nella ripresa e concedendone uno a Breitner che salva l’onore tedesco. Rimase poi nella storia, curiosamente, anche quella famosa partita a scopone sul volo di ritorno da  Madrid: Zoff, Pertini, Bearzot e Causio smaltirono così la tensione della vigilia e l’ebbrezza della vittoria…

ITALIA – GERMANIA 2-0 (Dortmund, 2006)

“Andiamo a Berlino, Beppe!”: chi non si emoziona ancora oggi riascoltando l’urlo di Caressa al termine di Italia – Germania, la semifinale dell’indimenticabile Mondiale del 2006? I tedeschi scendono in campo da super favoriti in quanto padroni di casa, e il Westfalenstadion di Dortmund è gremito di maglie bianche. La spunteranno però gli Azzurri, avviandosi verso un’altrettanto leggendaria finale contro la Francia e la loro quarta Coppa del Mondo. I tempi regolamentari sono incerti e nervosi, e si chiedono sullo 0-0: i supplementari sono invece senza respiro, con un palo di Gilardino e una traversa di Zambrotta, e le reti di Grosso e Del Piero nei minuti finali, che scatenano la gioia inarrestabile e i caroselli di milioni di italiani.

ITALIA – GERMANIA 2-1 (Varsavia, 2012)

L’ultima grande vittoria dell’Italia sulla Germania è quella nella semifinale degli Europei del 2012 in Polonia e Ucraina, dove gli Azzurri giocano una gara magistrale. Anche questa volta la Germania parte da favorita, arrivando da una striscia di 15 vittorie consecutive, ma i due gol di Super Mario Balotelli, prima di testa su assist di Cassano, poi con una bordata di destro da fuori area, piegano le resistenze tedesche. L’Italia domina anche dal punto di vista del gioco, ed è inutile il rigore segnato da Ozil allo scadere: questa partita è l’apice raggiunto dall’Italia agli ultimi Europei, prima della disfatta nella finale contro la Spagna.

Italia – Germania ha regalato finora tante emozioni, e tante altre ancora speriamo ne regalerà negli anni a venire. In attesa di stasera, andate a cercare maglie da calcio, filmati e memorabilia legati a questo mitico match su Kijiji!

A.A.A. Offresi nonno “multitasking” in affitto negli annunci gratuiti!

Da una recente ricerca svolta da Kijiji.it, cresce il numero di anziani, pensionati, nonni che, grazie agli annunci online, si propongono per trovare un lavoro che consenta loro di arrotondare la pensione e tenersi occupati nel tempo libero.

Su Kijiji.it tante le offerte ed i profili in cerca di impiego: dal nonno babysitter, al tuttofare, al consulente – tanti gli annunci all’insegna dell’intraprendenza e della flessibilità!

 

Milano, novembre 2013. Gli annunci online non hanno età! Suona forse strano ma è davvero così: anche i nonni “sono sbarcati” su internet!

E’ questo quanto emerge da una ricerca svolta da Kijiji.it, sito di annunci gratuiti locali del Gruppo eBay, punto di riferimento nel mondo degli annunci online che vanta più di 5.000.000 annunci live, 60.000 nuove inserzioni quotidiane e 1.100.000 visitatori al giorno.

All’interno della categoria lavoro, una delle 14 presenti all’interno del sito, che conta circa 160.000 annunci divisi tra offerte di lavoro (circa 50.000 annunci) e richieste di lavoro (circa 100.000), sono in crescita il numero di inserzioni di persone della terza età, nonni, pensionati, anziani che, per raggranellare qualche soldo in più sempre utile a fine mese in tempi di crisi oppure più semplicemente per tenersi impegnati ora che il lavoro non li occupa più cercano, con grande intraprendenza, di reinventarsi  e proporsi dal punto di vista lavorativo grazie agli annunci online e ad un sito come Kijiji.it.

Un’abitudine solitamente in voga tra i giovani quella di cercarsi un “lavoretto” da svolgere nel proprio tempo libero, che ora rivive anche per coloro che ragazzi lo sono stati… ma un po’ di tempo fa!

Una tendenza che stupisce e che sfata il mito che ad internet e agli annunci gratuiti si rivolgano sono “nativi digitali” o persone “confident” con computer, internet e la tecnologia e che dimostra ancora una volta quanto ormai gli annunci online siano diventati una strumento di utilizzo quotidiano per tutte le fasce d’età, nessuna escluso!

Come afferma Roberto Tucci, Business Development & Customer Satisfaction Manager di Kijiji.itQuesta tendenza rilevata da Kijiji.it mostra come ormai gli annunci online siano diventati un valido aiuto in molti ambiti della vita delle persone di ogni età, dalla ricerca del lavoro come in questo caso specifico a quella di una nuova auto o di una casa in affitto. Kijiji.it è stato il primo storico precursore del mondo delle inserzioni gratuite online e a otto anni di distanza dalla sua nascita, grazie ai suoi milioni di annunci e alla sua esperienza consolidata, continua ad essere un punto di riferimento del settore, raccontando in modo dinamico le evoluzioni nelle abitudini di consumo degli italiani”.

 

Ma quali sono i principali profili di questi nonni digitali in cerca di lavoro? Si va dal nonno multitasking in affitto a ore, a quello babysitter, passando per il badante, tuttofare ed il consulente!

Cercando tra gli annunci gratuiti su Kijiji.it ci si imbatte in una grande varietà di offerte, caratterizzate per la maggior parte da una grande flessibilità negli orari e nelle mansioni da svolgere: qualità davvero apprezzabile che mostra come nella vita occorra anche sapersi arrangiare. Come il nonno “multitasking” in affitto a ore disponibile giorno e notte:

Mi propongo come “nonno in affitto” ad ore  per assistere bambini o anche ragazzi più grandi, per accompagnarli a fare sport o altre attività durante la giornata. Esperto, serio, maturo ho 53 anni. Massima affidabilità, ho tutte le patenti ed esperienza max nella guida. Disponibile anche nelle ore serali o notturne  http://www.kijiji.it/annunci/altri-corsi-e-lezioni/ancona-annunci-ancona/nonno-in-affitto/52551999

si può trovare invece anche il classico nonno babysitter, amante dei bambini che si propone per lavori saltuari per poter arrotondare la propria pensione: “Cerco lavoro saltuario come baby sitter, zona Viareggio Versilia,sono un nonno molto paziente,pratico ed amante dei bimbi che ha necessita’ di arrotondare la pensione” http://www.kijiji.it/annunci/cerco-lavoro-servizi/lucca-annunci-viareggio/nonnobabysitter/53901694

Molto propositivo è  il nonno tuttofare,fidato e referenziato”, interessato ad un lavoro di tipo continuativo: “Se avete bisogno di un tuttofare che possa sbrigarvi qualsiasi pratica, che sia fidato e referenziato oppure di un autista ( accompagnamento infermiere per prelievi a domicilio,trasporto dirig. all’aeroporto etc.)o di un nonno in gamba che accompagni i vostri bambini a scuola o alle attività sportive potete contattarmi per un incontro conoscitivo. La mia ricerca è per un lavoro continuativo 
grazie”.
 http://www.kijiji.it/annunci/cerco-lavoro-servizi/milano-annunci-porta-romana-monte-nero/giovane-pensionato-tuttofare/11201373.

Disponibile a trasferimenti e molto qualificato è il pensionato portiere/custode/sorvegliante: Per servizi di portierato, di custode e di sorvegliante, pensionato referenziato di origini emiliane disponibile fin da subito. Persona distinta e discreta, ragioniere con esperienza in ambito amministrativo, assistenziale (qualifica Operatore socio sanitario), di supporto domestico e di disbrigo commissioni e pratiche burocratiche. Disponibile a trasferimento immediato zona centro nord”. http://www.kijiji.it/annunci/cerco-lavoro-servizi/milano-annunci-milano/servizi-portierato-custode-e-sorveglianza/44277018 .

C’è poi il pensionato badante. Segni particolari: giovanile ed automunito:Pensionato dinamico autista con auto propria cerca lavoro saltuario come accompagnatore badante per anziani, per qualsiasi attivita’ quotidiana e a qualsiasi orario, diurno notturno e festivo libero da subito.” http://www.kijiji.it/annunci/cerco-lavoro-servizi/milano-annunci-milano/pensionato-giovanile-automunito/54640131.

Non manca infine il pensionato consulente, ex manager conoscitore di lingue straniere, interessato per una collaborazione di tipo amministrativo: “Pensionato giovanile ex export area mngr conoscenza lingue pratico anche logistica trasporti per collaborazione seria part time”- http://www.kijiji.it/annunci/cerco-lavoro-servizi/milano-annunci-milano/collaborazione-amministrativa-e-o-mansioni-esterne/53663205

Insomma, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze! Quello che non manca di sicuro è la voglia di rimettersi in gioco anche a 60 anni! Complimenti a tutti!

 

www.kijiji.it  è il sito dedicato agli annunci gratuiti locali che consente a compratore e venditore di mettersi in contatto e di concludere la transazione di persona. 14 le categorie all’interno delle quali trovare i migliori affari del web: Abbigliamento, Animali, Arredamento e Casalinghi, Attrezzature da lavoro, Case vacanze e Viaggi, Corsi e Lezioni, Elettronica, Lavoro, Libri Film e Musica, Motori, Sport, Tempo Libero, Tutto per bambini.

 

marvel dc comics

Fumetti Marvel contro DC: sfida tra i supereroi più influenti

marvel dc comics

Quello dei fumetti, più che un mondo, si può definire un vero e proprio universo. I comics sono oramai universalmente riconosciuti come una forma d’arte a tutti gli effetti, sicuramente non semplice intrattenimento per ragazzini come ancora in troppi credono.

L’universo dei fumetti comprende poi al suo interno un gran numero di pianeti, ognuno dei quali corrisponde a un genere o una cultura fumettistica diversa.

Tra le diverse culture nazionali, esiste un’enorme differenza tra i fumetti della scuola italiana, i manga giapponesi, e i comics americani, tanto per citare le correnti più note.

Tra le produzioni a stelle e strisce, da oltre 70 anni sono i fumetti Marvel e DC Comics a contendersi il primato per la casa editrice di maggiore successo, come ha spiegato anche il fumettista Riccardo Farina sulle pagine di questo blog.

Questi due colossi del fumetto ad oggi compongono da soli l’80% del mercato americano dei comics.

Un vero e proprio duopolio, a cui corrisponde una sana ma onesta competizione, alimentata dall’appartenenza delle due compagnie a due multinazionali tra loro rivali: la Marvel è infatti di proprietà della Walt Disney, mentre la DC è della Warner Bros.

Se la rivalità tra fumetti Marvel e DC è comunque rispettos, e le due case editrici si sono spesso trovate a collaborare in passato, non sempre la pensano allo stesso modo i rispettivi fan.

La figura del supereroe è qualcosa di fortemente connaturato nella tradizione del fumetto americana, che però nel corso del tempo si è evoluta e sviluppata nei modi più diversi.

Se i primi personaggi degli anni ’30, come Superman della DC e Capitan America della Marvel, erano supereroi purissimi e tutti d’un pezzo, che combattevano al servizio della nazione, dagli anni ’60 in poi queste figure si sono sempre più umanizzate, presentando al pubblico le loro debolezze e un carattere più complesso.

Sia i fumetti Marvel che quelli DC hanno avuto uguale merito nel rendere il mondo dei supereroi così “adulto” e variegato come è oggi.

La DC Comics ha saputo portare al successo i supereroi nella prima ondata degli anni ’30, detta la Golden Age del fumetto, e nella Silver Age dei primi anni ’60, e lanciare diverse innovazioni a livello di stile e contenuti.

La Marvel al contrario è riuscita a sfruttare il successo dei supereroi per imporre il proprio stile rivoluzionario, reinventando questi personaggi in chiave più moderna.

Oggi come oggi alla Marvel va riconosciuto anche il predominio nel settore dei film dedicati agli eroi a fumetti. Anche in questo caso il filone fu lanciato dalla DC nel 1978 con il primo film su Superman, ma solo grazie alla Marvel si è assistito dai primi anni 2000 ad un vero e proprio boom dei film di supereroi, a partire da film come “X-Men” e “Spider-Man”.

Ma a livello di personaggi, quali sono le differenze tra fumetti Marvel e DC Comics?

In modo un po’ generico si è spesso detto che i supereroi DC siano generalmente esseri soprannaturali dotati di poteri fin dalla nascita, mentre i supereroi Marvel sono persone comuni che acquisiscono i loro poteri per caso, ma le eccezioni sono comunque numerose.

Per capire meglio le differenze e i punti di convergenza tra questi due universi, andiamo a riscoprire i personaggi Marvel e quelli DC, ovvero i supereroi più influenti del XX secolo.

SUPERMAN (DC)

Venuto alla luce nel 1938, Superman è il primo supereroe creato dalla DC Comics ed uno dei primi in assoluto. Prototipo del super-uomo dotato di alti valori morali, dalla forza straordinaria e capace di volare, Superman è un essere sovrumano, un alieno che nella vita di tutti i giorni finge di essere l’umano Clark Kent. Un simbolo dei supereroi della vecchia scuola reinventato più volte negli anni seguenti.

superman

credits: Joel Kramer

BATMAN (DC)

Un altro supereroe DC della Golden Age del fumetto, Batman nasce nel 1939 e da allora la sua fama non è mai venuta meno. L’uomo pipistrello Batman è l’alter ego del miliardario Bruce Wayne, dotato non di poteri sovrumani ma di una serie di sofisticatissimi gadget tecnologici. Un personaggio entrato da tempo nella pop culture, anche e soprattutto grazie alla serie di film a lui dedicati.

fumetto batman

WONDER WOMAN (DC)

Il più famoso esempio di supereroe donna, Wonder Woman è considerata nel mondo del fumetto un’icona del femminismo e della parità dei sessi. Wonder Woman è una guerriera amazzone dotata di poteri donati direttamente dagli dèi, con una forza straordinaria che ne fa una sorta di Superman al femminile. Apparsa per la prima volta nel 1941, nel corso degli anni la storia delle sue origini è stata cambiata più volte.

fumetto wonder woman dc

SPIDER-MAN (Marvel)

Uno dei personaggi Marvel che hanno simbolizzato la Silver Age del fumetto, e il nuovo corso inaugurato negli anni ’60. Spider-Man è l’alter ego di Peter Parker, un adolescente che in seguito al morso di un ragno radioattivo acquisisce superpoteri che vanno dall’abilità di scalare palazzi al lanciare “tele di ragno” dai polsi. Spider-Man è un adolescente insicuro e pieno di dubbi, tutt’altra cosa rispetto ai supereroi “vecchio stile” tutti d’un pezzo.

spiderman fumetti marvel

I FANTASTICI 4 (Marvel)

Pioniere della rivoluzione dei fumetti Marvel, apparso in edicola nel 1961 e primo fortunato esempio di team di supereroi creato dalla casa statunitense. I Fantastici Quattro sono un gruppo di amici che possiede ognuno un diverso superpotere: Mr. Fantastic può allungarsi come fosse di gomma, la Donna Invisibile può scomparire, la Torcia Umana può generare fiamme, e la Cosa è un gigante buono ricoperto da uno strato roccioso.

fantastici quattro marvel

X-MEN (Marvel)

Un esempio unico di collettivo di personaggi Marvel risalenti ai primi anni ’60, dal carattere complesso e ambiguo. Gli X-Men sono un gruppo di supereroi mutanti creati dal Professor X, e dotati dei poteri più diversi: il più famoso di loro è senza dubbio l’uomo-lupo Wolverine, noto per i suoi caratteristici artigli.

 

x men fumetti

Questi sono per noi i supereroi più rappresentativi, ma ce ne sono tanti altri che potete riscoprire andando a spulciare tra i fumetti della Marvel e della DC in vendita su Kijiji!